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Eurocarni nr. 5, 2018

Rubrica: Benessere animale
(Articolo di pagina 102)

Valutazione del benessere animale nei macelli suinicoli italiani

Ricercatori dell’IZSVe sono stati coinvolti in uno studio promosso dal centro di ricerca spagnolo IRTA per valutare il livello di benessere nei macelli suinicoli di 5 Paesi: Portogallo, Italia, Finlandia, Brasile e Spagna

Le fasi di trasporto e macellazione sono tra le più critiche per il benessere animale. Anche la normativa in vigore (Reg. CE 1/2005, Reg. CE 1099/2009) pone l’attenzione su questi aspetti e richiede la verifica di requisiti strutturali e gestionali la cui non conformità prevede sanzioni e la messa in atto di opportune azioni correttive. Tuttavia, è ugualmente importante valutare il benessere animale impiegando anche indicatori animal based, ovvero basati sulla capacità di rilevare le risposte degli animali a eventi stressogeni. Per esempio, il protocollo Welfare Quality® (WQ) è uno strumento flessibile, standardizzato e scientificamente riconosciuto di valutazione del benessere degli animali: basato su una valutazione semplice in forma di checklist, può essere applicato in modo armonizzato nei diversi Stati Membri. Per i suini sono disponibili due distinti protocolli WQ, applicabili rispettivamente in allevamento e al macello. Mentre per l’allevamento sono già state definite delle soglie di accettabilità per tutti i diversi parametri proposti, per la fase di macellazione, al momento, i dati raccolti non consentono di definire valori certi di riferimento.

 

Il progetto

Con queste finalità, ricercatori della SCS4 – Epidemiologia veterinaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) sono stati coinvolti nello studio promosso dal centro di ricerca spagnolo IRTA. In Italia il protocollo WQ è stato applicato in 9 macelli di grandi dimensioni situati nel Nord del Paese. La valutazione animal based si è basata sulla misurazione di specifiche reazioni dell’animale (parametri) lungo le quattro fasi in cui si suddivide la macellazione, ovvero scarico, sosta, stordimento e dissanguamento.

  • In area di scarico sono stati valutati i seguenti indicatori: gli atteggiamenti di paura, gli scivolamenti, le zoppie, le superfici disponibili, il comfort termico e la presenza di animali arrivati debilitati o morti.
  • Nei recinti di sosta sono stati valutati la disponibilità di spazio, i punti di abbeverata e il comfort termico, mentre in area di stordimento è stato conteggiato il numero di vocalizzazioni.
  • Infine, sono state verificate l’efficacia di stordimento, la presenza di lesioni cutanee nelle carcasse e di patologie pregresse negli organi interni.

 

Risultati

Questo studio è stato un primo tentativo, condiviso e armonizzato tra realtà produttive differenti, di valutazione del benessere dei suini al macello utilizzando indicatori animal based. Dal confronto tra Paesi emerge che i macelli italiani valutati possono garantire un livello soddisfacente di attenzione al benessere animale: la prevalenza di scivolamenti allo scarico varia tra l’1 e il 13%, le zoppie non superano il 2%, le carcasse con più di 10 lesioni variano tra il 2 e il 10%. Negli altri Paesi sono state registrate percentuali di scivolamenti fino al 57%, di zoppie fino al 14% e fino al 78% di carcasse con più di 10 lesioni. Proprio la grande variabilità nei dati raccolti, frutto della diversità dei sistemi produttivi dei singoli Paesi coinvolti nel progetto, ribadisce l’importanza di lavorare in modo condiviso alla definizione di soglie di accettabilità e valori di riferimento per la valutazione del benessere al macello.

 

Per approfondire

  • Di Martino G., Zamprogna S., Garbo A., Caucci C., Marchesan M., Bonfanti L., Dalmau A. (2017), Welfare assessment in Italian pig slaughterhouses, Large Animal Review 23, 149-153.
  • Dalmau A., Nande A., Vieira-Pinto M., Zamprogna S., Di Martino G., Ribas J.C.R, M. Paranhos da Costa, Halinen-Elemo K., Velarde A. (2016), Application of the Welfare Quality® protocol in pig slaughterhouses of five countries, Livestock Science 193, 78-87.

(Fonte: Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie)

>> Link: www.izsvenezie.it

 

Altre notizie

 

Unaware slaughtering: puntare alla macellazione inconsapevole

Il processo di macellazione, “pur essendo orientato principalmente (e correttamente) agli aspetti sanitari, ovvero alla sicurezza sanitaria e alla qualità delle carni, ha previsto tutele giuridiche a beneficio degli animali”. Tuttavia, “è un fatto che non vengano ancora prese in considerazione modalità attraverso le quali tendere ad azzerare negli animali la percezione degli eventi che portano al momento della morte”. Sono queste le premesse dell’articolo Unaware slaughtering (trad. it. Macellazione inconsapevole), pubblicato da The Future of Science and Ethics, la rivista scientifica a cura del comitato etico della Fondazione Umberto Veronesi (sullo stesso numero si trovano alcuni articoli di commento).

Inconsapevolezza dell’animale e assenza di dolore

Cuore del problema è “garantire un’adeguata e tempestiva perdita di coscienza e, dunque, una morte effettivamente ‘inconsapevole’ e indolore” all’animale macellato. Anche se “alcune soluzioni per una ‘buona vita’ animale e per una macellazione inconsapevole sono già disponibili”, l’articolo avanza proposte principalmente finalizzate ad alimentare il dibattito pubblico fra bioeticisti e non. Il documento chiede sostegno economico alla ricerca per mettere a punto procedure e tecniche di macellazione “in modo da minimizzare la sofferenza e la consapevolezza dell’animale” e finanziamenti per gli “studi sugli aspetti biologici, farmacologici e sanitari della macellazione inconsapevole ottenuta attraverso l’utilizzo di sostanze farmacologicamente attive, senza aumentare le sofferenze degli animali coinvolti nella ricerca”. Oltre a raccomandare “specifiche filiere che rendano riconoscibili al consumatore (anche attraverso etichettature o ‘marchi di qualità’) prime possibili attuazioni della macellazione inconsapevole”, il documento auspica la rimozione degli ostacoli normativi che rendono difficoltosa la macellazione presso gli allevamenti e che vengano approfonditi i profili giuridici complessivi riguardanti la pratica della macellazione inconsapevole”. Il documento è stato elaborato con il contributo del comitato bioetico per la veterinaria: Pasqualino Santori (presidente), Cinzia Caporale, Ludovico De Lutiis, Gianluca Felicetti, Gianluigi Giovagnoli, Donatella Loni, Agostino Macrì, Palmerino Masciotta, Eugenia Natoli, Domenico Pignone, Simone Pollo, Alessandra Spaziani.

 

Asta delle bovine nate e allevate nel comprensorio del Parmigiano Reggiano

Ancora una volta gli allevatori del territorio inserito nel comprensorio del Parmigiano Reggiano hanno risposto in massa e sono affluiti numerosi alla seconda edizione dell’Asta delle bovine nate e allevate all’interno del comprensorio, svoltasi sabato 10 marzo presso la Stalla ex Centro tori del Consorzio agrario di Parma e organizzata dall’Associazione regionale allevatori dell’Emilia-Romagna (Araer) e dal Consorzio agrario della città emiliana. La rigorosa selezione eseguita dai tecnici Araer per stabilire quali animali potessero partecipare all’asta ha garantito la presenza solo di soggetti con i più elevati standard sanitari, genealogici e produttivi. Tutte le bovine in lattazione sono state vendute raggiungendo spesso anche quotazioni ben al di sopra della base d’asta. Merito delle loro caratteristiche, che comprendono ovviamente la quantità e la qualità del latte prodotto, informazioni che sono state fornite di volta in volta per ogni soggetto, ma anche della capacità del banditore che ha saputo coinvolgere il numeroso pubblico assiepato in tribuna. La gestione dell’asta, infatti, per l’occasione è stata affidata a Giampaolo Pradi, indiscussa figura di riferimento del settore che da anni gestisce la storica asta dei bovini che periodicamente si svolge a Trento. «Siamo molto soddisfatti dell’esito di questa seconda edizione dell’asta — sottolineano all’unisono il presidente Araer, Maurizio Garlappi, il presidente del Consorzio agrario di Parma, Giorgio Grenzi, e il direttore Araer, Claudio Bovo — e il messaggio di apprezzamento che ci arriva dagli allevatori vuol dire che ancora una volta abbiamo saputo intercettare un’esigenza che il nostro mondo associativo sentiva da tempo. L’intenzione è quella di dare una continuità a questo evento, soprattutto se consideriamo una delle modifiche apportate al Disciplinare di produzione del Parmigiano Reggiano, quella che in futuro prevede l’impiego di latte proveniente solo ed esclusivamente da bovine nate e allevate all’interno del comprensorio».

 

Didascalia: la grande variabilità nei dati raccolti dallo studio di IRTA, frutto della diversità dei sistemi produttivi dei singoli Paesi coinvolti nel progetto, ribadisce l’importanza di lavorare in modo condiviso alla definizione di soglie di accettabilità e valori di riferimento per la valutazione del benessere al macello (photo © European Union 2012, François Lo Presti).

 

 

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