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Eurocarni nr. 5, 2018

Rubrica: Gare carnivore
Articolo di Camassa A.
(Articolo di pagina 80)

Belfast, un’avventura emozionante

World Butchers’ Challenge 2018

Siamo giunti all’appuntamento con la 7ª edizione del World Butchers’ Challenge, la sfida mondiale dei maestri delle carni svoltasi il 21 marzo scorso a Belfast, con un mix di trepidazione ed emozione. Organizzato dal Butchery Excellence Scheme, l’evento ha catalizzato nella capitale dell’Irlanda del Nord i butchers provenienti dai 12 Paesi iscritti, Australia, Brasile, Bulgaria, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Nuova Zelanda, Sudafrica, Stati Uniti e, per la prima volta, Italia, per una sfida a colpi di coltello tra disosso, lavorazione e preparazione del banco carni. Nei giorni precedenti la gara il solo scorrere le foto pubblicate nei vari profili social dei team iscritti era stato un’iniezione di energia e fonte di aspettative altissime, merito anche dell’inaspettato cielo sereno che l’Ulster aveva generosamente deciso di regalare a organizzatori e partecipanti. In merito alla gara vera e propria è già stato scritto tanto e con molta attenzione riguardo i dettagli tecnici, il team, in primis, e su alcuni addetti ai lavori che nel corso dei mesi precedenti la competizione hanno supportato questi ragazzi in modo assolutamente solidale e con manifestazioni di stima. Ma ciò che ho pensato non appena i primi 6 team sono stati presentati, sfilando in una sorta di coloratissima parata varcando l’ingresso del padiglione, accompagnati da un sottofondo di colonne sonore tipiche dei vari Paesi di origine, è stato il fatto che ci siamo trovati di fronte non ad una competizione agonistica di settore, bensì ad un confronto tra differenti culture gastronomiche, ognuna delle quali è la risultante di diverse influenze antropiche e territoriali. Ho raggiunto la location dell’evento in perfetto orario, lasciando l’albergo in pieno centro e percorrendo a piedi le strade principali di Belfast. Una città che si è mostrata alquanto armonica nella sua architettura e molto piacevole nel sapersi districare elegantemente sulle rive del fiume Lagan, diventando poi più industriale nella zona portuale dove affaccendati moli offrono un importante scalo marittimo nel Canale Nord del Mare d’Irlanda. Una volta entrato nella hall allestita per la gara ho immediatamente riconosciuto Orlando Di Mario, presidente della Nazionale Italiana Macellai e forte promotore della nascita della stessa. Gli sono andato incontro, ho incrociato il suo sguardo, gli ho teso la mano; lui mi ha guardato con aria molto sorpresa, mi ha sorriso e ci siamo abbracciati. Mi ha portato immediatamente a salutare il resto del team che non ha esitato ad accogliermi in maniera fraterna e calorosa, ma la tensione si coglieva in maniera evidente.

Anche se il primo turno di gara era appena cominciato, la nostra Nazionale era già impegnata a preparare e ordinare l’occorrente necessario per affrontare al meglio la sfida, cercando di mantenere uno stato di calma (apparente) che però veniva tradito dal volume pulsante delle arterie temporali avvertibile ad una discreta distanza! Ho trascorso un’oretta con Orlando, il quale mi ha spiegato con chiarezza come il team aveva lavorato e, ovviamente, vissuto gli ultimi 18 mesi per prepararsi alla competizione: incontri settimanali presso sedi non fisse per permettere uno spostamento equo nel tempo e nello spazio ai membri della squadra, tantissime ore sottratte alle proprie attività e alle famiglie e, non meno importante, investimenti di risorse finanziarie personali. Al tutto, poi, occorre aggiungere la tensione creata dalle aspettative dei sostenitori e, soprattutto, quella creata dalle aspettative dei cosiddetti haters. Uno dei momenti più emozionanti è stato l’ingresso in gara dei nostri artigiani delle carni che hanno voluto omaggiare uno degli eventi più conosciuti e apprezzati nel mondo, l’affermazione assoluta di italianità nel mondo, ovvero il Carnevale di Venezia. I sei concorrenti si sono presentati indossando le tipiche maschere veneziane accompagnati dalle note dei Rondò Veneziano. Ed è partito subito uno spritz!

La gara è stata a dir poco logorante: quei grandi sorrisi prima stampati sui volti di tutti i partecipanti si sono presto trasformati in concentrazione e sana tensione e nel corso delle tre ore e un quarto anche le fazioni non attive dei vari team erano impegnate a seguire i loro compagni scandendo per loro i tempi per mantenere il ritmo giusto e il morale alto. Dopo aver lavorato una mezzena di bovino, una di suino, una carcassa di agnello e tre busti di pollo, i team avevano anche il compito di ripulire perfettamente la postazione e le attrezzature di lavoro, una prova che avrebbe sicuramente inciso non poco sul risultato finale. Il banco della Nazionale era un vero capolavoro, con 12 torte di carne, dedicate ognuna ad ogni Paese in gara e realizzate con carni e formaggi tipici di ogni singola Nazione. E ancora, preparati, tagliate, arrosti, sushi di carne ed elaborati che, tra uno splendido Colosseo intagliato da una forma di Parmigiano Reggiano, le maschere veneziane e un particolare dell’affresco del Michelangelo della Cappella Sistina, hanno raccontato l’essenza dello spirito italiano. Cultura ed eleganza anche nella carne. Allo scadere del tempo fra partecipanti e spettatori è scoppiata un’ovazione generale, sono tornati i sorrisi e la serenità con abbracci multipli tra i membri delle squadre e tra i vari team, lacrime di gioia (e secondo me anche di liberazione) e reciproci convenevoli. Il podio non ha sorpreso assolutamente nessuno: Irlanda, Nuova Zelanda e Australia sono i team più longevi del World Butchers’ Challenge che sapevano bene come affrontare la gara e, soprattutto, hanno una cultura gastronomica molto simile fra loro e a quella dei giudici.

E gli Azzurri? È stata una grandissima Italia, che ha portato a Belfast i valori e le tradizioni dei macellai del Belpaese. Un’avventura emozionante, un’esperienza che tutta la squadra porterà nel cuore e di cui i macellai faranno tesoro nelle loro attività professionali. Ma anche un’esperienza che ha aiutato il team a comprendere i meccanismi di una competizione che storicamente ha sempre avuto un baricentro tra l’Australia e la Nuova Zelanda. Una competizione che si ripeterà tra due anni in una sede ancora da definirsi. C’è da scommetterci che la Nazionale Italiana Macellai ci sarà. E ci sarà, questa volta, per vincere!

Alfonso Camassa

 

Tutti i numeri del World Butchers’ Challenge 2018

  • 12 le nazioni a confronto: Australia, Brasile, Bulgaria, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Nuova Zelanda, Sudafrica e Stati Uniti d’America;
  • 6 i componenti attivi per squadra durante la competizione;
  • 6 i componenti della giuria: 2 x Nuova Zelanda, Francia, Gran Bretagna, Australia ed Irlanda.

 

Gli sponsor della Nazionale Italiana Macellai

Un grazie speciale va agli sponsor che hanno sostenuto l’avventura della Nazionale Italiana Macellai in quel di Belfast:

  • Guidoncarni Srl — Azienda romana leader nel mercato delle pro­teine animali per la produzione e la distribuzione di carni fresche (www.guidoncarni.it);
  • Greci Industria Alimentare Spa – Azienda parmense leader nel settore della ristorazione professionale e della gastronomia retail, con la produzione di conserve ed estratti alimentari (www.grecifacile.biz);
  • Criocabin Spa — Con sede a Praglia di Teolo (PD), Criocabin è specializzata nella realizzazione di arredi professionali, banchi di carni e allestimenti nel negozi alimentari e macellerie (www.criocabin.com/it);
  • Alitek — presente nel mercato con armadi e celle di maturazione delle carni per frollature ottimali, fornitore di spezie, aromi e prodotti per il packaging (www.alitek.it).

La Nazionale Italiana Macellai ringrazia Confcommercio – Imprese per l’Italia e Ascom Confcommercio Lazio Sud.

 

La parola a Mara Labella, la lady butcher della Nazionale

«È stata un’esperienza unica per tantissimi motivi. Dal punto di vista professionale, per la grande opportunità che questa gara mi ha dato nell’entrare in contatto con macellai di tutto il mondo. Ma anche dal punto di vista personale, perché con i colleghi della Nazionale si è formata una tale complicità e sintonia che oggi li sento davvero come famiglia. È stato molto interessante vedere come lavorano i maestri delle carni di Paesi così lontani dal nostro, per tradizione, cultura, usanze e costumi che si riflettono nella gastronomia. Ad esempio, la Bulgaria non ha ancora sviluppato l’idea del preparato probabilmente perché le esigenze dei consumatori non richiedono piatti pronti in quanto le donne sono ancora a casa a cucinare. Ciò che mi ha reso felice è stato il calore con cui siamo stati accolti. Abbiamo portato le nostre tradizioni, i nostri ingredienti e il nostro cuore. Anche la nostra eleganza! Adesso sicuramente abbiamo compreso i meccanismi della gara, elementi che non leggi in un regolamento ma che comprendi vivendo l’esperienza di persona. È stato un viaggio fantastico e una bellissima avventura!».

 

Il podio 2018

  1. Irlanda
  2. Nuova Zelanda
  3. Australia

I Top World Butchers

  1. Francesco Camassa (I)
  2. Eamon Etherson (Irl)
  3. Angel Naidener (BG)
  4. Adam Stratton (AUS)
  5. Corey Winder (NZ)
  6. Philippe Lalanda (F)
  7. I titoli per categoria
  • Miglior preparato suino: Irlanda
  • Miglior preparato ovino: Francia
  • Miglior preparato bovino: GB
  • Miglior preparato pollo: NZ
  • Miglior salsiccia di bovino: Irlanda
  • Miglior salsiccia di suino: Australia
  • Miglior salsiccia gourmet: AUS
  • Miglior burger: Grecia
  • Miglior sanità e prevenzione: Australia

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