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Eurocarni nr. 10, 2018

Rubrica: La pagina scientifica
(Articolo di pagina 128)

Il Piano nazionale di contrasto all’antibioticoresistenza

Il Piano nazionale di contrasto all’antibioticoresistenza approvato nel novembre 2017 illustra le azioni di prevenzione e controllo che saranno intraprese per contrastare il problema dell’antibioticoresistenza in ambito umano e veterinario. Il documento segnala che nel settore veterinario viene consumato oltre il 50% degli antibiotici utilizzati globalmente e che un utilizzo non corretto degli antimicrobici in medicina veterinaria può comportare, tra l’altro, un rischio per la salute animale, un aumento del rischio sanitario per gli allevatori e riduzioni delle produzioni e dell’efficienza degli allevamenti.
In Italia si registra la persistenza di percentuali elevate di resistenza ai più comuni antibiotici. Diversi ceppi di Salmonella risultano resistenti a più antimicrobici ed è diffusa la multiresistenza in ceppi di E. coli (nell’uomo 31,8%, nei polli da carne 56,0%, nei tacchini 73,0% e nei suini da ingrasso 37,9%). Emergente è anche la resistenza alla colistina e ai fluorochinoloni. Tra gli obiettivi del Piano si segnalano:

  1. sorveglianza dell’antibioticoresistenza in ambito veterinario: annualmente, la Direzione generale della Sanità animale e dei Farmaci veterinari predispone un Piano per rafforzare i sistemi di sorveglianza della resistenza antimicrobica e del consumo di antimicrobici in medicina veterinaria. La sorveglianza si basa su un sistema centralizzato di laboratori (Tabella 1);
  2. sorveglianza dei consumi di antibiotici nel settore veterinario: il Ministero della Salute ha emanato nel 2012 (nota prot. n. DGSA/1466/P del 26 gennaio 2012) le Linee guida per l’esecuzione dei controlli su distribuzione e impiego dei medicinali veterinari. Le Linee guida forniscono apposite check-list di controllo. Il Ministero ha inoltre finanziato un progetto per individuare indicatori utili per la categorizzazione delle aziende zootecniche in base al livello di rischio sanitario, di benessere animale e consumo di medicinali veterinari. Il monitoraggio delle vendite degli antibiotici in Italia è stato avviato nel 2010 con la partecipazione al progetto ESVAC. Le principali forme farmaceutiche vendute sono le premiscele (42,55%) e le polveri orali (36,22%). Le classi di molecole più vendute risultano essere le tetracicline (29% delle vendite totali) e le penicilline (26,6% delle vendite totali). I macrolidi e le polimixine rappresentano le principali classi vendute, mentre i valori delle cefalosporine di 3a e 4a generazione e dei fluorochinoloni rimangono stabili nel tempo (Tabella 2). Il Piano Nazionale Residui-PNR è uno strumento per monitorare la presenza di antibiotici negli alimenti e verificare il rispetto dei tempi di sospensione;
  3. misure per la prevenzione delle malattie infettive e delle zoonosi: la biosicurezza rappresenta uno dei principali strumenti di prevenzione, unitamente all’adozione di programmi di sorveglianza, eradicazione, controllo delle malattie e programmi di vaccinazione. Inoltre, una sanità animale migliore favorisce il benessere degli animali. Dopo il Manuale di Biosicurezza e un uso corretto e razionale degli antibiotici in zootecnia, sono in fase di definizione le “Linee guida per la corretta gestione degli allevamenti di animali da reddito al fine di ridurre le prescrizioni di antimicrobici e prevenire il rischio di antibioticoresistenza”. Le Linee guida si prefiggono l’obiettivo di proporre parametri di biosicurezza, appropriati indicatori di benessere, indicazioni per la produzione di mangimi medicati, indicazioni sulla detenzione e la somministrazione di antimicrobici (anche attraverso mangimi e acqua di abbeverata) e di stabilire principi per un uso consapevole e razionale degli agenti antimicrobici (Tabella 3);
  4. uso corretto degli antibiotici in ambito veterinario: le Linee guida so­pra citate e un rafforzamento dei controlli comporteranno una riduzione delle vendite e dei consumi di antimicrobici, limitati, quindi, alle sole situazioni in cui sono necessari (Tabella 4).

(Fonte: ANAS, www.anas.it)

 

Nota
Il documento completo è consul­ta­bile al link: www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2660_allegato.pdf

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