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Eurocarni nr. 12, 2018

Rubrica: Razze
Articolo di Fumarola V.
(Articolo di pagina 118)

Il tacchino di Parma e Piacenza

Da oltre 14 anni Angela Frati si occupa del recupero di questa razza autoctona, che alleva seguendo una filosofia 100% bio

Un passato da dipendente e un presente da allevatrice-imprenditrice. Si potrebbe sintetizzare così la vita lavorativa di Angela Frati, proprietaria dell’azienda agricola di Fidenza “Il Monticello”. Proprio qui, nel 1991, Angela ha avviato una nuova attività nel segno del biologico, anticipando quelle che sarebbero state le tendenze future. «Avevo voglia di cambiare vita e di dedicarmi a una mia passione: l’agricoltura. Ho acquistato un podere e ho iniziato a coltivare diversi prodotti» confida. «Dopo qualche anno ho deciso di tuffarmi anche nell’allevamento, rigorosamente bio, e ho dato il via alla nuova filiera con il tacchino di Parma e Piacenza. All’inizio si trattava di una produzione ad uso familiare. Poi, con il passare del tempo, ci siamo ingranditi ed è diventato un vero e proprio lavoro».
Negli anni ‘90 il tacchino di Parma e Piacenza era una razza in via di estinzione ed è proprio questa consapevolezza ad aver spinto Angela a impegnarsi in un progetto di recupero, al quale lavora ormai da quattordici anni. «Credo sia davvero importante recuperare le razze animali e le varietà vegetali della biodiversità agricola: è grazie a loro che si sono evolute le tradizioni e tramandati i saperi della cultura contadina.
Si tratta di prodotti genuini e non industriali, un grande vantaggio per l’alimentazione, dunque per l’organismo. Sono molto orgogliosa che il mio lavoro mi permetta di riportare alla luce una specie dimenticata, ma dalle numerose proprietà».
Il tacchino, che sembra essere nato da incroci con animali portati nel ducato di Parma e Piacenza dalla Spagna durante la dominazione borbonica, infatti, non è un animale di grandi dimensioni e ha rese diverse rispetto a quelli da produzione industriale.
«Il maschio adulto arriva a pesare 8-10 kg, la femmina al massimo 4 kg — precisa Angela — e ci vogliono circa sei mesi di allevamento prima che raggiunga il giusto peso per la macellazione. In più, sono animali che necessitano di pascoli estesi per crescere bene».
Ma di cosa si nutrono i tacchini allevati da Angela? «Il mio allevamento è biologico, quindi l’alimentazione si basa su granaglie, frumento, orzo, mais. Quando sono al pascolo, invece, mangiano erba, frutta, verdura, insetti e tutto quello che trovano in giro. Non uso né ormoni, né antibiotici».
Il tacchino di Parma e Piacenza è un animale davvero unico, facilmente riconoscibile sia per le caratteristiche fisiche che per le proprietà della sua carne. Il piumaggio non è completamente nero, ma tendente al grigio. La pelle, invece, è di colore bianco intenso.
La carne è magra e priva di grasso, molto proteica, decisamente saporita, e questo influisce anche sulla preparazione: «Quando si cucina il mio tacchino — specifica Angela — non servono tanti a­romi. Si può fare un semplice ar­rosto con patate, oppure si può cuocere in padella solo con olio, sale, erba Luigia. In alternativa si possono usare salvia o rosmarino. Infine, può essere trasformato in un rotolo, macinando tutto ciò che resta dopo il disosso e aggiungendo carote, sedano e verdure a piacere».
Un’ultima curiosità: gli animali allevati nel podere di Fidenza sono circa 1.000, di cui 50 tacchini. L’acquisto della carne avviene solo su prenotazione, direttamente nell’azienda di Fidenza, dove Angela, l’allevatrice antesignana della cultura bio, ha anche un reparto dedicato alla macellazione.
Veronica Fumarola

 

>> Link: www.rural.it/2016/07/angela-frati-azienda-agricola-monticello

 

Didascalia: Angela Frati, allevatrice custode, titolare dell’azienda agricola Monticello situata in via Cogolonchio sulle prime colline di Fidenza (PR).

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