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Eurocarni nr. 10, 2018

Rubrica: Attualità
Articolo di Benedetti E.
(Articolo di pagina 30)

La carne nell’era della post-verità

È giunto alla 13ª edizione l’appuntamento organizzato dal Belgian Meat Office che ogni anno chiama a raccolta un selezionato numero di giornalisti europei delle carni per approfondire tendenze, criticità e orientamenti del settore

Confrontarsi, informarsi, approfondire la conoscenza di un mercato globale in continua evoluzione, visitare realtà di vendita delle carni al dettaglio innovative e fare il punto insieme ai colleghi della stampa europea di settore per capire quale rotta stanno prendendo l’industria e il consumatore. Questo e molto di più è la Round Table, l’evento svoltosi lo scorso 30 agosto a Bruxelles, che quest’anno è giunto alla sua 13ª edizione, organizzato e moderato magistralmente da René Maillard, direttore del Belgian Meat Office, insieme al suo staff di collaboratori. Il tema di quest’anno era la Carne nell’era della post-verità, il periodo storico nel quale stiamo vivendo: una fase nella quale i fatti non esistono più, dove ognuno interpreta la realtà come meglio crede, spesso e volentieri condizionato dalle eco-chamber dei social, distratto da un’informazione troppe volte sensazionalistica, frammentata e superficiale, poco propenso ad approfondire, a cercare di formarsi un’opinione ragionata sugli avvenimenti. Questo vale per tutti noi, sempre troppo affannati a rincorrere le tante cose da fare nel corso della giornata e vale per tanti temi, dalla politica all’economia, alla cura di sé (vedi per esempio il dibattito infinito, almeno in Italia, sui vaccini) fino alla nutrizione.

 

La post-verità
Centrato nel tema e ricco di spunti è stato quindi l’intervento del prof. dott. Frédéric Leroy, ricercatore di microbiologia industriale e biotecnologia degli alimenti della Vrije Universiteit di Amsterdam, il quale ha fatto una carrellata sul ruolo dei mass media rispetto ai temi della salute e della sicurezza alimentare, anche alla luce dell’impatto che questi generano sull’economia del settore. «I nutrizionisti che fanno il proprio mestiere seguendo la letteratura scientifica oggi sono nell’occhio del ciclone — ha detto Leroy — e il motivo è legato alla mancanza di fiducia da parte delle persone e dal proliferare di dati incerti, contraddittori e manipolati». E ancora, «la carne sta diventando un pharmakon, termine greco dal significato plurimo nel senso che designa sia la medicina, un prezioso nutrimento salvifico, sia il veleno, ciò che uccide, sia la vittima sacrificale».
Ripercorriamo di seguito alcuni dei punti trattati dal professor Leroy nel corso della tavola rotonda:

  • i media devono catturare l’attenzione dell’utente in un contesto di sovrapproduzione di informazioni e lo fanno utilizzando le leve del sensazionalismo, favorendo la manipolazione dei contenuti;
  • la carne è un esempio perfetto di manipolazione della verità: da alimento fondamentale per la salute, con connotazioni di forza e virilità presenti in numerose culture del passato, a vero e proprio veleno per vegani e vegetariani, che enfatizzano l’aspetto “ansiogeno” del consumo di carne, sottolineandone le problematiche legate al benessere animale, ai cambiamenti climatici, alla sicurezza alimentare, ecc…;
  • per fornire qualche esempio concreto Leroy ha rac­contato che sul portale UK del quo­tidiano Daily Mail (www.dailymail.co.uk), tra il 2001 e il 2015, la parola chiave più digitata nella sezione “Salute” è stata “carne”.

Sul tema della post-verità si è espresso anche il dott. Philippe Houdart, direttore del Dipartimento di prevenzione e gestione della crisi della Belgian Food Safety Agency. Houdart ha ripercorso il presunto scandalo del fibronil — un insetticida ad ampio spettro utilizzato nella pratica veterinaria contro pulci, pidocchi, acari e zecche e parassiti in genere, ma il cui uso è vietato sugli animali destinati alla catena alimentare — che ha colpito il settore avicolo e l’indagine che ha recentemente interessato la compagnia belga Veviba per sospette irregolarità riscontrate nell’impianto di Bastogne.
Il dott. Houdart ha poi descritto quella che in entrambi i casi è stata la risposta dell’agenzia per la sicurezza alimentare del Belgio, che ha comunicato in maniera puntuale e veloce su vari fronti — nel sito web ufficiale, ad esempio, è stata immediatamente creata una speciale sezione dedicata all’argomento e la comunicazione si è avvalsa dei social media, di interviste e del call center —, contrapponendo questo tipo di approccio alla costante ricerca di click da parte dei media, che ha avuto come conseguenza una perdita di credibilità della serietà dell’agenzia stessa agli occhi dei consumatori.
Infine, Joris Coenen, marketing officer del Belgian Meat Office, ha approfondito l’andamento dei flussi di produzione ed export delle carni bovine e suine belghe a livello mondiale.
Elena Benedetti

 

Belgian Meat Office, porta di ingresso al contatto commerciale con gli esportatori belgi di carne suina e bovina

Il Belgian Meat Office è stato costituito nel 2003 e fa parte del Centro fiammingo per il mercato della pesca e dell’agricoltura (VLAM-Flanders Agricultural Marketing Board). Coordina la promozione delle esportazioni di carne suina e bovina, sostenendo i flussi di export ed effettuando promozioni B2B. Tra gli obiettivi del Belgian Meat Office c’è il supporto ai fornitori belgi nelle loro attività di export. In che modo? Procurando informazioni sul mercato, svolgendo attività di back-office, facendo consulenze ed attuando un piano di comunicazione in caso di crisi. In merito a quest’ultimo punto, al verificarsi di una crisi nel settore della carne, il Belgian Meat Office informa in modo strutturato tutti gli attori del commercio, la stampa, le autorità estere nonché le imprese fiamminghe.

>> Link: www.belgianmeat.com/it

 

Nota
Su Eurocarni n. 11/2018 daremo seguito alla Round Table 2018 con una visita al De Laet & Van Haver, innovativa macelleria, ristorante e dettaglio di carni di Anversa.

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