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Eurocarni nr. 5, 2018

Rubrica: Trend
(Articolo di pagina 76)

Leggi veg e scegli carne?

Secondo uno studio condotto dalla London School of Economico le sezioni “vegetariane” dei menu spingono a scegliere carne

Secondo un nuovo studio della London School of Economics and Political Science (LSE), prevedere in un menu una sezione dedicata a piatti vegetariani riduce la percentuale di onnivori che sceglieranno questo genere di opzione. Le persone che mangiano spesso cibo vegetariano, ma non sono vegetariane, hanno infatti meno della metà delle probabilità di scegliere un piatto senza carne se nel menu è inserito all’interno di una sezione vegetariana appositamente dedicata. I ricercatori della LSE hanno presentato ai partecipanti, in modo casuale, diversi progetti di menu. Il loro obiettivo era testare come le persone che mangiano più o meno frequentemente cibo vegetariano rispondano ai diversi tipi di menu. È stato quindi possibile rilevare che mettere i piatti senza carne in una sezione separata non ha avuto un effetto significativo sulle scelte fatte dagli onnivori che raramente mangiano cibo vegetariano. Ha invece avuto un maggiore effetto sui consumatori frequenti, cioè su coloro che hanno riferito di aver mangiato solo cibo vegetariano per almeno due giorni nella settimana precedente. Circa la metà di loro ha scelto un’opzione vegetariana dal menu con una sezione vegetariana, rispetto ad un menu in cui tutte le opzioni erano in un unico elenco. Questi risultati indicano che la pratica comune di separare i piatti in un menu può, di fatto, ridurre la percentuale di persone che scelgono un’opzione senza carne.

 

Le licenze morali

I ricercatori hanno anche scoperto che presentare un piatto vegetariano come “lo chef consiglia” o prevedere una descrizione più accattivante di un pasto non a base di carne, porta un maggior numero di “rari vegetariani” a scegliere un’opzione vegetariana. Ma, ancora una volta, questa opzione ha portato chi mangia “vegetariano più frequentemente” ad avere meno probabilità di scegliere un piatto vegetariano. I ricercatori suggeriscono che questo effetto contrario potrebbe essere dovuto a “licenze morali”. Chi pensa di comportarsi generalmente in maniera più sana o moralmente desiderabile, potrebbe successivamente sentirsi “autorizzato” a fare una scelta meno salutare/moralmente desiderabile. In questo contesto, gli interventi del menu del ristorante che enfatizzano i pasti vegetariani possono ricordare a chi mangia “vegetariano più frequentemente” che hanno già preso parte a questa scelta di cibo, apparentemente moralmente valida in molte occasioni, spingendoli a selezionare carne o pesce.

 

L’importanza della grafica

Questi risultati mostrano che la progettazione del menu può avere un ruolo nel determinare le scelte delle persone, ma le dimensioni e la direzione dell’effetto possono dipendere dal loro comportamento passato. Se ristoranti, mense o bar vogliono incoraggiare più persone a scegliere un certo tipo di alimentazione, dovrebbero scegliere una grafica altamente personalizzata in base al target di riferimento.

Fonti: London School of Economics — News Food Magazine — UNAItalia

 

Eurispes: vegani e vegetariani sono il 7% della popolazione dai 18 anni in su

Effettuando una ricerca sul portale Tripadvisor, su un totale di 225.490 ristoranti recensiti in Italia, il 23,4% propone menu vegetariani ed il 17,2% menu vegani; percentuali molto alte rispetto a quanti dichiarano di aver aderito a questi stili di vita. Secondo l’indagine Eurispes 2018, il 6,2% degli Italiani si dichiara vegetariano e lo 0,9% vegano. Negli ultimi 5 anni, il totale di chi ha optato per un regime alimentare vegetariano e vegano si è mantenuto abbastanza costante con valori compresi fra il 7 e l’8%. Tra questi troviamo chi segue regimi alimentari ancora più stringenti: quella crudista (32%) o fruttariana (23,1%) fino alla paleo dieta (12,8%). Si segue questo tipo di dieta perché convinti degli effetti positivi in termini di salute (38,5%) oppure per amore e rispetto nei confronti degli animali (20,5%). Mangiare in aereo, treno, nave ed autogrill è spesso un problema se ci si attiene ad un’alimentazione vegetariana/vegana (73,6%), ma anche trovare qualcosa da “mettere sotto i denti” nei ricevimenti di cerimonie, feste o eventi può essere difficoltoso (67,6%). Le mense nei luoghi di lavoro si sono in parte attrezzate per accogliere i lavoratori vegetariani/vegani: non riscontra problemi il 44% di chi vi usufruisce. Mentre mangiare al ristorante/bar (55,4%) continua ad essere complicato (photo © Konstiantyn – stock.adobe.com).

Fonte: www.eurispes.eu

 

Altre notizie

 

“Un anno di Tendenze” per mettere a fuoco il 2017 del largo consumo

Per 12 mesi, con il suo web magazine Tendenze on-line, GS1 Italy monitora e racconta i temi che fanno parlare e appassionare la business community italiana. Poi, in poche settimane, seleziona i fenomeni più interessanti e li raccoglie in un volume, che approfondisce e connette tutto quello che di significativo è successo in un anno: “Un anno di Tendenze 2017” è la settima edizione di un progetto nato all’inizio di questo decennio e diventato da subito uno strumento prezioso per comprendere il largo consumo e il contesto economico.

 

I fenomeni, le tendenze, le notizie e le novità che hanno caratterizzato il mondo del largo consumo e l’economia italiana nel 2017

“Un anno di Tendenze 2017”, consultabile gratuitamente anche on-line, è suddiviso in sei capitoli tematici:

  1. Dopo la crisi, meno consumatori più persone – Gruppi sociali ridisegnati, una società più polarizzata, e una maggiore insoddisfazione: cambia lo sguardo sul sistema del consumo.
  2. Una questione di etichetta – Come mangiano gli Italiani? Come cambia il consumo in presenza o in assenza di alcuni ingredienti? Le etichette dei prodotti raccontano i cambiamenti nel carrello della spesa.
  3. Il retail in viaggio verso un mondo nuovo – Indietro non si torna, perché cambiare è necessario per tutti, sia nel brick & mortar sia sul web. E in questo viaggio i consumatori sembrano più preparati dei retailer.
  4. La quotidianità digitale nell’era senza canali – La grande trasformazione dell’unified commerce trova le imprese ancora impreparate. Occorre un salto di qualità con visione, coraggio e perseveranza.
  5. Per una supply chain efficiente e sostenibile – Le relazioni tra le imprese non possono prescindere dal miglioramento dell’efficienza sia nel mondo digitale sia in quello fisico. E la crescita dell’e-commerce sta cambiando i modelli dei servizi di consegna.
  6. Quattro passi nel futuro, oggi – Siamo in un’epoca di transizione, in cui regnano le innovazioni della trasformazione digitale. Diverse imprese ne sono coscienti, altre meno. Ma la rivoluzione digitale, con le sue luci e le sue ombre, non aspetta.

Consultazione on-line: issuu.com/tendenzeonline/docs/un_anno_di_tendenze_2017

 

GS1 Italy è l’associazione che riunisce 35.000 imprese di beni di consumo. Ha l’obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l’efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 Paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra industria e distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.

Link utili: www.facebook.com/GS1Italy — gs1it.orgtendenzeonline.info

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