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Eurocarni nr. 12, 2018

Rubrica: Convegni
Articolo di Benedetti E.
(Articolo di pagina 84)

Federcarni, una giornata di formazione per dare risposte ai consumatori

Carne e salute, proteine animali come nutrimento

Lo scorso fine ottobre a Piacenza si è svolta Piace.eat, prima edizione di una fiera agroalimentare dedicata agli operatori e incentrata sulle offerte dello street food e delle tipicità del territorio piacentino. Nella giornata di domenica 28 Federcarni, presente all’interno del salone con un’ampia area modulata tra laboratorio, cucina e spazio convegni, a conclusione dell’as­semblea generale, ha organizzato un incontro divulgativo centrato sul tema del rapporto tra il consumo di carne e i suoi benefici sulla salute. Il convegno, moderato da Eurocarni, ha visto la presenza di Luca Ballabio, medico veterinario, esperto di autocontrollo in campo alimentare per Federcarni, del prof. Giuseppe Bertoni, presidente pro-tempore di ARNA (Associazione Ricercatori Nutrizione Alimenti), di Mary Mattiaccio, laureata all’Università di Bologna in Sicurezza e Qualità delle produzioni animali e del prof. Marco Tassinari, docente presso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie all’Alma Mater Studiorum di Bologna.

 

Arosio, informare il consumatore attraverso il macellaio
L’incontro, impostato come tavola rotonda per agevolare le interazioni con i partecipanti, è stato un’ottima occasione per sottolineare l’andamento dei consumi di carne, far emergere le esigenze dei consumatori e la necessità di saper comunicare in modo puntuale il valore delle carni. Il momento formativo è stato aperto da Maurizio Arosio, presidente di Federcarni, che ha dato il benvenuto ai presenti e ha ricordato che «lo spazio dell’Associazione nazionale Macellai Italiani non è solo un’occasione per mostrare preparazioni a base di carne. Oggi il consumatore si fa molte domande e questa è un’occasione per dare risposte e fornire strumenti ai maestri macellai su come trasmettere informazioni sul prodotto».

 

Ballabio, focus sullo street food
Da qualche tempo la percezione popolare del cibo di strada è cambiata radicalmente presso i consumatori, al punto che lo street food è diventato una vera e propria tendenza. «Anche se non si tratta di una novità — ha sottolineato Luca Ballabio — dato che questa modalità di “ristorazione” mobile ha avuto un’evoluzione storica. Erroneamente poco considerato, visto che in passato riguardava cibi poveri destinati a nutrire i meno abbienti, il cibo da strada nella realtà è sempre stato fortemente legato alle tradizioni gastronomiche e ai prodotti del territorio e oggi, finalmente, è oggetto di grande attenzione». Ballabio ha quindi sottolineato quelli che sono i temi più sensibili in materia di ristorazione “da passeggio”, ovvero freschezza e qualità delle materie prime, sicurezza alimentare, igiene, gli aspetti legati alla comunicazione delle sostanze allergiche. L’intervento ha messo in evidenza le concrete opportunità di questo business, che ha grandi potenzialità data la formula sganciata ad una sede fissa. Le aziende e gli operatori che stanno investendo nello street food sono in aumento così come gli standard qualitativi dei veicoli progettati, il design, le attrezzature e la comunicazione.

 

Bertoni, no alle eccedenze, soprattutto di zuccheri
Con l’intervento del prof. Giuseppe Bertoni, presidente pro-tempore dell’Associazione Ricercatori Nutrizione Alimenti (www.arna.website) il cui compito è rafforzare il legame tra studiosi dell’alimentazione umana e animale, la tavola rotonda è entrata nel vivo della discussione sul tema carne e salute. «Spesso e volentieri si attribuiscono colpe ai singoli alimenti non perché essi abbiano dei difetti ma perché si eccede nel loro consumo» ha esordito Bertoni. «Non esiste un alimento ottimale» ha sottolineato il presidente di ARNA, aggiungendo che «è la dieta, ovvero l’insieme dei vari alimenti, che è importante per la nostra salute». Dall’inizio degli anni ‘80, fase che Bertoni segna come l’inizio del vegetarianismo e animalismo, molte cose sono cambiate. «Oggi i principali nemici della salute umana non sono i grassi, bensì i carboidrati, gli zuccheri». Quelli che Bertoni definisce i “tre veleni bianchi”, ovvero la farina 00, lo zucchero e il sale.

 

Mattiaccio, comunicare la carne al consumatore moderno
Il tema della comunicazione è stato oggetto dell’intervento di Mary Mattiaccio, che ha evidenziato quanto oggi il consumatore moderno sia sempre più esigente e alla ricerca di risposte nel momento dell’acquisto di carne. «Il consumatore ha tanti strumenti a disposizione ma non sa come utilizzarli» ha sottolineato Mattiaccio, arrivando alla conclusione che data la scarsa comunicazione ci ritroviamo un consumatore confuso! Che fare allora? «Occorre muoversi su più fronti e il macellaio deve accompagnare il cliente ad una scelta di carne corretta, informandolo sulla componente nutrizionale del prodotto, sul saper leggere un’etichetta ed essere in grado di comunicarla. Non ultimo c’è il tema della sostenibilità ambientale e anche qui occorre leggere, documentarsi, informarsi per dare risposte» ha concluso la Mattiaccio.

 

Tassinari, carne e salute, anche animale
Sul tema carne e salute si è soffermato anche il prof. Marco Tassinari, esperto in alimentazione e allevamento del bovino da carne, da sempre studioso delle ripercussioni che la zootecnia ha sulle caratteristiche qualitative delle carni. «Che cosa significa carne e salute? Una cosa sola: salute degli animali, sicurezza sul benessere animale, no antibiotici e una filiera che lavora correttamente». Il macellaio oggi si trova a dover gestire tutta una serie di proble­matiche che esulano dalla professionalità del saper lavorare e trasformare la carne. Occorre visione del business, capacità di comprendere i trend di consumo delle carni. Serve conoscenza della filiera, dalle razze alle tecniche di allevamento. Cosa mangia l’animale? Gli sono stati somministrati antibiotici? Ha vissuto bene? Oggi chi entra in macelleria ha dubbi e domande, stordito da un’informazione spesso e volentieri frammentata e sommaria carpita dai mass media. Servono chiarezza e rassicurazioni, che il macellaio può fornire utilizzando anche gli strumenti che piattaforme web come per esempio carnisostenibili.it e carnerossa.info sono in grado di fornire in modo esaustivo e completo. Anche i social possono dare un grande aiuto, nella condivisione di post all’interno dei propri canali. «E oggi — ha in ultimo ricordato il presidente Arosio — c’è pure MeatApp, l’applicazione per smartphone Android del giovane macellaio pugliese Fabrizio Colazzo, utile per le preparazioni del banco macelleria, per monitorare la tracciabilità della carne e per creare una rete di contatti con i fornitori».
Elena Benedetti

>> Link: www.federcarni.comfacebook.com/federcarni

 

MeatApp, la app per i macellai (e non solo)

MeatApp è un’applicazione per smartphone e tablet Android che ha lo scopo di dare le giuste informazioni e aiutare l’utente a dissolvere ogni dubbio relativo alla carne. Sviluppata da Fabrizio Colazzo, essa è stata pensata e realizzata per chi produce, manipola e commercializza alimenti di origine animale e li rivende prevalentemente a terzi.

 

Funzionalità primarie

  • Visualizza le relative informazioni di un bovino, ovino, suino e equino tramite codice auricolare;
  • visualizza le caratteristiche di una mezzena tramite codice Seurop;
  • identifica l’aziende tramite il Bollo CE o il marchio di identificazione.

 

Funzionalità secondarie

  • Formulazione di domande e risposte dagli utenti;
  • raccolta di informazioni, ricette e curiosità;
  • creazione di preparazioni con i relativi dosaggi;
  • elenco con immagini e descrizione dei tagli anatomici.

 

Assistenza e consigli
Contattaci meatapp.official@gmail.com;
hai dei suggerimenti? Scrivici.

 

Aggiornamenti e consigli
Rilasciamo costantemente update per garantire la massima compatibilità.

 

Didascalia: da sinistra Roberto Pellegrini, Gaetano Bertelli, Maurizio Arosio, Ilario Lui e Alberto Succi nello spazio di Federcarni all’interno di Piace.eat, la prima edizione di un evento incentrato sulle offerte dello street food e delle tipicità del territorio piacentino.

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