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Eurocarni nr. 4, 2018

Rubrica: Indagini
(Articolo di pagina 72)

Quale trend di consumo delle carni bovine?

• Nel 2017 ripartono i consumi alimentari: +3,2% rispetto al 2016 • I consumi alimentari restano la seconda voce di spesa: 18% del totale • Il fuori casa vale ormai oltre il 35% del totale dei consumi alimentari delle famiglie, con un trend di moderata ma costante crescita

Si è svolto il 2 febbraio scorso a Verona l’incontro annuale promosso da Interbev, l’interprofessione francese, tra gli esportatori di bovini da allevamento francesi e gli operatori della filiera bovina da carne italiana. Quest’anno il convegno, dal titolo “Riflessioni sulla strategia di ripresa dei consumi”, ha posto al centro del dibattito l’analisi dei dati Ismea-Nielsen. I cambiamenti socio-demografici in atto, oltre che economici, influenzano radicalmente gli stili di vita e le abitudini di consumo di un Paese alla ricerca della “felicità alimentare”. In questo contesto la carne bovina, dopo un declino costante, ha mostrato nel 2017 un’inversione di tendenza, concentrata in alcune aree del Paese e in alcuni cluster della popolazione. La presentazione Ismea di Claudio Federici traccia con chiarezza queste tendenze e ci lascia alcuni spunti di riflessione.

 

Ieri

  • Le carni rosse destano preoccupazione per la salute e la sicurezza, in parte per una “cattiva informazione”.
  • Evidente il lento e progressivo allontanamento dal prodotto: meno consumatori e meno consumi.
  • Il vissuto positivo è dato dalla necessità riconosciuta nella dieta di bambini/adolescenti e nella praticità.

 

Oggi

  • La ripresa economica determina una lieve ripresa dei consumi.
  • Gli stili di acquisto privilegiano servizio (piatti pronti), prezzo, salutismo (bio, vegan, ecc…).
  • Lo scorso anno la ripresa degli acquisti di carne bovina ha interrotto una lunga flessione.
  • L’aumento è stato sostenuto da famiglie con bambini/ragazzi, grazie a prodotti più economici (hamburger) e canale discount.

 

Domani

  • Sebbene la moda vegan sembri meno forte, è difficile attendersi una ripresa dei consumi robusta.
  • Nutrizione sempre più salutistica e rispondente alle esigenze dei consumatori (giovani, sportivi, anziani, bambini, donne).
  • Sensibilità verso la produzione sostenibile: il cibo deve utilizzare meno risorse possibili e non avere scarti.

– Comunicare al meglio su sicurezza e salute, per rassicurare il consumatore.

– Valorizzare gli aspetti positivi legati ad un’alimentazione equilibrata (bambini, adolescenti, sportivi, ecc…), al piacere, ecc…

– “Svecchiare” l’immagine del prodotto anche attraverso formati e confezioni innovative.

 

“Il consumo domestico di carne bovina in sei anni perde complessivamente 14 punti percentuali in quantità e 13 punti in termini di spesa. Solo nell'ultimo anno si inverte la tendenza”

Il consumo domestico di carni suine dal 2012 al 2017 segna nel complesso una flessione del 10% in quantità e dell’11% in spesa, con 4 anni di flessione consecutiva; solo il 2017 mostra una ripresa”

“Il consumo domestico di carni avicole mostra una maggior tenuta nel periodo di crisi, segnando nel complesso dal 2012 al 2017 un incremento dei volumi (+2%) e della spesa (+6%), sebbene dopo il boom del 2013 si sia assistito ad una contrazione dei volumi consumati”

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