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Eurocarni nr. 10, 2018

Rubrica: La pagina scientifica
Articolo di Piscopo A.
(Articolo di pagina 136)

Allergia tardiva da consumo di carne rossa: la sindrome α-Gal

Le allergie alimentari sono delle reazioni avverse che si sviluppano per ingestione di cibo, a cui segue una risposta immunitaria dell’organismo. La sintomatologia è quella classica delle allergie con riscontro, nella parte del viso, di sensazione di prurito in bocca, in gola e a livello delle orecchie; orticaria; gonfiore (attorno a occhi, labbra, lingua e palato). Nei casi gravi la reazione può essere pericolosa, con shock anafilattico a seguito di difficoltà respiratorie; vertigini; sensazione di svenimento. Le cause vanno cercate in un errore del sistema immunitario, che scambia alcune proteine presenti nel cibo per minacce per la salute e reagisce rilasciando in circolo diverse sostanze che provocano i sintomi appena descritti. Il sistema immunitario fa sì che le cellule rilascino speciali anticorpi detti immunoglobuline E (IgE) in grado di combattere contro l’alimento o la sostanza dannosa (cioè contro l’allergene), che si attivano ogniqualvolta si assume l’alimento, anche in dosi minime, segnalando al sistema immunitario di rilasciare nel sangue una sostanza chimico-allergica detta istamina e altre sostanze allergeniche. L’istamina è la principale responsabile dei sintomi delle reazioni allergiche, di qualsiasi natura; per esempio: è in grado di aumentare rapidamente la dimensione dei vasi sanguigni, causando così l’aumento di afflusso del sangue (l’area diventa rossa e gonfia, ma la pressione può scendere improvvisamente se questo avviene in tutto l’organismo); causa la sensazione di prurito per azione sui nervi; aumenta la produzione di muco a livello del naso, causa prurito e sensazione di bruciore. Nella maggior parte dei casi il rilascio di istamina avviene solo localmente, nella mucosa venuta a contatto con il cibo, e così i sintomi sono limitati; in caso di anafilassi, invece, la reazione è così violenta da coinvolgere l’intero organismo. Perché si verifichino le manifestazioni da allergia alimentare è quindi necessaria una prima assunzione in cui non compariranno sintomi, mentre dalla seconda assunzione in poi il corpo reagirà scatenando la reazione allergica. La maggior parte delle allergie alimentari è provocata da determinate proteine contenute in: crostacei, ad esempio gamberetti, aragosta e granchio; arachidi; frutta a guscio, come le noci comuni e le noci americane; pesci; uova. Nei bambini, le allergie alimentari spesso sono provocate dalle proteine contenute in: uova, latte, arachidi e frutta a guscio in genere. Il cioccolato, a lungo ritenuto responsabile di provocare allergie alimentari nei bambini, solo in rari casi è davvero responsabile di reazioni allergiche. È tuttavia bene ricordare che qualsiasi cibo potrebbe, potenzialmente, essere causa di reazione allergica.

 

Allergia da carne rossa
La presenza di una forma allergica alla carne rossa (manzo, maiale, cavallo, cervo, agnello) è nota da alcuni anni (primo caso segnalato in America nel 2007), ma non si è ancora del tutto a conoscenza delle cause che la provocano. Si tratta di una forma rara atipica e specifica, che spesso non viene riconosciuta o è scambiata per una forma allergica comune di natura alimentare associata alla sintomatologia classica descritta prima.
Le ultime ricerche in merito rivelano il meccanismo per cui un “gruppo” di persone (vedremo più avanti perché parliamo di “gruppo”) non è in grado di metabolizzare bene questo alimento. Lo hanno affermato alcuni ricercatori in occasione del Congresso dell’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology (AAAAI) e WAO (World Allergy Organization) tenutosi in Florida e pubblicato in un supplemento on-line del Journal of Allergy e Clinical Immunology, in cui hanno esposto il proprio lavoro dal titolo ““B Antigen Protects Against the Development of α-Gal-Mediated Red Meat Allergy”. Da tale studio è emerso che le persone sono diversamente sensibili secondo il tipo di sangue di appartenenza ai gruppi 0, A, B, AB. In particolare, sembrerebbero maggiormente esposte quelle con gruppo sanguigno 0 e A, mentre quelle appartenenti ai gruppi B e AB avrebbero una probabilità di gran lunga inferiore (–5) di manifestare questa rara forma di allergia. Non si riesce però a spiegare se il meccanismo sia dovuto a una maggiore resistenza dell’individuo con gruppo sanguigno B-AB, o se risulta essere più compromesso, e quindi meno resistente, il gruppo sanguigno di tipo 0-A. La rara forma di allergia alla carne rossa è dovuta a una reazione avversa causata da anticorpi specifici identificati come IgE ed è scatenata dallo zucchero galattosio-alfa-1,3 galattosio (d’ora in poi alpha-Gal). Lo zucchero alpha-Gal era conosciuto come barriera immunologica ai trapianti d’organo tra gli animali e l’uomo, ma non si sapeva che potesse essere responsabile di allergie IgE-mediate, generalmente causate da proteine. Successivamente si è dimostrato che la produzione di IgE verso l’alpha-Gal è di natura secondaria, principalmente dovuta al morso di una zecca, l’Amblyomma americanum (nota anche con il nome di Lone star tick, zecca stella solitaria), diffusa nelle aeree degli USA dove venivano segnalati i casi di allergia alla carne rossa. Questa zecca inietta lo zucchero nella pelle, stimolando il sistema immunitario delle persone predisposte a produrre gli anticorpi immunoglobuline E, responsabili delle reazioni allergiche. Il nesso di casualità tra il morso di zecca e la produzione di IgE ad alpha-Gal è stato dimostrato in studi epidemiologici condotti dal 2007 ad oggi, e questa rara forma di allergia è stata descritta in tutti i continenti, Africa esclusa. È presente, quindi, anche in Italia, con diffusione al Centro-Nord, anche se di recente è stato descritto un caso in Calabria in un dipendente del Corpo forestale dello Stato. I sintomi compaiono dopo 3-6 ore dall’assunzione dell’alimento; anche per questo risulta difficile diagnosticarla. Il motivo, anche se non è ancora chiaro, può essere dovuto al lento assorbimento intestinale dei lipidi ai quali alpha-Gal è legato sotto forma di glicolipidi. Un’altra particolarità di questa allergia è che la reazione non compare ogniqualvolta si mangia carne; i motivi possono essere:

  • lo zucchero alpha-Gal è un carboidrato ed è sottoposto alle modifiche legate ai processi di digestione, processazione e assorbimento dei glicani;
  • variazioni nella quantità di alpha-Gal, che raggiunge il circolo in forma anti-genica;
  • il cibo può contenere diverse quantità di alpha-Gal (rene, fegato, intestino, ne contengono una maggiore quantità);
  • la carne grassa contiene maggiore quantità di alpha-Gal;
  • la quantità di carne ingerita dopo la puntura della zecca;
  • il trattamento chimico, termico, ecc… dell’alimento.

Non solo la carne, comunque, può essere causa di allergia dipendente da alpha-Gal, ma anche il latte e i prodotti caseari, come pure gelatine, salse, addensanti, prodotti dolciari contenenti prodotti di origine animale. Recenti studi hanno dimostrato che i bambini allergici al latte sono più esposti a sviluppare le allergie da carne. Tuttavia, la percentuale non è statisticamente rilevante, e solo in pochi casi si ha un nesso di casualità tra allergici al latte e alla carne. Quando ci si trova di fronte un caso/quadro di allergia, il sospetto che entri in gioco alpha-Gal deve essere considerato qualora non risulti evidente dall’anamnesi un allergene chiaramente associato ai sintomi; inoltre si deve prestare maggiore attenzione a quei soggetti che dall’indagine anamnestica riferiscono pregressi morsi di zecca e/o vivono e frequentano zone in cui sono presenti zecche in forma endemica.

 

Conclusioni
La ricerca dimostra che la fonte allergenica che porta alla produzione di IgE non è una proteina, ma uno zucchero. In altre parole, l’individuo diventa allergico agli zuccheri attaccati alle proteine della carne. La manifestazione dei sintomi inoltre non è immediata e non è detto che si presentino ogni volta che si assume l’alimento. Con molta probabilità, se l’individuo non subisce altri morsi di zecca, potrà acquistare di nuovo con il tempo la tolleranza. Al momento, tuttavia, molti interrogativi sono sotto la lente d’ingrandimento dei ricercatori. Ad esempio: è importante capire quale ruolo gioca in tutto questo la genetica; se esiste un legame tra gruppi sanguigni e dieta; perché alcuni gruppi sanguigni sono coinvolti e altri no, oppure perché alcuni sembrano reagire meno. Sembra che non esista relazione alcuna tra questo tipo di allergia e la tanto teorizzata “medicina alternativa”, che mette insieme geni e cibo rapportandoli al gruppo sanguigno di appartenenza (la Tabella 1 illustra il sistema ABO – dottrina di Peter D’Adamo). Infatti, il mondo scientifico si è mostrato scettico nei confronti di questo nuovo modo di concepire il cibo, inteso come informatore utile sul corredo genetico di ogni singolo individuo, in base al quale si mettono in correlazione cibi “buoni” o “cattivi” secondo il tipo di gruppo sanguigno 0, A, B, AB. I ricercatori hanno osservato i dati di un campione di 280 persone appartenenti a gruppi sanguigni 0, A, B e AB. Di queste, 92 hanno presentato un’allergia alla carne rossa. Ci si aspettava che le persone con gruppi sanguigni B o AB rappresentassero il 20% circa dei casi totali di allergia; invece si sono attestate intorno al 4,35% dei pazienti allergici alla carne rossa che aveva un gruppo sanguigno con l’antigene B. L’attendibilità di questo esperimento viene meglio chiarito dalla composizione della struttura molecolare dello zucchero α-Gal, che è simile a quella dell’antigene B, un carboidrato presente nelle cellule del sangue di persone con gruppi sanguigni B o AB. L’ipotesi dunque è che le persone che esprimono l’antigene B possiedano sistemi immunitari addestrati a ignorare l’α-Gal perché come auto-antigene risulta innocuo. Se questa tesi fosse corretta, le persone dotate dell’antigene B dovrebbero avere meno probabilità di sensibilizzazione allergica all’α-Gal; di conseguenza dovrebbero essere protette dallo sviluppo di allergie alla carne rossa. A livello preventivo, i pazienti che hanno subito pregressi morsi di zecche e risultano recidivi da allergia ritardata alla carne rossa devono evitare l’assunzione di carne rossa (bue, maiale, ovini, e altri mammiferi), mentre possono assumere carni di pollo, tacchino e altri volatili, come pure carne di pesce. Devono invece evitare prodotti che contengono rene, fegato o interiora (trippe, lampredotto, ecc…), per il loro maggiore contenuto in α-Gal, e soprattutto la carne grassa, in cui alpha-Gal è presente in maggiore quantità. A differenza delle altre forme di allergia in cui l’alimento è assolutamente proibito, piccole quantità di carne sono spesso tollerate dalla maggior parte dei pazienti. Attenzione deve essere posta anche per il latte e i prodotti caseari. La maggior parte dei pazienti, comunque, li tollera e non è necessario toglierli dalla loro dieta. Un particolare accorgimento, infine, va posto nei confronti delle gelatine e delle caramelle gommose (marsh-mellows) che possono contenere al loro interno glicoproteine di origine animale.

 

Amblyomma americanum e Ixodes ricinus: le zecche dell’allergia
Generalmente le zecche sono conosciute per la trasmissione di malattie infettive agli animali e come vettori per la trasmissione di zoonosi all’uomo. Purtroppo, allo stato attuale non esiste alcun vaccino per premunirsi; quindi chi è costretto a frequentare ambienti boschivi o campagne a forte densità di popolazioni animali (la zecca attecchisce anche su bovini, ovini, cani, ecc…), deve adottare misure preventive con antiparassitari adatti allo scopo. In Italia la Ixodes ricinus è diffusa soprattutto nel Triveneto e in molte aree rurali e urbane, anche se i cambiamenti climatici di questi ultimi anni, con l’innalzamento delle temperature, hanno fatto sì che la sua presenza sia segnalata fino al sud del paese.
Dott. Alfonso Piscopo
Dirigente Veterinario
Azienda Sanitaria Provinciale
Agrigento

 

Riferimenti bibliografici

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α-Gal, lo zucchero che provoca allergia

La prima descrizione dell’allergia a galattosio-alpha-1,3-galattosio (α-Gal) risale al 2007, quando negli USA il gruppo del dottor Platts-Mills parlò dell’allergia al cetuximab, un farmaco usato per la cura dei tumori del capo/collo e di alcuni tumori intestinali. L’area interessata riguardava alcuni stati USA come Tennessee, Arkansas, North Carolina, Missouri e Virginia. Nello stesso anno, Quian et coll. descrissero la glicosilazione del cetuximab e dimostrarono come la porzione F(ab)2 dell’anticorpo monoclonale fosse ricca di residui di α-Gal. L’anno successivo, Chung et coll., usando un immunoCAP con adsorbito cetuximab, dimostrarono che la reazione al cetuximab era dovuta a preesistenti IgE specifiche (sIgE) dirette verso l’α-Gal del frammento F(ab)2. Nel 2009, sempre il gruppo di Platts-Mills descrisse una particolare forma ritardata di allergia alla carne rossa, che compariva mediamente 3-5 ore dopo l’assunzione dell’alimento e che era anch’essa legata alla presenza di sIgE verso α-Gal. Se risultava, quindi, evidente che queste due forme di allergia erano associate alla presenza di sIgE verso α-Gal, non era ancora chiaro quale fosse lo stimolo anti-genico capace di determinarne la produzione e perché fossero presenti solo in soggetti residenti in alcuni Stati degli USA. La risposta a questi quesiti si ebbe nel 2011, quando Commins et coll. dimostrarono che la produzione di sIgE verso α-Gal era secondaria al morso dell’Ambyomma americanum, una zecca diffusa nelle aeree degli USA dove venivano segnalati i casi di allergia al cetuximab e allergia ritardata alla carne rossa. Nel 2013 un gruppo di ricercatori svedesi dimostrò la presenza di α-Gal nel tratto gastrointestinale dell’Ixodes ricinus, la zecca diffusa in Europa, confermando come la zecca, durante il morso, inoculi nel sottocute α-Gal e come ciò possa indurre la produzione di sIgE. La correlazione tra morso di zecca e produzione di sIgE ad α-Gal è stata successivamente dimostrata anche in studi epidemiologici di popolazione. Dalla prima segnalazione nel 2007 ad oggi l’allergia ad α-Gal è stata descritta in tutti i continenti, ad eccezione dell’Africa. È stata descritta anche in Italia.
(Fonte: Danilo Villalta, “L’allergia ad alpha-Gal”, www.pollinieallergia.net)

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