Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 11, 2018

Rubrica: Eventi
Articolo di Borghi G.
(Articolo di pagina 52)

Il Consorzio del Bue grasso di Carrù ci mette la coccarda

Terza edizione per la Festa della carne in terra di Langa

Altro che firma! Il Consorzio per la promozione, la valorizzazione e la tutela del Bue grasso di Carrù (www.consorziobuegrassocarru.it), a quattro anni dalla sua costituzione, sui propri capi ha deciso di metterci una… coccarda. Rigorosamente tricolore, al centro il ritratto dipinto di uno splendido Bue grasso, come il logo scelto dallo stesso Consorzio, sarà posta sulla fronte degli animali che parteciperanno alla storica fiera che a dicembre celebra da ben 107 anni la storia e le carni di questi splendidi animali. «Ma soltanto dopo la scelta della giuria» mi racconta Dario Perucca, allevatore insieme alla propria famiglia in quel di Trinità (CN), membro del CdA del Consorzio di tutela, ma, soprattutto, grande cultore delle carni di bue piemontese. «Abbiamo deciso di identificare tutti i nostri capi e, dopo quattro anni di attività, quelli che presentiamo oggi sono i primi buoi certificati integralmente dal Consorzio. Animali che hanno specifiche caratteristiche, che nascono e vengono allevati in un territorio delimitato e alimentati secondo le modalità ferree previste dal Disciplinare di produzione approvato dal Consiglio di amministrazione del Consorzio nel corso della seduta del 27 dicembre 2014. Dalla prima registrazione del capo devono trascorrere 48 mesi perché si possa definire “Bue grasso”, prima resterebbe solo un manzo. La castrazione viene effettuata dal veterinario, in anestesia e c’è l’immediato prelievo di sangue». Non è più quindi l’analisi del pelo che certifica la provenienza del capo, ma il DNA ricavato dal sangue animale. Quattro campioni, quattro gocce di sangue che vengono inviate rispettivamente al Consorzio (per la creazione di una Banca del sangue del Bue grasso di Carrù), alla ASL, all’APA-Associazione Provinciale Allevatori e, naturalmente, all’allevatore stesso. «Ad oggi sono 251 i capi certificati attraverso il DNA» prosegue Dario. «Una garanzia assoluta per l’acquirente del nostro prodotto, dal macellaio al ristoratore fino al consumatore finale, che ha la certezza di avere nel piatto la carne proposta dal menù». Il controllo del DNA del parte del Consorzio può avvenire anche sulla carne macinata. «Soltanto per le paste ripiene non è possibile, perché non c’è un quantitativo sufficiente» puntualizza Dario.

 

Solo bue alla Festa della carne
Quale migliore occasione per presentare questi esemplari 100% certificati se non la terza edizione della Festa della carne? Organizzata dal Consorzio di tutela del Bue grasso e la fattiva collaborazione di alcuni ristoranti aderenti insieme alla Pro Loco cittadina, l’evento si è svolto a Carrù domenica 30 settembre. «Abbiamo pensato che almeno una volta l’anno quante più persone possibili debbano avere la possibilità di assaggiare la carne dei nostri animali ad un prezzo equo» mi dice Dario. «Con un contributo anche da parte del Consorzio, infatti, pagando soli 30 euro, oggi sederanno a tavola quasi 500 persone per un pranzo interamente a base di bue. La carne della razza bovina Piemontese è la più magra del mondo — continua Dario — con una qualità organolettica elevatissima, soprattutto per quanto riguarda il rapporto Omega-3/Omega-6. Una carne ottima, che fa bene alla salute insomma». Il primo bue etichettato e certificato dal Consorzio era un animale di 51 mesi, del peso di 990 kg, proveniente dalla Cascina Battaglia di Clavesana. Acquirente e macellatore orgoglioso Luigi Monieri dell’omonima storica macelleria di Lentate sul Seveso (MB) facente parte del Consorzio. «Siamo in attività da oltre 40 anni» racconta Luigi. «La passione per questo lavoro me l’ha trasmessa mio padre e io l’ho trasmessa a mio figlio Matteo, che mi affianca in bottega e a cui sto insegnando a comprare i capi vivi, la base per fare questo mestiere come si deve. Quest’anno ho già acquistato 2 buoi e sei manzi dal Consorzio: una carne eccellente, il top di gamma, e nel Milanese è molto richiesta. Quando ho sezionato il bue che assaggerete oggi nelle diverse preparazioni degli chef ciò che mi ha colpito di più è stato il profumo di questa carne, marezzata al punto giusto, “grassa”, come dice il nome, nel senso di piena di sapore». L’essenza di un territorio.
Gaia Borghi

 

Didascalia: Luigi Monieri, dell’omonima macelleria di Lentate (MB) e Sebastiano Gallo, allevatore e presidente del Consorzio di tutela del Bue grasso di Carrù, con la carne del primo bue etichettato e certificato dal Consorzio macellato dallo stesso Monieri e servito in occasione della Festa della carne.

Photogallery

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.