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Eurocarni nr. 3, 2018

Rubrica: Retail Marketing
(Articolo di pagina 60)

Carne Coop Italia: sul benessere un impegno basato sul rigore assoluto

La nostra iniziativa si inserisce all’interno del progetto “Alleviamo la salute” che coinvolge complessivamente 1.600 allevamenti. Per noi, sottolinea Gian Piero Giorgi, questo rappresenta una sorta di marchio di fabbrica, un progetto in cui crediamo fortemente, in cui abbiamo investito ingenti risorse e continueremo a farlo nel futuro

Consumatori più consapevoli, più esigenti, più attenti a ciò che acquistano e portano sulle loro tavole. Il tema del benessere animale non investe solo il mondo produttivo con i dettami imposti dalla normativa. Il suo raggio d’azione è ben più vasto e coinvolge a vario titolo tutti gli anelli della filiera. Non ultima la Gdo. Quello della Grande Distribuzione Organizzata è infatti un ruolo centrale nel delicato rapporto che lega il comparto dell’allevamento al mercato. Un ruolo che alla Giornata della Suinicoltura, organizzata da Expo Consulting Srl lo scorso 28 febbraio a Bologna presso il Centro Congressi di Fico Eataly World, è stato illustrato e analizzato da Gian Piero Giorgi, responsabile Qualità carne di Coop Italia, che insieme ad altri illustri esperti del settore suinicolo ha occupato il tavolo dei relatori. «Il benessere animale, la riduzione e la razionalizzazione del farmaco negli allevamenti delle carni a marchio Coop e nello specifico in quelli suinicoli rappresentano i capisaldi dell’importante cambio di paradigma che Coop Italia sta portando avanti» ha affermato Giorgi. «Un impegno che risponde ad una precisa esigenza mondiale di contribuire a contrastare il fenomeno dell’antibioticoresistenza. Per questo abbiamo coinvolto prima il settore avicolo e, successivamente, quello bovino. Tutto l’avicolo Coop proviene da animali allevati senza uso di antibiotici e nel settore bovino sono stati ridotti, fino a non utilizzarli negli ultimi 4 mesi. Ora è la volta della carne suina, che proviene da animali allevati con un ridotto uso di antibiotici e un successivo azzeramento negli ultimi 4 mesi di vita».

Per chiudere anche questo cerchio, però, è necessario avere un quadro esatto del comparto suinicolo nazionale. «Infatti — ha sottolineato Giorgi — al momento stiamo lavorando in questa direzione, applicando le Linee guida dei capitolati Coop ai 400.000 maiali che fanno parte attualmente della nostra filiera, elaborate sulla base di quanto prevede la normativa europea sul benessere animale. Il rispetto scrupoloso dei disciplinari, capitolati e accordi è garantito dai nostri capifiliera che, prima di esercitare questo compito di responsabilità, devono ottenere la certificazione di filiera, nonché degli item richiesti, da parte di enti terzi accreditati. Stiamo lavorando per selezionare e quindi migliorare il parco degli allevamenti suinicoli nostri conferitori e dal 15 gennaio sono partite le prime macellazioni di soggetti allevati senza uso di antibiotici negli ultimi 4 mesi di vita».

 

In base alle vostre indagini di mercato e ai riscontri che avete già registrato sia per la carne di pollo che per quella di bovino, può confermare che il consumatore è disposto a spendere qualcosa in più se viene informato che la carne acquistata proviene da allevamenti che applicano rigorosamente la normativa sul benessere animale?

«Sì, anche se va detto che si è cercato di contenere al massimo l’aumento di costo per il consumatore».

 

Quanto ha investito Coop Italia nel progetto sul benessere animale per il comparto suinicolo?

«Va detto intanto che la nostra iniziativa è inserita all’interno di un progetto più grande denominato “Alleviamo la salute”, che coinvolge complessivamente 1.600 allevamenti. Diciamo che per noi questo rappresenta una sorta di marchio di fabbrica, un progetto in cui crediamo fortemente, in cui abbiamo investito ingenti risorse e continueremo a fare lo stesso nel futuro. Uno sforzo non indifferente, che di fatto ridefinisce la filiera e in cui sono previsti anche progetti di ricerca che partiranno a breve grazie agli accordi sottoscritti con alcune Università ed enti scientifici».

 

Possiamo dire che le Linee guida inserite nei capitolati sul benessere di Coop Italia sono in qualche modo più restrittive rispetto alla normativa europea?

«Se non più restrittive, sicuramente molto rigorose. Tanto per fare un esempio, l’allevatore nostro fornitore che volesse o dovesse realizzare una nuova scrofaia dovrà implementare innovazioni strutturali al fine di garantire un maggiore benessere animale, come già avvenuto in alcuni casi. In questa fase, proprio perché impegnati a ridefinire la filiera, siamo al lavoro per selezionare i migliori allevatori interessati a entrare a far parte di un progetto che investe l’intero comparto a livello sia europeo che mondiale».

 

A proposito di estero, la Gdo dei Paesi europei maggiori produttori di carne suina come si sta muovendo nei confronti della filiera in materia di benessere animale?

«So che la Gdo francese è molto impegnata in progetti indirizzati alla drastica riduzione dell’antibiotico. Un percorso che ritengo molto valido e che anche Coop Italia persegue, perché meno farmaco significa più benessere per l’animale. In questo contesto il tema delle vaccinazioni si inserisce perfettamente e va affrontato valutandone tutti i benefici che ne possono derivare per l’animale».

>> Link: www.giornatadellasuinicoltura.it

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