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Eurocarni nr. 12, 2018

Rubrica: Attualità
(Articolo di pagina 28)

Coldiretti-Inalca-McDonald’s: intesa per una carne “green”

Dal 2019 la prima fase di test per una filiera della carne bovina italiana, sostenibile e trasparente

Coldiretti, McDonald’s Italia e Inalca hanno annunciato la firma di un protocollo d’intesa a sostegno della filiera italiana della carne bovina sostenibile. L’accordo, siglato in occasione del XVII Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio (19 ottobre), prevede il coinvolgimento di oltre 4.000 allevatori in 3 anni, con una prima fase di test a inizio 2019 che vedrà protagoniste 400 aziende. Lo scopo è favorire l’adozione e la diffusione di pratiche sostenibili e la formazione del personale impegnato nell’allevamento di bovini in termini di benessere animale, ambientale ed economico-sociale. Un progetto che coinvolge l’intera filiera, dagli allevatori alla trasformazione fino alla distribuzione nei 570 ristoranti McDonald’s in Italia. In questo modo viene certificata la sostenibilità dell’intera supply-chain del settore bovino italiano, dall’allevamento al consumatore. A garantire il rispetto degli standard saranno l’Aia (Associazione Italiana Allevatori) e il Dipartimento Qualità Agroalimentare. Il modello è quello di Erbs (The European Roundtable for Beef Sustainability), la prima piattaforma europea del settore bovino, nata per condividere le conoscenze tecniche, promuovere lo sviluppo e l’attuazione di pratiche agricole sostenibili. L’obiettivo del progetto è lo sviluppo in Italia dei primi allevamenti sostenibili basati su:

  1. benessere animale: rispetto di almeno 4 indicatori dei 5 monitorati da Aia;
  2. sostenibilità ambientale: impegno al rispetto della condizionalità prevista dalla Pac;
  3. sostenibilità economica, etica e sociale: trasparenza e rispetto del contratto nazionale del lavoro e delle norme di sicurezza.

Partner del progetto sarà DQA (Dipartimento Qualità Agroalimentare) che effettuerà le attività di monitoraggio e verifica degli allevamenti. Determinante sarà poi la realizzazione di un portale web in cui saranno raccolti tutti i dati e le attività di controllo dello standard, così da consentirne un’analisi puntuale e verificare i requisiti delle aziende iscritte. Gli allevatori potranno aderire all’iniziativa iscrivendosi on-line, ricevendo informazioni su obblighi e vantaggi derivanti dall’adesione allo standard.
«Quando una stalla chiude si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado spesso da intere generazioni. Per questo promuovere gli allevamenti italiani con progetti sostenibili e concreti significa tutelare un patrimonio comune di tutta l’Italia» ha ricordato Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti.
«Un’industria come la nostra — ha detto Luigi Scordamaglia, AD Inalca — ha un ruolo fondamentale: da un lato per valorizzare al meglio il lavoro quotidiano di migliaia di allevatori e dall’altro per garantire gli alti standard di qualità e sicurezza che i milioni di consumatori, che ogni giorno si rivolgono a McDonald’s, pretendono». «Abbiamo deciso di intraprendere questo percorso per dare vita a un nuovo standard che dimostrasse in modo certificato l’altissimo livello degli allevamenti italiani da cui proviene il 100% della carne venduta nei nostri ristoranti. McDonald’s, sostiene la filiera di qualità e del territorio, per rispondere alle esigenze di consumatori informati e sempre più attenti a provenienza, qualità e genuinità dei prodotti» ha commentato Mario Federico, AD di McDonald’s Italia.

Fonte: © World Food Press Agency

Nota
Photo © ivan kmit – stock.adobe.com.

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