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Eurocarni nr. 4, 2018

Rubrica: AttualitĂ 
(Articolo di pagina 24)

Riconoscimento del Consorzio Sigillo Italiano

«Ho provato tanta emozione nell’apprendere della firma da parte del dott. Luca Bianchi del Decreto di riconoscimento del Consorzio Sigillo Italiano. È dal 2009 che stiamo lavorando ad un progetto globale per la zootecnia italiana e ad ogni angolo del nostro percorso abbiamo trovato resistenze al cambiamento di passo che volevamo proporre, fino ad arrivare, in certi casi, ad un vero e proprio ostruzionismo. Non è certo però questo il momento di fare polemiche poiché dobbiamo festeggiare un traguardo ambito, indispensabile, che mancava e che si aggiunge agli altri già raggiunti». Sono queste le prime parole di Fabiano Barbisan, presidente del Consorzio Italia Zootecnica e del Consorzio Sigillo Italiano in merito all’avvenuto riconoscimento dello stesso in data 28 febbraio.

Il Consorzio Sigillo Italiano è stato fondato da: Organizzazione Produttori Carne Piemonte Asprocarne Piemonte; Organizzazione Produttori Azove; Organizzazione Produttori Scaligera; Consorzio Carni di Sicilia; Associazione Produttori Carni Bovine Unicarve; Associazione Nazionale Allevatori e Produttori Avicunicoli Assoavi. In sede di costituzione è stato anche approvato il marchio, una grande Q con tricolore, visto che i disciplinari di produzione certificati, che i soci del Consorzio utilizzeranno per fregiarsi del marchio “Sigillo Italiano”, sono tutti nati in Italia, dall’esperienza e dalla professionalità di allevatori e tecnici, e sono stati ufficialmente approvati dalla Commissione europea.

Il potenziale di aziende di allevamento pronte al primo ingresso nei disciplinari e già censite dai costitutori sono di oltre 1.100 per il “Vitellone e/o Scottona ai cereali”, corrispondenti a circa 264.000 tonnellate di carne bovina. Per il “Sistema di Qualità dell’Uovo + Qualità ai cereali” le aziende sono circa 200, con una produzione di circa 150.000 tonnellate di uova commercializzabili con il marchio. Per completare la squadra sono adesso attesi i rappresentanti del SQNZ “Fassone di razza Piemontese” e del “Bovino Podolico al pascolo”.

 

Le tappe principali del Consorzio

  • 4 marzo 2011: uscita del DM che istituisce i Sistemi di Qualità Nazionale Zootecnia (SQNZ);
  • 25 ottobre 2011: pubblicazione delle “Linee guida per la redazione dei disciplinari di qualità”;
  • 20 marzo 2012: presentazione del primo Disciplinare di qualità del “Vitellone e/o Scottona ai cereali” e del Disciplinare “vitello al latte e cereali”:
  • 16 ottobre 2015: approvazione del Disciplinare del “Vitellone e/o Scottona ai cereali”;
  • 28 aprile 2016: emanazione del 1o Decreto applicativo del SQNZ del Disciplinare del “Vitellone e/o Scottona ai cereali”;
  • 26 ottobre 2016: conferma, da parte del Mipaaf, dell’equivalenza del Disciplinare del “Vitellone e/o Scottona ai cereali” tra SQNZ e Sistema di qualità regionale Qualità Verificata;
  • 26 ottobre 2017: costituzione del “Consorzio Sigillo Italiano”;
  • 28 febbraio 2018: riconoscimento, con Decreto, del Consorzio Sigillo Italiano.

 

Ringraziamenti e sviluppi futuri

Nella lettera di ringraziamento inviata al dott. Luca Bianchi, capo dipartimento Mipaaf, e al dott. Francesco Saverio Abate, direttore generale, Barbisan ha sottolineato che la loro “fiducia nel progetto di Piano carni presentato dal Consorzio Italia Zootecnica è stata ben riposta, poiché ci sono tutte le condizioni per dare un nuovo futuro commerciale alla zootecnia italiana”. Un grazie va anche al capo segreteria tecnica del Dipartimento, dott. Giovanni Di Genova, che ha “tradotto nel Decreto di riconoscimento le richieste degli allevatori nel modo migliore, aggiungendo spunti costruttivi per migliorare ancor di più il percorso del Consorzio”.

Nella lettera Barbisan ha poi citato l’interprofessione in itinere che, se sarà riconosciuta in tempi brevi, per applicare l’erga omnes, si potrà rimpinguare il finanziamento di 200.000 euro, recato dal bando Mipaaf/Ismea, recentemente partecipato dal Consorzio Sigillo Italiano (in attesa di comunicazione ufficiale di approvazione) e iniziare un percorso nazionale di comunicazione per valorizzare la carne prodotta in Italia, che oggi deve fare i conti con l’anonimato e la difficoltà enorme per i consumatori di riconoscerla facilmente, per poter iniziare un percorso di recupero di quel 42% di quote di mercato disponibili, oggi rappresentate dalla carne estera.

Il marchio Consorzio Sigillo Italiano diventerà la Melinda della zootecnia? «Se nessuno si metterà di traverso ci arriveremo presto!» conclude Barbisan.

(Consorzio Italia Zootecnica)

 

 

Impegno per un uso corretto degli antibiotici in allevamento

Una grande alleanza per contribuire al corretto uso degli antibiotici negli allevamenti: è questo l’importante risultato ottenuto dalla Regione Emilia-Romagna con la firma del protocollo per favorire il consolidamento, la diffusione e l’applicazione delle Linee guida regionali per l’uso degli antimicrobici negli allevamenti, con riferimento al settore suinicolo e bovino da latte. La premessa dell’iniziativa è che il miglioramento del benessere animale e della biosicurezza è un presupposto fondamentale alla riduzione dell’uso degli antimicrobici. Inoltre, il sistema agricolo è consapevole che una tenuta delle produzioni di origine animale passa inevitabilmente anche attraverso una riqualificazione delle tecniche di allevamento. La definizione di buone pratiche per ridurre l’impiego del farmaco comporta necessariamente maggior attenzione agli aspetti gestionali/organizzativi e zootecnico-produttivi quali il benessere e la salute degli animali, l’adozione di idonee misure di biosicurezza, la sostenibilità ambientale, la sicurezza e la qualità delle produzioni di origine animale, mediante processi di miglioramento degli allevamenti intensivi più a rischio di trasmissibilità delle malattie, anche attraverso lo sviluppo di una “zootecnia di precisione”, basata sulla migliore e puntuale conoscenza dei fabbisogni degli animali stessi. Al protocollo hanno aderito le organizzazioni professionali agricole e cooperative, le organizzazioni rappresentative del settore industriale ed artigianale suinicolo, lattiero-caseario e avicolo (tra cui Ass.i.ca., Unaitalia, Assolatte e Assoavi), e i Consorzi di tutela di Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Provolone Valpadana e Prosciutto di Parma). Hanno firmato anche istituzioni universitarie, enti di ricerca e parte del mondo della distribuzione con Federdistribuzione e Alleanza delle Coope­rative (fonte: agu – 2309 © World Food Press Agency Srl).

 

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