Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 6, 2018

Rubrica: Indagini
(Articolo di pagina 76)

Dove va il nostro carrello della spesa?

Cosa dicono le etichette dei prodotti scelti in fase di acquisto e come cambia la spesa degli Italiani

Continua l’attenzione al benessere e all’alimentazione equilibrata (con predilezione per alimenti free from o rich-in), cresce la sensibilità per le componenti green ed ecosostenibili (dal biologico al biodegradabile), si conferma il valore identificativo dei lifestyle (come vegano o kosher), ma torna anche la voglia di premiarsi con prodotti più edonistici e con comfort food: è questo il bilancio dei fenomeni di consumo che hanno caratterizzato l’Italia nel 2017 e approfonditi nel terzo numero dell’Osservatorio Immagino. Quest’ultima edizione ha incrociato le informazioni riportate sulle etichette di una base di 84.450 prodotti del largo consumo, nata dal confronto tra i 91.000 prodotti digitalizzati a dicembre 2017 dal servizio Immagino di GS1 Italy (che raccoglie ingredienti, tabelle nutrizionali, loghi e certificazioni, claim e indicazioni di consumo) e i prodotti in vendita nella grande distribuzione in Italia rilevati da Nielsen. Complessivamente, gli oltre 84.000 prodotti alla base dell’Osservatorio Immagino hanno chiuso il 2017 con circa 34,4 miliardi di euro di vendite e rappresentano ben l’80% del giro d’affari complessivo annuo sviluppato dal largo consumo in ipermercati e supermercati di tutta Italia. «L’Osservatorio Immagino ha l’ambizione di fornire nuovi punti di vista per comprendere gli andamenti dei mercati e per offrire ciò che il consumatore vuole» ha commentato Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy. «Ma il rischio è di dare risposte indifferenziate: prodotti uguali a tanti altri, su scaffali uguali a tanti altri. Il lavoro del produttore e del distributore di successo è molto più difficile. Le aziende devono trovarsi pronte con le soluzioni più giuste per dare risposte adeguate».

 

Il valore nutrizionale dei prodotti alimentari venduti nella GDO

Apporto calorico e contenuto di carboidrati, zuccheri, proteine, grassi, grassi saturi e fibre di 47.000 prodotti alimentari venduti in Italia: sono queste le informazioni su cui viene calcolata la media ponderata espressa dal metaprodotto Immagino, l’indicatore statistico che “riassume” il valore nutrizionale per 100 grammi dell’alimento medio comprato dagli Italiani. Nel 2017 il metaprodotto Immagino si è arricchito ulteriormente di fibre (+1,3%) e di proteine (+0,7%), ha cominciato a perdere carboidrati (-0,2%), ha visto ridursi gli zuccheri (-0,2%) e i grassi saturi (-0,6%), e aumentare i grassi totali (+0,8%) e le calorie (+0,3 %). Se alcuni di questi fenomeni confermano una tendenza rilevata dalle due precedenti edizioni dell’Osservatorio Immagino, due fatti rappresentano una novità: il ritorno alla crescita dei grassi totali (+0,8% contro il –1,1% del 2016) e la frenata nella riduzione degli zuccheri (–0,2% contro –1,8% del 2016). Una spiegazione si può trovare nell’andamento climatico anomalo che ha caratterizzato il 2017: la lunga e torrida estate ha inciso in modo pesante sulla composizione del carrello della spesa, spingendo gli acquisti di alcuni prodotti (come i gelati) che hanno fatto aumentare il valore calorico e l’incidenza dei grassi totali del metaprodotto Immagino.

 

Uno sguardo sui fenomeni di fondo: le otto grandi tendenze

L’Osservatorio Immagino ha identificato otto grandi tendenze che hanno un impatto rilevante sul carrello della spesa, sull’alimentazione degli Italiani e sulla loro cura personale e ne ha seguito l’evoluzione, semestre dopo semestre. Sono: l’italianità, il free from, il rich-in, le intolleranze alimentari, il lifestyle (come il biologico e il veggie), i loghi e le certificazioni (come il commercio equosolidale e l’Ecolabel), il cura persona. Nel 2017 il fenomeno più significativo, in termini di incidenza sull’offerta dei prodotti e sul giro d’affari di supermercati e ipermercati, è stato l’italianità: tra claim, indicazioni e bollini, riguarda oltre il 25,4% dei prodotti e il 22,5% delle vendite (arrivate a superare i 6,3 miliardi di euro), in crescita annua del 4,5%. Il trend più dinamico del 2017 è stato quello dell’area del lifestyle: i prodotti etichettati come vegetali o vegani, halal o kosher, o certificati come biologici, hanno visto crescere del 10,7% il sell-out, superando i 2 miliardi di euro, e sono arrivati a rappresentare l’11,6% di tutta l’offerta a scaffale. Oltre all’aggiornamento dei fenomeni di consumo più radicati, ogni numero dell’Osservatorio Immagino ospita anche approfondimenti sui temi emergenti. Nella terza edizione il focus è dedicato alla prima colazione, alle famiglie consolidate, ai golden shopper e alla cura casa green.

Fonti: GS1 Italy, UNAItalia — www.anmvioggi.it

 

Nota

Per scaricare il terzo numero dell’Osservatorio Immagino: osservatorioimmagino.it

Per rimanere aggiornati e seguirlo sui social: #OsservatorioImmagino

 

Didascalia: il “metaprodotto” è un prodotto statistico disegnato dall’Osservatorio Immagino calcolando la media ponderata dei contenuti dei nutrienti indicati sulle etichette nutrizionali di 47.000 prodotti tra quelli appartenenti principalmente ai reparti delle bevande, della drogheria alimentare, del fresco e del freddo. Nel 2017 il metaprodotto Immagino si è arricchito ulteriormente di fibre e di proteine, ha cominciato a perdere carboidrati, ha visto ridursi gli zuccheri e i grassi saturi, e aumentare i grassi totali e le calorie (fonte: Osservatorio Immagino Nielsen GS1 Italy, ed. 3/2018).

 

Altre notizie

 

Confezioni di pollo no-touch per i Millennial britannici: i giovani sono “spaventati” dall’idea di toccare carne cruda

Sainsbury’s, la terza catena di supermercati del Regno Unito, ha annunciato che dal mese maggio sono state introdotte confezioni no-touch per i suoi prodotti di “pollo in pezzi”. Il packaging, noto come Doypack, è rivolto a chi non ama toccare la carne cruda durante la preparazione dei pasti. Secondo un sondaggio pubblicato su Mintel, infatti, 2 Britannici su 5 (39%), di età compresa tra i 16 e i 34 anni, affermano che è difficile capire quando la carne viene cotta ad una temperatura sicura e oltre un terzo (37%) sostiene che preferisce non maneggiare carne cruda durante la preparazione. In un’intervista al The Sunday Times, Katherine Hall, responsabile Sviluppo prodotti di carne, pesce e pollame di Sainsbury’s, ha dichiarato che molti giovani sono “spaventati” dall’idea di toccare carne cruda. Questo genere di timore sarebbe legato a quello di contrarre un’intossicazione alimentare causata da E. coli. Per i dirigenti Sainsbury’s è abbastanza sconcertante che così tanti giovani non capiscano come manipolare, preparare e cucinare in modo sicuro la carne; hanno quindi colto al volto l’opportunità di ridurre la superficie di contatto della carne con cui le persone devono avere a che fare per prepararla. Il packaging Doypack permette quindi di versare il contenuto in padella, semplicemente strappando la parte superiore della confezione. E se la sperimentazione andrà a buon fine, presto anche gli alimenti a base di maiale e pesce subiranno lo stesso trattamento (fonti: The Poultry Site – UNAItalia).

 

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