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Eurocarni nr. 4, 2018

Rubrica: Suinicoltura
(Articolo di pagina 56)

Benessere animale, ruolo chiave in ottica di mercato e competitività

Grande successo di partecipanti e contenuti nella Giornata della Suinicoltura svoltasi a Fico Eataly World. La filiera del mondo suinicolo ha chiamato a raccolta gli operatori per parlare in modo costruttivo di benessere animale a 360 gradi, riflettendo sulle sue implicazioni nel rapporto con il consumatore e la sfida per la competitività

Oltre 250 persone hanno gremito la platea della terza edizione della Giornata della Suinicoltura, organizzata da Expo Consulting Srl presso il Centro Congressi di Fico Eataly World a Bologna lo scorso 28 febbraio. Un evento che sta diventando un irrinunciabile appuntamento per tutti gli operatori della filiera. Il tema della giornata è stato il benessere animale e le sue implicazioni nel rapporto con il consumatore e la sfida per la competitività. Moderati da Giancarlo Belluzzi, medico veterinario ed esperto in sicurezza alimentare che al comparto suinicolo ha dedicato tutta la sua attività professionale, i relatori hanno sviscerato il tema a 360 gradi, fornendo spunti di approfondimento e riflessione che sono stati poi oggetto di un animato dibattito al termine delle relazioni.

«Gli allevatori sono disposti ad affrontare gli investimenti aziendali che l’adeguamento al benessere animale richiede — è stato l’incipit di Belluzzi — ma legittimamente vogliono sapere quali possono essere i ritorni, non solo economici, che ne conseguono».

«Il ruolo del veterinario aziendale è fondamentale — ha sottolineato nel suo intervento Silvio Zavattini, medico veterinario — perché è a lui che spetta il compito di valutare il livello di benessere in porcilaia. Ma si tratta di un ruolo che non va a sostituire quello dell’allevatore, perché ognuno ha responsabilità diverse e chiare. Per questo la collaborazione tra queste due figure deve essere forte e costruttiva, soprattutto perché alle normative europee introdotte sul tema del welfare in allevamento non si può derogare o, peggio, far finta che non esistano».

«Purtroppo il benessere è spesso visto come qualcosa di preteso dal legislatore — gli ha fatto eco Enrico Arioli, allevatore e lui stesso medico veterinario — ma è indubbio che condizioni di maggior benessere garantiscono più qualità produttiva e reddito. È sbagliato pensare di focalizzare il problema solo sull’incremento dei costi, perché la valutazione del benessere animale deve essere utile all’allevatore e funzionale alla sostenibilità economica dell’allevamento».

Parlare di benessere animale non significa investire solamente in strutture o nei cosiddetti arricchimenti ambientali. «Il tema riguarda anche l’alimentazione — ha affermato nel suo intervento Roberto Bardini, nutrizionista — perché una razione complessa, in cui vengono inseriti componenti come la fibra, che non necessariamente riduce le performance produttive,  possono al contrario favorire una migliore condizione sanitaria, fornire un maggior senso di sazietà riducendo di contro quella condizione di stress che spesso è alla base di atteggiamenti aggressivi e che portano al cannibalismo, come la morsicatura della coda nei suinetti. I più recenti studi hanno dimostrato inoltre che anche la distribuzione del pasto incide sull’aggressività: più somministrazioni nell’arco della giornata, infatti, ne riducono gli episodi».

Oggi il benessere animale è un tema al centro di un dibattito in cui la Gdo ricopre un ruolo certo non secondario. «Da gennaio Coop Italia ha avviato nel settore della carne suina un cambio radicale — ha affermato Gian Piero Giorgi, responsabile Qualità carne di Coop Italia — che fonda i suoi capisaldi nella riduzione e nella razionalizzazione del farmaco negli allevamenti che producono carne a marchio Coop. Attualmente sono 400.000 i maiali che fanno parte della nostra filiera, ad essi vengono applicate le Linee guida dei capitolati Coop elaborate sulla base di quanto prevede la normativa europea sul benessere animale. Si tratta di 16 scrofaie, 31 siti di svezzamento e 95 da ingrasso. Per noi il riferimento principale per il rispetto del capitolato sarà il veterinario aziendale, il fulcro di questo processo innovativo e la persona capace di svolgere questo ruolo. Stiamo predisponendo una check-list per aumentare gli standard richiesti agli allevatori che vada oltre quanto prevede la legge e in questo documento è compresa anche l’eliminazione del taglio della coda dei suinetti». Il consumatore al centro, dunque.

«Le più recenti indagini di mercato condotte da Eurobarometro — ha illustrato Elisa Bianco di Compassion in World Farming (Ciwf) — confermano che il consumatore esige informazioni chiare e trasparenti sui metodi di trasformazione delle carni, una richiesta legittima che noi appoggiamo e che riteniamo debba essere il primo passo da fare.

In tema di arricchimento ambientale, pensiamo che la paglia rappresenti la miglior soluzione che si presta a nuovi e diversi modi di utilizzo. Condividiamo l’idea che la carne ottenuta da animali allevati nelle condizioni di miglior benessere debba essere pagata di più, perché anche a questo riguardo i risultati delle indagini svolte confermano che il consumatore è disposto a spendere di più, ma non condividiamo l’idea secondo la quale il benessere rappresenta un investimento che riduce la redditività».

Infine la voce della Commissione europea, con l’intervento di Alessandro Gianini della Direzione generale salute e sicurezza alimentare con sede a Bruxelles, che ha ricordato come anche la riduzione del farmaco, con l’adozione sempre maggiore di Piani vaccinali efficaci, non solo risponda alla lotta all’antibiotico-resistenza, ma rappresenti un elemento importante anche nell’applicazione del benessere animale.

Web: www.giornatadellasuinicoltura.it

 

 

Alibaba propone agli allevatori cinesi un software per tracciare i maiali

Alibaba Group, compagnia cinese privata con sede ad Hangzhou, specializzata nel commercio elettronico, sta sviluppando sempre più sistemi di intelligenza artificiale da applicare in ogni campo produttivo umano. Attualmente sta portando avanti un progetto da proporre al settore degli allevamenti suinicoli. Ha stretto infatti un accordo con il gruppo Tequ, un conglomerato cinese attivo nel campo della produzione alimentare, dell’agricoltura e dell’allevamento che alleva oltre 10 milioni di suini all’anno. L’obiettivo è introdurre, per la prima volta negli allevamenti, un sistema di riconoscimento per immagini che permette di tracciare gli animali presenti. Alibaba dovrebbe mettere a disposizione il proprio hardware per utilizzare un software di riconoscimento immagini per controllare ogni singolo maiale. Per raggiungere questo obiettivo tutti i maiali presenti in un capannone verranno contraddistinti attraverso un particolare segno sul corpo. I dati di ogni animale, intesi come razza, età e peso, saranno inseriti in un database e gli allevatori potranno così seguire la crescita di ognuno. Il software sarà in grado di monitorare l’attività fisica e, grazie a sensori acustici, potrà valutare anche il loro livello di salute. Il software, infatti, analizzerà i versi emessi per comprendere se gli animali sono o meno malati, in particolare in caso di possibile di diffusione di malattie.

(Fonte: notiziescientifiche.it – UNAItalia)

 

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