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Eurocarni nr. 9, 2018

Rubrica: Nutrizione
(Articolo di pagina 126)

Carne cotta e carne cruda: trova le differenze!

È facile immaginare che esi­sta­no delle differenze tra carne cotta e carne cruda, soprattutto in termini di valore nutrizionale e di calcolo delle quantità consumate. Di solito, infatti, le stime e le considerazioni sulle quantità apparentemente o realmente consumate sono fatte sulla carne cruda, che non corrisponde al peso effettivamente ingerito. Ecco perché, anche quando si parla di prevenzione e salute, la carne consumata realmente difficilmente raggiunge i limiti consigliati.

 

Nutrienti e giuste cotture
A differenza di legumi e verdure, che durante la cottura perdono gran parte dei loro nutrienti, nella carne avviene esattamente il contrario: una giusta cottura permette non solo di conservare meglio, ma anche di esaltare le sue proprietà sia nutrizionali che salutistiche. I nutrienti della carne, infatti, con la cottura aumentano anziché diminuire, perché con la perdita di acqua diventano più concentrati, oltre che più digeribili e assimilabili. Confrontando i valori nutrizionali di 100 grammi di carne di manzo macinata cruda con 100 grammi di carne di manzo macinata cotta, si può osservare come, dopo la cottura, si abbia un incremento di proteine e amminoacidi essenziali, di minerali (come calcio, ferro, magnesio, zinco, rame, selenio) e di vitamine (come quelle del gruppo B e quelle liposolubili D ed E). I grassi monoinsaturi e saturi, invece, calano leggermente dopo la cottura, perché si sciolgono per effetto del calore e colano via. Le perdite di nutrienti possono avvenire con temperature troppo alte e con cotture sbagliate o eccessivamente prolungate: arrosto, frittura e cottura alla griglia causano il 20% delle perdite di vitamine del gruppo B sia nella carne rossa che nel pollame, mentre con la stufatura e la bollitura le perdite possono arrivare anche al 60%. Questo però è un problema che riguarda tutti gli alimenti, e a questo proposito la carne ha il vantaggio che, essendo molto nutriente già di partenza, lo resta comunque anche dopo una lunga cottura, mentre per i vegetali una cottura sbagliata ne può annullare il valore nutritivo anche completamente. Inoltre, mentre per verdure e legumi, anche se cotti alla perfezione, occorre consumarne una quantità esorbitante per coprire il fabbisogno nutrizionale giornaliero, per la carne è sufficiente una piccola fettina, perché densa di nutrienti altamente assimilabili. L’aggiunta di carne a cibi vegetali completa il valore nutritivo complessivo del pasto, specie per quanto riguarda l’apporto di amminoacidi essenziali, di cui la carne riesce da sola a coprire le concentrazioni ideali. Bastano 85 g di carne cotta per avere più di 20 g di proteine, cioè tra il 30% e il 45% del valore raccomandato giornaliero, fornendo dunque una parte significativa delle necessità giornaliere in una porzione minima.

 

Consumi corretti
Le Linee guida per una sana alimentazione del CRA-NUT consigliano 450 g a settimana di carne, salumi inclusi. Queste porzioni però si riferiscono alla carne cruda e al netto degli scarti, che da cotta si riducono per il calo di peso (diverso a seconda del tipo di carne), di taglio e di tipo di cottura. Ad esempio, 100 g di carne cruda di bovino, dopo cottura, diventano quasi la metà; circa 65 g dopo bollitura e 60 g dopo arrostimento. Invece, nel pollame, 100 g di coscio di pollo crudo diventano 76 g dopo bollitura e 80 g dopo arrostimento. Quindi la quantità di carne effettivamente consumata cotta è molto più bassa del suo peso a crudo. Il World Cancer Research Found indica dosi molto più alte, cioè non più di 3 porzioni a settimana solamente di carne rossa, equivalenti a 350-500 g di peso cotto, che corrispondono a circa 700-750 g di carne cruda, soglie molto al di sopra anche dei consumi reali. Infatti, il consumo reale pro capite in Italia è di 104 g al giorno, comprensivi di tutta la carne (cruda, cotta, trasformata in salumi, presente in preparazioni alimentari, ecc…), quindi molto al di sotto delle dosi raccomandate, considerando che solo il consumo reale di carne rossa e salumi si attesta a 69 g al giorno, mentre per la sola carne bovina, il consumo reale scende a 24,8 g al giorno pro capite: quantità davvero irrisoria e ben al di sotto dei 100 g al giorno indicati da OMS/IARC quale soglia di rischio di contrarre malattie tumorali.
(Fonte: Carni Sostenibili UNAItalia)

 

Didascalia: a differenza di legumi e verdure, che durante la cottura perdono gran parte dei loro nutrienti, nella carne avviene esattamente il contrario: una giusta cottura permette non solo di conservare meglio, ma anche di esaltare le sue proprietà sia nutrizionali che salutistiche.

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