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Eurocarni nr. 6, 2018

Rubrica: Aziende
(Articolo di pagina 42)

In Angola il più grande centro agroalimentare d’Africa

Prende forma il progetto su iniziativa del Gruppo Cremonini

Prende forma il progetto che, entro tre anni, porterà alla nascita in Angola di un Centro Nazionale Agroalimentare (Cna) per la confezione, trasformazione, conservazione e distribuzione di beni alimentari prodotti localmente. Sarà il più grande centro agroalimentare del continente africano e sarà costruito nell’area metropolitana di Luanda — vicino al centro abitativo di Kilamba —, su iniziativa del Gruppo imprenditoriale Cremonini, rappresentato da Inalca, società che opera in Angola dal 1980 ed è leader nel settore della carne bovina e nella distribuzione alimentare in Europa. L’infrastruttura, da installare in un’area di 192.000 m2, viene valutata in circa 200 milioni di dollari americani e creerà oltre 1.000 posti di lavoro. Prodotti come carne, pesce, cereali, farina, olio, frutta, verdura fanno parte dell’elenco dei beni che saranno trasformati e processati in questo centro, che prevede di incentivare la produzione nazionale e ridurre le importazioni, garantendo la sicurezza alimentare della popolazione. Il presidente di Inalca Luigi Cremonini, rivolgendosi alla stampa dopo la presentazione del progetto, ha affermato che il successo di questa sfida dipenderà essenzialmente dal sostegno istituzionale del Governo angolano. «Se il Governo angolano creerà incentivi e scommetterà sull’innovazione agrozootecnica e su altri settori chiave dell’economia nazionale, il progetto del Cna sarà un successo per entrambe le parti», ha dichiarato Cremonini, che ha difeso la necessità per ciascun agente economico di fare la sua parte, perché la produzione su larga scala e la sostituzione delle importazioni di prodotti alimentari siano una realtà in Angola. È necessario stimolare, finanziare ed attuare una politica per la creazione di imprenditori che producano ricchezza per il Paese e garantiscano il benessere della popolazione ha detto Cremonini, il quale ha poi assicurato che la sua azienda è disponibile per la formazione del personale angolano in Italia. D’altra parte, l’Angola, ha specificato l’industriale modenese, è un Paese strategico per gli imprenditori Italiani, perché ha un potenziale idrografico molto ricco e risorse agricole infinite.
Nell’occasione, il segretario di Stato angolano per l’Agricoltura e la zootecnia, Carlos Alberto Jaime Pinto, ha riferito che la realizzazione del Cna costringerà il governo angolano ad accelerare il processo di produzione interna del settore agrozootecnico e che questa infrastruttura aiuterà il Paese a ridurre significativamente i livelli di importazione di beni alimentari, soprattutto per quanto concerne la carne bovina, che negli ultimi anni hanno raggiunto le 300.000 tonnellate. Il governo, ha proseguito Pinto, è impegnato a creare condizioni e attuare programmi che mirano a stimolare la produzione nazionale e ad attirare gli investimenti privati.
Alla cerimonia di presentazione del progetto ha partecipato anche l’ambasciatore italiano in Angola Claudio Miscia, che si è dichiarato disponibile a collaborare con le iniziative imprenditoriali tra i due Paesi, con la volontà di proseguire nel rafforzamento delle relazioni bilaterali tra i due popoli. Ricordiamo che negli ultimi anni Inalca ha investito in Angola almeno 50 milioni di dollari ed attualmente impiega più di 100 lavoratori.
Fonte: EFA News © World Food Press Agency Srl

>> Link: www.cremonini.com

 

Didascalia: Luigi Cremonini, presidente di Inalca Spa, nonché di Cremonini Spa.

 

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