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Eurocarni nr. 12, 2018

Rubrica: La carne nel mondo
(Articolo di pagina 12)

Spagna-Mondo

Spagna
ANICE e Cajamar Caja Rural hanno lanciato di recente la pubblicazione a carattere semestrale Barómetro ANICE-Cajamar de la Industria Cárnica Española, che contiene i primi dati sulla prima metà del 2018 e le previsioni in relazione alla seconda metà relativi al mondo dell’industria spagnola delle carni. Questo nuovo strumento è stato presentato in occasione dell’inaugurazione della fiera Meat Attraction dal ministro dell’Agricoltura, pesca e alimentazione Luis Planas, insieme al presidente dell’Associazione nazionale dell’industria della carne di Spagna (ANICE) Alberto Jiménez ed al presidente di Cajamar Caja Rural, Eduardo Baamonde. Nel primo semestre del 2018 in Spagna la carne fresca è quella che ha registrato il maggior miglioramento del fatturato; inoltre:

  • il 42,4% delle aziende ha registrato una crescita del proprio fatturato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e il 40,7% ritiene che nella seconda metà dell’anno continuerà il trend al rialzo;
  • una parte della crescita della produzione registrata è stata destinata ad aumentare lo stoccaggio dei prodotti per coprire la domanda attesa di fine anno;
  • il 65,3% delle aziende si identifica come esportatrice, con un aumento del volume delle vendite all’estero del 37,7%. Per il secondo semestre, un 54,7% delle società esportatrici prevede di aumentare il proprio fatturato per questa via (fonte: 3tre3.it – publicacionescajamar.es).

 

Mondo
Secondo le “Prospettive a breve termine per i mercati agricoli dell’UE 2018-2019”, il commercio mondiale di carni suine potrebbe subire un cambiamento significativo nella seconda metà del 2018, a causa di tensioni commerciali e dei possibili impatti della peste suina africana (PSA), che si sta diffondendo rapidamente in Cina, il principale produttore e importatore mondiale, e ha colpito alcuni Stati Membri dell’UE. Le importazioni di acciaio e alluminio dalla Cina (a marzo) e dal Messico e dall’UE (a giugno) sono state sottoposte ad imposte dagli Stati Uniti. Per rappresaglia, la Cina ha aumentato i dazi sulle carni suine dagli USA del 25% in aprile, con un ulteriore 25% in luglio, mentre il Messico ha imposto una tariffa più bassa (il 10% a giugno, il 20% da luglio). Secondo l’USDA, mentre le esportazioni totali degli USA sono aumentate del 9% a gennaio-luglio, le spedizioni verso la Cina sono diminuite significativamente (–17%), ma sono diminuite anche quelle verso il Messico (–1%). L’UE ha iniziato ad esportare carne suina congelata in Messico, ma i volumi sono ancora piccoli. D’altra parte, col divieto della Russia sulle sue esportazioni, il Brasile si è rivolto sostanzialmente alla Cina, dove ha gareggiato direttamente con le carni suine dell’UE. La Cina continua ad essere la principale destinazione delle esportazioni di carne suina dell’UE, pari al 35% nei primi sette mesi del 2018, seguita dal Giappone (12%). Le spedizioni verso la Cina sono rimaste relativamente stabili nel periodo, circa 110.000 tonnellate al mese, sebbene siano diminuite del 2% all’anno. Più significativo è stato il calo delle esportazioni verso Hong Kong (–36%), anche se compensato dall’aumento delle esportazioni verso altre destinazioni come Corea del Sud (+16%), Filippine (+11%), USA (+14%), Ucraina (+34%) e Vietnam (+33%). In generale, le esportazioni dell’UE sono aumentate dell’1% (+3% per le carni suine e –4% per le frattaglie). Le esportazioni di carne suina europea dovrebbero crescere del 2,5% nel 2018 e diminuire nel 2019 a causa della contrazione della produzione (fonti: ec.europa.euwww.3tre3.it).

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