Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 11, 2018

Rubrica: Suinicoltura
(Articolo di pagina 54)

Un cambio epocale per il comparto suinicolo nazionale

Dal 1º gennaio 2019 il benessere sarà un imperativo

Per il comparto suinicolo nazionale la data del 1º gennaio 2019 rappresenta un enorme spartiacque tra il mondo di oggi e quello di domani. Scatterà proprio da quella data, infatti, la fase operativa del Piano d’azione richiesto dalla Commissione europea ai Paesi membri a seguito degli audit condotti nel novembre 2017 che, per quanto riguarda l’Italia, hanno rischiato di farci incorrere in una procedura di infrazione per il mancato rispetto della Direttiva 2008/120/CE. Il Piano, elaborato dal Ministero della Salute in collaborazione con il CReNBA (Centro di referenza nazionale per il benessere animale) di Brescia, ha previsto una fase di monitoraggio iniziata nel 2018 (il cui termine è fissato al 31 dicembre) attraverso la compilazione di una scheda da parte degli allevatori per individuare i fattori predisponenti episodi di aggressività tra i suini, in primis le morsicature. In base ai risultati ottenuti, e quindi dal 1o gennaio 2019, dovranno essere adottati tutti i miglioramenti necessari per implementare le condizioni di benessere in allevamento quali, ad esempio, la quantità e la qualità dell’alimento e dei materiali di arricchimento, i contesti strutturali e di pulizia, il comfort termico e la qualità dell’aria, gli spazi a disposizione, le condizioni di salute dei suini. Soprattutto, però, in porcilaia dovranno gradualmente essere introdotti piccoli gruppi di suinetti con la coda non tagliata al fine di verificare l’efficacia dei miglioramenti ambientali adottati rispetto al contenimento delle morsicature.
In buona sostanza, la pratica del taglio della coda, operazione di routine non solo in Italia ma in numerosi altri Paesi europei ad eccezione della Finlandia, sarà consentita solo quando gli allevamenti dimostreranno di essere totalmente conformi a quanto prevede la normativa e soprattutto quando i servizi veterinari la riterranno inevitabile. Il preambolo era necessario perché quello che aspetta il settore suinicolo è veramente un cambio di passo epocale. E proprio per l’importanza che esso riveste non poteva che essere al centro di un evento ormai riconosciuto nella sua autorevolezza come la Giornata Internazionale della Suinicoltura, che Expo Consulting Srl ha organizzato per il 21 novembre prossimo presso il centro congressi di Fico Eataly World, a Bologna, a partire dalle ore 9:00. Il programma dell’evento prevede un parterre di relatori di fama internazionale che saranno coordinati da Loris Alborali, responsabile della sezione Diagnostica dell’Izsler di Brescia (Istituto zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell’Emilia-Romagna), nonché uno degli estensori delle Linee guida per la prevenzione del taglio della coda nell’allevamento suino dallo svezzamento all’ingrasso. A lui abbiamo rivolto alcune domande.

 

Dottor Alborali, da un po’ di tempo il comparto suinicolo italiano gode di una buona redditività. Questo andamento viaggia di pari passo con l’adeguamento delle porcilaie a quanto prevede la normativa in materia di biosicurezza, benessere animale e riduzione del farmaco?
«Nell’ultimo anno gli allevatori hanno avuto il meritato e tanto atteso adeguamento del prezzo del suino. È importante però che ora comprendano che questo è un momento di cambiamento fondamentale e che non è più sufficiente parlare di prezzo: per il futuro è invece indispensabile adeguare biosicurezza, benessere e consumo di farmaco agli standard richiesti dal consumatore. Si tratta di investimenti, ma soprattutto di un cambio di cultura e di visione. Mi riferisco in particolare alle minacce rappresentate dalla Peste suina africana, al problema del taglio della coda e all’eccessivo consumo di antimicrobici».

 

In vista di un divieto, quello del taglio della coda, che diventerà operativo, qual è il percorso a cui sono chiamati gli allevatori?
«La problematica del taglio coda rientra nel cambiamento appena espresso. Dopo l’audit Ue il Ministero della Salute, le Regioni e gli Istituti zooprofilattici hanno fatto un grande lavoro per arrivare a una strategia nazionale e rispondere puntualmente ai quesiti posti dalla Comunità europea. Il Piano nazionale predisposto prevede che l’allevatore, negli ultimi mesi del 2018, attraverso la valutazione del rischio del singolo allevamento abbia la possibilità di capire i punti critici e migliorare le misure carenti con l’aiuto del proprio veterinario aziendale. Questo, a partire dal 2019, permetterà di interrompere il taglio coda in pochi gruppi di suini per verificare l’efficacia delle misure applicate».

 

Quali sono, se esistono, i maggiori scogli che gli allevatori devono affrontare per adeguarsi a un sistema di produzione che richiede anche un cambio di mentalità?
«Questo cambio di mentalità deve essere necessariamente accompagnato da un processo di formazione che deve coinvolgere l’intero sistema, inclusi i medici veterinari e gli allevatori. Lo scoglio principale è rappresentato proprio dalla disponibilità al cambiamento che tali figure devono dimostrare».

 

Giornata della Suinicoltura
Salute, benessere, obblighi normativi, redditività. La ricerca di un equilibrio quasi perfetto
Mercoledì 21 novembre 2018 — Centro Congressi di Fico
Eataly World, Bologna

>> Link: www.giornatadellasuinicoltura.it

 

Didascalia: Loris Alborali, responsabile della sezione Diagnostica dell’Izsler di Brescia.

Photogallery

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.