Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 10, 2018

Rubrica: La pagina scientifica
Articolo di Mauri G.
(Articolo di pagina 132)

Linee guida e collaborazione per combattere l’antibioticoresistenza

Pubblicate dall’Emilia-Romagna, sono uno strumento volontario per ottimizzare la gestione dell’allevamento. Costituiscono un primo passo e potrebbero diventare un jolly per la vendita di prodotto e l’accesso ai finanziamenti pubblici

Per combattere la diffusione dell’antibioticoresistenza, ogni settore della produzione e della sanità deve fare la sua parte. Le filiere devono muoversi in maniera coordinata con le istituzioni e i provvedimenti devono essere presi sulla base di dati recenti raccolti sul territorio. In questo modo è possibile trovare soluzioni efficaci e soddisfacenti per tutti. Quello della resistenza agli antibiotici, infatti, è un fenomeno strettamente legato all’uso che facciamo di queste molecole. Ecco perché è stata particolarmente interessante la giornata del 13 giugno scorso: la Regione Emilia-Romagna e il Dipartimento di Scienze e tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna hanno presentato le Linee guida sull’utilizzo prudente dell’antibiotico nell’allevamento del suino e in quello del bovino da latte, pubblicate assieme all’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia-Romagna, a quello del Lazio e della Toscana e al Centro di referenza nazionale per l’antibioticoresistenza. La versione dedicata ai bovini da latte è anche stata approvata e condivisa dalla Società Italiana di Buiatria. L’evento è stato ripetuto il 20 giugno a Parma, il 27 a Modena e si prevede che saranno diversi gli incontri in cui anche rappresentanti della Regione, del Dipartimento e dell’IZS ripresenteranno i risultati del loro lavoro ad allevatori e veterinari. Inoltre, il 13 giugno Giuseppe Diegoli del Servizio Prevenzione Collettiva e Sanità Pubblica della Regione Emilia-Romagna ha anticipato che presto vedrà la luce anche una versione destinata agli avicoli, alla cui stesura si aggiungerà anche la Regione Lombardia.
Il messaggio che è passato forte e chiaro all’incontro “L’uso responsabile dell’antibiotico nell’allevamento suino e bovino da latte” di Bologna è quello della coesione dei diversi comparti coinvolti nella regolamentazione, nei controlli e nell’utilizzo degli antibiotici. Proprio perché un approccio serio e costruttivo deve basarsi sulla condivisione del problema e delle sue soluzioni. «È importante affrontare la questione dell’antibioticoresistenza in chiave integrata e di filiera, attraverso la condivisione delle conoscenze del fenomeno e delle soluzioni da mettere in atto» ha dichiarato Roberta Chiarini, responsabile del servizio organizzazioni di mercato e sinergie di filiera della Regione. «Il risultato di oggi — la pubblicazione delle Linee guida — è frutto di un lavoro di condivisione cominciato nel settembre del 2017: la Consulta Agricola. Infatti, tutti i soggetti della filiera zootecnica sono stati coinvolti in vista della creazione di protocolli di intesa e decisioni comuni da percorrere: fra gli altri Federdistribuzione, associazioni nazionali di consumatori, CRPA, IZS, rappresentanti del mondo della ricerca, degli allevatori, dei commercianti e altre figure-chiave».
E il lavoro non si conclude con la pubblicazione delle Linee guida: innanzitutto, queste saranno proposte a livello nazionale — e allora anche i rappresentanti della Grande Distribuzione Organizzata prenderanno parte al progetto, «la loro presenza è inevitabilmente legata alla dimensione nazionale, ma è molto importante coinvolgerle, perché condizionano fortemente le scelte degli allevatori» — poi ci si impegnerà perché le Linee guida possano diventare un punto di riferimento, sulla falsa riga del Disciplinare di lotta integrata per la riduzione dell’utilizzo di prodotti chimici in agricoltura: risalente ormai a circa 30 anni fa, ora il rispetto di quanto riportato in questa pubblicazione regionale costituisce un requisito fondamentale nelle transazioni commerciali dei prodotti agricoli.
L’ideale sarebbe valorizzare le Linee guida e le aziende che ne fanno uso, attraverso un percorso di adesione volontario e certificato, che comporti di ottenere vantaggi economici per l’accesso ai premi Pac e per la fiscalità. E che al tempo stesso dia delle garanzie ai consumatori. Insomma, il documento presentato il 13 giugno diventerà un cardine della zootecnia di qualità in Emilia-Romagna, ma forse anche a livello nazionale.
Infine, secondo le intenzioni della Regione, l’adozione delle Linee guida costituisce il primo step anche a livello aziendale: la Chiarini ha anticipato che in futuro si arriverà alla realizzazione di Manuali di buona pratica aziendali, capaci di dare indicazioni di management ritagliate su misura per ciascuna azienda, basate sulla situazione microbiologica rilevata, sui principi di biosicurezza e di benessere. «I manuali costituiranno degli agevoli binari entro cui gestire l’attività zootecnica».
Anche le Linee guida sono infatti una proposta di aiuto alla gestione oculata dell’azienda, non hanno un carattere coercitivo, né tanto meno pongono divieti. Sono indicazioni utili e periodicamente aggiornate per essere sempre attuali, che permettono all’allevatore e al suo veterinario di somministrare gli antibiotici quando è necessario, ma solo in quel caso e ottimizzano in questo modo il mantenimento dell’efficacia di queste molecole in azienda.
L’uso consapevole degli antibiotici è strettamente legato all’adozione di sistemi di biosicurezza validi e all’implementazione del benessere animale: l’allevamento di qualità del futuro prossimo venturo si deve basare su questi tre pilastri.

 

Salute umana e animale
La parola è poi passata a Giuseppe Diegoli, il quale ha presentato la situazione a livello nazionale. Secondo i risultati del PNR (Piano Nazionale Residui), che da 10 anni monitora i residui di antibiotici nelle carni, risulta positivo solo lo 0,04% dei campioni, quindi la probabilità che i consumatori entrino in contatto con gli antibiotici attraverso gli alimenti di origine animale è decisamente molto bassa. Tuttavia, c’è anche il fronte zootecnico che bisogna gestire per limitare la diffusione del fenomeno. L’antibioticoresistenza non si sviluppa certo solo in ambito zootecnico, anzi. Ecco perché esiste anche una versione delle Linee guida destinata agli animali d’affezione. Insomma, con l’approccio One Health (un’unica salute), veterinaria e medicina umana devono allearsi nel contrastare l’uso indiscriminato e poco oculato degli antibiotici. Non a caso, l’ambito in cui l’antibioticoresistenza miete più vittime è quello ospedaliero.
Le Linee guida sull’uso prudente dell’antibiotico in allevamento fanno parte di un’unica strategia che necessariamente coinvolge anche i medici umani. Ecco perché nel 2017 si è tenuto anche il Tavolo Nazionale sulle Antibioticoresistenze, occasione per riunire medici territoriali, medici ospedalieri e servizi veterinari e iniziare un unico percorso di buone pratiche. Gli obiettivi che il tavolo si è posto sono numerosi: a breve termine c’è l’applicazione dei protocolli d’intesa sull’uso responsabile degli antibiotici e la pubblicazione della versione destinata agli allevamenti avicoli, che si affianca a quelle già esistenti. Inoltre, è stata proposta la ricerca di batteri zoonosici che presentano antibioticoresistenza fra allevatori, macellatori e veterinari, come già in altri Paesi europei: è indispensabile cominciare a cercare le sorgenti di rischio per l’uomo. Infine, nel corso dell’anno 2018 si organizzeranno numerosi eventi di formazione destinati a allevatori e veterinari. Nel medio termine, si punta a poter quantificare il ricorso all’antibiotico del singolo allevamento — grazie all’entrata a regime della ricetta elettronica da dicembre 2018 — e alla conseguente valutazione del rischio di presenza di batteri antibioticoresistenti nelle diverse tipologie di allevamenti. Nel lungo termine, infine, l’obiettivo è quello di rafforzare la collaborazione fra medici e veterinari per monitorare meglio il fenomeno. Anche Diegoli ha accennato al fatto che è possibile ipotizzare in futuro un’evoluzione della normativa che comporti premi per gli allevamenti che ricorrono meno frequentemente agli antibiotici.
Giulia Mauri

 

Nota
Le Linee guida sono scaricabili gratuitamente dal sito della Regione: www.alimenti-salute.it/taxonomy/term/30

 

Didascalia: i comparti zootecnici in cui si ha maggior consumo di antibiotici sono quello avicolo e suinicolo.

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