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Eurocarni nr. 7, 2018

Rubrica: La carne nel mondo
(Articolo di pagina 10)

Europa • Cina • Germania • Inghilterra • Danimarca

Europa

Il Parlamento europeo ha allocato e 600.000 per un progetto pilota dal titolo: “Establishment of a harmonized internal market for pig meat obtained from pigs that have not been surgically castrated” (tradotto in italiano con “Definizione di un mercato interno armonizzato per le carni suine ottenute da animali non castrati chirurgicamente”). Le risorse stanziate serviranno a sostenere le due “dimensioni” del progetto: la prima, iniziata a marzo e della durata di 8 mesi, riguarda il censimento di tutte le “buone pratiche” ad oggi esistenti nell’UE; la seconda riguarda la comunicazione di queste buone pratiche a tutti i soggetti coinvolti. Questa parte del progetto conta sui due terzi del budget ed è considerata fondamentale, in quanto “il valore dell’informazione aumenta quante più sono le persone coinvolte” (fonte: Boars2018; photo © DerPaparazzo – stock.adobe.com).

 

Cina

Tra i principali fattori che potrebbero spiegare la diminuzione dell’importazione di carne suina da parte della Cina nel 2017 c’è senz’altro l’aumento dell’offerta domestica: il numero di capi macellati nel Paese durante lo scorso anno è stato infatti di 221,82 milioni, in crescita del 6,3% rispetto al 2016. A ciò si aggiungono la diminuzione dei prezzi del suino domestico e il fatto che i consumatori cinesi preferiscono tradizionalmente le carni suine fresche a quelle congelate (la carne congelata viene acquistata principalmente da aziende alimentari nazionali). In relazione alla quota di mercato degli esportatori di carne suina in Cina, la Spagna ha esportato un totale di 237.514 tonnellate nel 2017, classificandosi al primo posto tra i Paesi esportatori. Con una quota di mercato del 19,5%, la Spagna è seguita dalla Germania (17,4%) e dal Canada (13,7%) (fonte: 3tre3.it; in foto, prodotti della salumeria cinese a base di carne di maiale, photo © So happy – stock.adobe.com).

 

Germania

Ad aprile la catena di distribuzione Lidl ha annunciato l’introduzione di un proprio marchio da applicare sui prodotti a base di carne fresca relativo al benessere animale. Il marchio prevede un sistema di 4 livelli di qualità (livello 1 per animali allevati nelle stalle in conformità con la legislazione in vigore; livello 2 per la cosiddetta “stabulazione plus” dell’Animal Welfare Initiative, che garantisce agli animali più spazio; livello 3 per animali con accesso sufficiente agli spazi aperti e alle aree aperte e nutriti con mangimi no OGM; livello 4 per gli allevamenti biologici). Il ministro federale dell’Agricoltura Julia Klöckner (CDU) si è detta a favore dell’introduzione di un marchio di Stato a favore del benessere degli animali che deve essere «affidabile e vero, così da guidare in modo chiaro i consumatori nella scelta dei loro acquisti di carne» (fonte: 3tre3.it).

 

Inghilterra, UK

Il Regno Unito si conferma leader mondiale sul fronte del benessere animale grazie all’entrata in vigore dell’obbligo di installare sistemi di telecamere a circuito chiuso (CCTV – Closed Circuit Television) in tutti i macelli del Paese, consentendo l’accesso illimitato a tutte le riprese da parte dei veterinari pubblici ufficiali, i quali potranno così verificare l’effettivo rispetto degli standard di benessere, anche nelle ipotesi di macellazione rituale. Il termine per l’adeguamento alle norme è fissato nella data del 5 novembre 2018. Questo regolamento fa seguito ad un’interrogazione del Segretario di Stato dell’agosto 2017 sull’impegno del Governo ad utilizzare telecamere in tutti i macelli inglesi e in tutte le aree in cui vi sono animali vivi. Altre recenti riforme per migliorare il benessere degli animali includono, tra l’altro, l’aumento delle condanne per la crudeltà sugli animali fino a sei anni e l’avvio di una consultazione pubblica sull’esportazione di animali vivi (fonte: Defra UK; photo © xy – stock.adobe.com).

 

Danimarca

Tra il 2016 e il 2017 le esportazioni danesi di carni suine e suini vivi sono aumentate di 1.681 milioni di DKK (+5,5%). La Germania è la principale destinazione per la carne suina danese, con importazioni per un valore di 7.800 milioni di corone nel 2017 (il che equivale ad un aumento di oltre 1 miliardo di DKK sul 2016). In tonnellate, la Germania rappresenta il 29,1% delle esportazioni danesi di carne suina e animali vivi. I maggiori importatori a seguire sono la Polonia (15,8%) e la Cina (12,8%). In generale, la maggior parte della carne suina danese viene esportata nell’UE, che nel 2017 rappresentava il 71,9% delle importazioni (fonte: 3tre3.it; photo © erllre – stock.adobe.com).

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