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Eurocarni nr. 9, 2018

Rubrica: Razze
Articolo di Gaddini A.
(Articolo di pagina 104)

La Grigia estone

La Grigia estone (Eesti Hall lehm) è una popolazione bovina autoctona a diffusione limitata, non riconosciuta ufficialmente, ma nota tra gli allevatori come buona produttrice di latte e descritta da tempo nelle tradizioni popolari, nella letteratura e in opere pittoriche. La zona di origine della razza è l’Estonia, repubblica che si affaccia sul Mar Baltico, già appartenente all’Unione Sovietica, indipendente dal 1991 e membro dell’Unione Europea dal 2004, con circa 1,3 milioni di abitanti e una superficie di circa 45.000 km2, pari a quelle di Toscana ed Emilia-Romagna messe insieme. La banca dati della FAO, Domestic Animal Diversity Information System (DAD-IS), riporta in Estonia tre razze autoctone da latte, la Nativa estone (Eesti maatõug), con circa 700 capi in 164 allevamenti, la Rossa estone (Eesti punane), derivata dalla Nativa con influenza di Angeln e Rossa danese, con 13.000 capi in 300 allevamenti, e la selezione locale della Holstein (Eesti holstein), con 62.000 capi in 474 allevamenti. La popolazione bovina complessiva dell’Estonia, secondo Eurostat, era di 251.300 capi a dicembre 2017, con una tendenza più o meno stabile a partire dal 2001, e nel 2017 nel paese sono stati macellati 35.230 capi bovini.

 

Notizie storiche
Le duecentesche Cronache di Enrico di Livonia (Heinrici Chronicon Livoniae), a proposito delle guerre tra Livonia, Estonia e Russia, raccontano di furti reciproci di bestiame grigio tra i belligeranti durante le scorrerie. Altre prove storiche sul bestiame grigio in Estonia vengono da immagini d’epoca, ad esempio una tela di Helena von Wrangel (1835-1906), membro dell’Accademia delle Arti di San Pietroburgo, che rappresenta un gruppo di bovini dall’aspetto rustico su un pascolo, uno dei quali è grigio, e una cartolina colorata del 1919 che mostra un bovino grigio scuro. Anche nelle canzoni popolari si parla di bovini grigi e nella terminologia usata dalla comunità di lingua svedese, nell’Estonia occidentale e insulare, si trovano aggettivi riferiti ai bovini grigi.

 

Si può definire una razza?
La Grigia estone non è ufficialmente definita come razza; infatti, non è menzionata da DAD-IS, né dai testi della FAO di French e di Dmitriev sulle razze zootecniche, né dal dizionario delle razze di Mason. Non esiste un’associazione allevatori, un libro genealogico o un registro anagrafico, né risultano rilevate misure biometriche. Sui registri del bestiame, i bovini grigi sono di solito registrati come “incrocio” o “razza da latte”, o anche come “Limousine”. D’altra parte Annika Michelson, docente di e-Learning ambientale e agricolo all’Università di Scienze applicate della regione dell’Häme, a Mustiala, in Finlandia, ha iniziato, nell’estate del 2005, una ricerca metodica dei capi presenti nelle stalle estoni, censendo alcune decine di animali, nel quadro del suo insegnamento accademico, centrato sulle razze zootecniche e varietà vegetali tradizionali. Anche l’ONG estone Maadjas, che si occupa della protezione di varietà vegetali e razze zootecniche locali, si è occupata del bestiame grigio estone.

 

Alla ricerca della Grigia
Annika Michelson ha pubblicato annunci sui media per chiedere informazioni sui bovini grigi, anche riferite al passato, e consultato gli annunci economici di vendita di bestiame. Le testimonianze, in genere di allevatori anziani o dei loro familiari, hanno permesso di risalire agli anni ’20 del XX secolo. Una prima ricognizione ha consentito di individuare cinquanta capi e la prima mandria censita è stata quella di Alavere, nella contea di Harju, nel nord del paese, a poco più di 50 km da Tallinn, popolare nella zona perché visibile dalla strada mentre è al pascolo e fotografata dagli automobilisti di passaggio. Nell’estate 2006 la ricerca si è intensificata, consentendo il ritrovamento di una nuova mandria nel comune di Väike-Maarja, nella contea di Lääne-Virumaa. L’evento ha sollevato un grande interesse mediatico, su giornali e radio, generando un ulteriore incremento delle segnalazioni di bestiame grigio. Nel 2010 erano stati rintracciati 20 allevamenti in sei contee diverse, sparse in tutto il paese, con 60 vacche, fecondate negli ultimi venti anni da tori non grigi, in alcuni casi con Blu belgi. Gli animali erano riferibili a dodici linee di sangue. Gli allevamenti erano tutti di piccole dimensioni, con un massimo di 18 capi per azienda, e spesso con consumo del latte solo a livello familiare, per lo scarso numero dei capi o per l’assenza dei requisiti igienico-sanitari imposti dalle norme europee, sia in stalla, sia in sala mungitura.

 

Situazione attuale
Nel giugno 2018, a distanza di anni dalle ricerche di Michelson, si hanno notizie dell’esi­stenza della sola mandria di Alavere, costituita da 27 capi adulti, di cui due tori, più un numero imprecisato di vitelli. Tre delle vacche presenti hanno mantello pezzato nero, pur essendo nate da genitori grigi, ed hanno dimensioni leggermente maggiori delle altre. Tutti i capi grigi presenti hanno mucose, unghioni, punte delle corna e ciuffo della coda neri. L’altezza al garrese è ridotta e sembra variare tra 110 e 120 cm, e comunque non supera i 130 cm.

 

Produzioni
Le vacche partoriscono facilmente, senza assistenza, sono buone lattifere, la mammella è ben conformata, bianca o pigmentata, con capezzoli di solito neri. La mungitura è agevole, il latte ha sfumature giallastre, per l’alto contenuto di grasso, e il sapore non cambia con l’avanzare della lattazione. I vitelli sono spesso frutto di incrocio con razze da carne, ma non sono disponibili dati sulle loro caratteristiche.

 

Morfologia
Secondo gli allevatori esistono due tipi di bestiame grigio, uno dal mantello grigio chiaro e dagli arti lunghi, e uno grigio scuro e dagli arti brevi; la femmina di quest’ultimo tipo sarebbe migliore produttrice di latte. Il mantello è grigio bluastro o cenere e schiarisce con l’età. Spesso la testa e il treno posteriore sono più chiari. I vitelli alla nascita sono grigio scuro o neri e al secondo mese diventano grigi. Subito al di sopra dello zoccolo si presenta un anello di pelo bianco, considerato indice di buona qualità dell’unghione, che permette di vedere sin dalla nascita se il vitello appena nato è grigio. Molti esemplari presentano una striscia scura sulla linea dorsale, e il pelo, piuttosto lungo, forma, specialmente in inverno, una cresta sul dorso, caratteristiche entrambe tipiche del bestiame autoctono. I bovini grigi hanno tronco lungo, arti robusti, ossa grandi, pelle fina, corna a semicerchio dirette in avanti, ma esistono anche capi con corna simili a quelle degli arieti, avvolte su sé stesse e poi dirette in fuori. Gli zoccoli crescono lentamente e non è necessario pareggiarli. Il bestiame grigio ha temperamento tranquillo, non pauroso, anche se può diventare nervoso. Si muove in modo molto silenzioso e forse questa caratteristica ha generato il nome di merilehmad (vacche di mare) e merehärg o merihärg (tori di mare) a loro attribuito. Questi bovini sarebbero un dono degli elfi, creature soprannaturali. La poetessa estone Marie Under (1883-1980), più volte candidata al premio Nobel per la letteratura, ha dedicato loro una poesia intitolata Merilehmad, pubblicata nella raccolta Õnnevarjutus – Ballaade ja legende (1924-1929). Secondo leggende locali, molto diffuse in un paese con forte presenza di culti animisti, sarebbero in grado di rendersi invisibili.

 

Confronto genetico
Nel 2011 Li et al. hanno confrontato 17 loci microsatelliti del DNA di 11 vacche grigie estoni con 40 capi ciascuna di Nativa estone, Rossa estone, Blu lettone, Rossa danese lettone e Bruna lettone e con 43 capi di Holstein-Friesian finlandese. Dieci delle vacche grigie sono risultate geneticamente molto simili alla razza Holstein-Friesian e una alla razza Rossa estone. Il mantello grigio e somiglianze morfologiche portano a chiedersi se la Grigia estone faccia parte del ceppo podolico, diffuso in Italia e nei Balcani. In assenza di confronti diretti, si possono esaminare alcuni fattori pro e contro l’ipotesi “podolica”.

 

A favore dell’ipotesi podolica
A favore dell’appartenenza dei bovini grigi estoni al ceppo podolico ci sarebbe il mantello grigio, la pigmentazione nera della pelle e delle mucose, in particolare del musello (che nei capi oggi presenti ad Alavere è sempre nero ardesia), delle mucose perioculari e delle ciglia, degli unghioni, del fiocco della coda e della punta delle corna. In molti esemplari l’aspetto generale, soprattutto della testa, sembra avvicinarsi a quello del bestiame podolico. Una possibile spiegazione della vicinanza alle razze grigie della steppa viene da quanto riportato dal Comitato Veterinario e Alimentare Estone (Vaterinaer ja Toiduamet), secondo il quale, negli anni ’50 e ’60, furono introdotti nel paese baltico capi della razza Grigia ucraina (Seroukrainskaya), di ceppo podolico. Inoltre, anche nelle nazioni vicine esistono razze grigie, come la razza Blu di Lettonia e la Grigia autoctona in Lituania con circa 3.000 capi. La razza autoctona Islandese può presentare anche mantello grigio, oltre che nero, rosso, bruno e bianco, mentre anche in Svezia c’è bestiame grigio autoctono.

 

Contro l’ipotesi podolica
I fatti che invece contrastano con l’ipotesi podolica sono la prevalente attitudine latte del bestiame, non presente in nessuna delle razze podoliche o della steppa, che hanno produzioni stimate tra 1.000 e 2.000 litri per lattazione, e lattazioni di durata anche molto breve, di 4 o 5 mesi. Il latte è consumato dal vitello, sebbene in alcune situazioni le vacche siano tradizionalmente anche munte, per contribuire all’economia dell’azienda, come nel caso della Podolica, che fornisce latte per la produzione del caciocavallo podolico, spesso con integrazioni di latte di razze specializzate. C’è da dire che gli animali oggi presenti ad Alavere non presentano caratteristiche spiccate del tipo da latte e comunque nei paesi baltici e scandinavi le condizioni economiche precarie potrebbero avere spinto la selezione verso la triplice attitudine, sempre per contribuire all’economia famigliare delle piccole aziende agricole marginali che le allevavano. Nelle foto scattate nel passato al bestiame grigio estone si evidenziano caratteri a volte molto difformi da quelli dei bovini podolici: una scarsa somiglianza morfologica, la frequente pigmentazione chiara degli unghioni e occasionalmente del musello. Altro punto di divergenza è la taglia ridotta, che però è riscontrabile anche in alcune razze del sud dei Balcani, come le Greche della steppa (Sykià e Katerini) e la Grigia della steppa rumena (Sura de stepă). Anche le dimensioni delle cor­na, lunghe intorno ai 10 cm e dirette in avanti, sono molto inferiori a quelle delle razze della steppa, non solo della Maremmana e della Grigia ungherese, che le hanno particolarmente sviluppate, ma anche delle razze con corna più ridotte (Marchigiana). Inoltre, i vitelli delle razze podoliche hanno alla nascita mantello fromentino, che diventa grigio intorno all’età dello svezzamento, mentre i vitelli estoni alla nascita sono neri o grigio scuro. Il colore grigio del mantello potrebbe quindi non essere la caratteristica di un’antica razza bovina, ma il risultato di una miscela di colori, il che potrebbe essere confermato dal fatto che le vacche grigie, a volte, danno alla luce nello stesso parto vitelli grigi e bianchi e neri (Li et al.). Il mantello grigio sembra essere dominante su quello della Holstein estone e parzialmente su quello della Rossa estone.
Andrea Gaddini
Dottore in agraria

 

Ringraziamenti
Grazie ad Annika Michelson per il prezioso aiuto.

 

Bibliografia
Dmitriev N.G., Ernst L.K. (1989), Animal genetic resources of the USSR, Food and Agriculture Organization of the United Nations, Roma.
French M.H. (1966), European breeds of cattle, Prepared in association with I. Johansson, N.R. Joshi and E.A. McLaughlin, Food and Agriculture Organization of the United Nations, Roma.
Li Meng-Hua, Kantanen Juha, Michelson Annika, Saarma Urmas (2011), Genetic components of grey cattle in Estonia as revealed by microsatellite analysis using two Bayesian clustering methods, BMC Research Notes, 4:37 www.biomedcentral.com/1756-0500/4/37.
Mason Ian Lauder (1951), World dictionary of Livestock breeds, types and varieties, Commonwealth Agricultural Bureaux, Slough, Bucks, England.
Michelson Annika (2010), Grey cattle in Estonia, HAMK University of Applied Sciences, 1 (45) Natural Sciences and the Environment 25-01-2007/20-05-2010/16-12-2010.
Michelson Annika (2013), Native breeds among Finno-Ugric Tribes, HAMK University of Applied Sciences.

 

Siti visitati
sites.google.com/site/greycattleestonia

www.fao.org/dad-is/en
www.fao.org/docrep/009/ah759e/AH759E06.htm
ec.europa.eu/eurostat/data/database
sites.google.com/site/maadjas/home

 

Didascalia: nella mandria di Alavere, l’altezza al garrese dei capi è ridotta, variando tra 110 e 120 cm, mai superiore ai 130 cm.

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