Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 12, 2018

Rubrica: Retail news
(Articolo di pagina 64)

Notizie dalla GDO

La rivoluzione blockchain per la sicurezza alimentare: Carrefour prima assoluta nella certificazione della filiera del pollo
Da oggi è possibile acquistare il pollo Filiera Qualità Carrefour Italia tracciato con tecnologia blockchain. Carrefour Italia è, infatti, la prima catena distributiva in Italia ad applicare la tecnologia blockchain alla tracciabilità dei beni alimentari. Scannerizzando il QR Code applicato sull’etichetta con peso e prezzo del prodotto, i clienti Carrefour Italia avranno accesso ad una landing page ad hoc che gli permetterà di verificare direttamente e in tempo reale le informazioni legate alla filiera del prodotto, dall’origine sino all’arrivo al punto vendita. La tecnologia blockchain garantisce inoltre l’immutabilità del dato registrato e quindi lo storico delle informazioni del prodotto di filiera. «Con l’arrivo del pollo di filiera tracciato con blockchain presso tutti i punti vendita, Carrefour Italia realizza un passo ulteriore verso la transizione alimentare, rivoluzione epocale necessaria verso consumi più sicuri, consapevoli e responsabili» ha commentato Giovanni Panzeri, direttore MDD di Carrefour Italia. «Siamo orgogliosi di poter mettere a disposizione dei nostri clienti uno strumento unico di trasparenza come quello garantito dall’utilizzo di questa tecnologia» (fonte: © World Food Press Agency).

>> Link: www.carrefour.it

 

EsselungaaCasa: la spesa on-line di Esselunga disponibile anche a Roma
Da qualche mese a questa parte i cittadini romani possono registrarsi sul sito web www.esselungaacasa.it oppure sulla app Esselunga on-line ed inoltrare i propri ordini. Il contributo di consegna è gratuito per tutti i nuovi registrati. Dopo la registrazione i clienti effettuano la spesa navigando nel supermercato virtuale, inseriscono gli articoli nel carrello, definiscono il giorno e l’orario della consegna e pagano in tutta sicurezza on-line con carta di credito. La consegna della spesa avviene direttamente al piano dell’abitazione e può essere prenotata già dal giorno successivo all’inoltro dell’ordine in fasce orarie di 2 ore dalle 15:00 alle 23:00 di sera. Successivamente la consegna sarà disponibile anche in mattinata. La spesa viene trasportata su furgoni gialli di ultima generazione Euro 6 “vestiti” Esselunga e a temperatura differenziata (per surgelati e fresco) in modo da garantire uno scrupoloso rispetto della catena del freddo. L’attenzione per l’ambiente è massima: ogni furgone con le spese di EsselungaaCasa equivale a 30 auto in meno in giro per le strade di Roma. Le spese sono inoltre confezionate in sacchetti composti all’80% di plastica riciclata. L’assortimento conta oltre 15.000 prodotti, dai freschissimi come la carne, il pesce, la frutta e la verdura, il pane fresco, i piatti pronti di gastronomia ai surgelati, i prodotti alimentari confezionati, un ricco assortimento di vini, i detersivi, ai prodotti di profumeria e igiene personale usufruendo delle stesse promozioni dei negozi. Ogni prodotto in assortimento è accompagnato da una scheda informativa che contiene tutte le indicazioni presenti in etichetta: caratteristiche, ingredienti, valori nutrizionali, origine per la frutta e verdura, tracciabilità per la carne e il pesce e presenza di eventuali allergeni (fonte: Esselunga).

>> Link: www.esselungaacasa.it

 

Coop, animali più sani in partnership coi fornitori nella campagna “Alleviamo la salute”
Miglioramento del benessere animale e riduzione fino all’azzeramento degli antibiotici con conseguente effetto sulla salute e il benessere dei consumatori: sono questi gli obiettivi di “Alleviamo la salute”, la campagna Coop lanciata nel 2017 coinvolgendo i principali produttori di carne in Italia. Trentanove fornitori, in rappresentanza di circa mille allevamenti capaci di generare un giro d’affari di 10 miliardi di euro, si sono incontrati a Lodi lo scorso 23 ottobre per la presentazione dei risultati della campagna. Confortanti i segnali che arrivano dal mercato della carne, coi primi 8 mesi del 2018 che registrano un +1,8% dopo anni di crisi. «Siamo convinti di aver intrapreso una campagna coerente con i nostri valori. I consumatori stanno sempre più chiedendo di essere rassicurati che gli animali siano allevati rispettando i requisiti di benessere animale» ha detto Marco Pedroni, presidente Coop Italia. Tra i testimonial intervenuti, Cremonini, Aia, Grandi Salumifici Italiani, Eurovo, Colomberotto, oltre agli allevatori Guidi, Rigon e Berti. Oltre 1.700 allevamenti italiani sono stati coinvolti in una vera e propria rivoluzione gestionale. Per riuscire a raggiungere gli standard richiesti da Coop, gli allevatori devono intervenire con azioni strutturali, di gestione e di maggiore igiene, garantendo un miglioramento negli standard del benessere animale. Claudia Cremonini (in foto) ha ricordato come «l’Inalca abbia iniziato fin dagli anni ‘80 a sviluppare una propria filiera con allevamenti di proprietà arrivando oggi a gestire direttamente oltre 150.000 capi bovini. Pubblichiamo da diversi anni il bilancio di sostenibilità che comprende anche la parte primaria, dimostrando, numeri alla mano, che i nostri prodotti sono sostenibili. Prossimo passo è il ripopolamento bovino in aree storicamente vocate ma che hanno vissuto l’abbandono dell’allevamento: col progetto di filiera italiana vogliamo puntare decisamente a sviluppare la carne italiana 100%». Donato Didoné, aD di Aia, ha detto che «se Coop ha acceso una scintilla, a noi, principale azienda italiana nell’avicolo, è toccato appiccare l’incendio». Il manager ha precisato che «l’azienda ha dovuto lavorare molto per implementare i nuovi capitolati richiesti da Coop, ma una volta studiata bene, è stato rapido rendere operativa la nuova organizzazione». Giuliano Carletti, AD di Grandi Salumifici Italiani, si è soffermato sullo sforzo di ingaggio degli allevatori suini, mentre Silvia Lionello di Eurovo ha descritto l’esperienza del loro allevamento modello di galline ovaiole a Codigoro, nel Ferrarese. Nella logica di una collaborazione continua, consapevole che raggiungere gli standard richiesti implica investimenti, Coop riconosce agli allevatori un premio per ogni singolo animale. L’investimento complessivo è pari a 20 milioni di euro. I valori di incidenza di questa campagna sulle vendite della carne in Coop sono alti: dal massimo raggiunto nella filiera del bovino adulto (dove il 90% del venduto è allevato senza uso di antibiotici negli ultimi 4 mesi) al 75% del pollo, al 25% del suino (fonte: © World Food Press Agency).

>> Link: www.e-coop.it

 

Le conseguenze della chiusura degli esercizi durante le domeniche
In occasione del Retail Summit 2018 organizzato da Retail Institute of Italy svoltosi recentemente, Amagi-Forsurvey ha presentato un’indagine concernente la recente proposta di legge di chiusura degli esercizi commerciali durante i giorni festivi. Per questa indagine sono state intervistati 700 responsabili degli acquisti familiari, al fine di verificare le loro opinioni sulla recente proposta di legge che riguarda le chiusure domenicali. I risultati (come atteso) appaiono contraddittori in quanto, a domande aventi un carattere etico, una maggioranza del campione ha espresso opinioni solidaristiche con i lavoratori del commercio, ai quali la legge dovrebbe garantire il riposo domenicale. Il 63% ritiene prioritario il diritto al riposo degli addetti ai punti di vendita. Allo stesso tempo, il 58% ritiene che “il tempo speso all’interno dei centri commerciali sia una pessima abitudine che dovremmo limitare” e un 63% condivide l’affermazione per cui “il diritto al riposo degli addetti al commercio viene prima della soddisfazione dei clienti”. Tuttavia, quando le domande scendono sul piano funzionale, si osserva un’inversione del sentiment. Il 67% è molto o abbastanza d’accordo sul fatto che l’apertura domenicale non sia un servizio superfluo. Un 70% ritiene che “fermare i centri commerciali durante i giorni festivi significa distruggere molti posti di lavoro”. Il 77% pensa che il lavoro domenicale sia un’opportunità di guadagno per giovani e persone che non possono lavorare a tempo pieno. Infine, all’affermazione chiave “vogliamo essere liberi di acquistare, come negli USA, nel momento in cui ci è più comodo”, l’accordo è del 69%. Dall’analisi del feedback del panel emerge dunque sia un’innegabile spinta consumista, sia un’attenzione ai temi etici fra i quali i diritti dei lavoratori. Per le organizzazioni che operano nella GDO si tratta quindi di trovare un equilibrio difficile tra esigenze di fatturato e legislazione del lavoro (fonte: AMAGI – www.amagi.it).

 

 

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