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Eurocarni nr. 10, 2018

Rubrica: Commissione europea
(Articolo di pagina 34)

UE: non si può usare il termine “carne” per alimenti vegani

Lo scorso giugno l’europarlamentare Hilde Vautmans ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea sull’uso fraudolento del termine carne, specificando che nel dizionario “carne” si definisce come “muscolatura di esseri umani e animali”. Ciononostante, la parola viene sempre più utilizzata anche nel caso in cui in un prodotto alimentare la carne presente sia poca o addirittura assente. Le aziende che quindi vendono questo genere di prodotti come “carne” stanno ingannando i consumatori, servendosi del legame con l’alimento carne per meri motivi di marketing. Il Regolamento (UE) n. 1169/2011 non lascia dubbi in merito, stabilendo che devono essere vietate le informazioni fuorvianti per i consumatori, in particolare per quanto riguarda la natura, gli effetti o le proprietà degli alimenti. Per essere efficace, tale divieto dovrebbe applicarsi anche alla pubblicità e alla presentazione degli alimenti. Una recente sentenza della Corte di giustizia dell’UE, inoltre, vieta l’uso illegale, ad esempio, di “formaggio vegano” o “latte di soia“.
La risposta a Vautmans è arrivata, a nome della Commissione europea, da parte del Commissario Andriukaitis, secondo il quale qualora nessuna legislazione specifica preveda indicazioni particolari per gli alimenti a base di carne, si applicano le disposizioni del Regolamento (UE) n. 1169/2011, che stabilisce le norme generali in materia di etichettatura. Secondo l’articolo 7, paragrafo 1, lettera a) del regolamento le informazioni relative ad un alimento non devono essere fuorvianti riguardo le caratteristiche dell’alimento stesso e, in particolare, sulla sua natura e la sua composizione. Inoltre, il punto 17, parte A dell’allegato VII del regolamento fornisce, ai fini dell’etichettatura, la seguente definizione di carne: “muscoli scheletrici di specie di mammiferi e uccelli riconosciuti idonei al consumo umano con tessuto naturalmente incluso o aderente (…)”. Su questa base, il termine “carne” può essere utilizzato solo sulle etichette degli alimenti conformi a questa definizione.
Gli Stati Membri hanno la responsabilità primaria dell’applicazione e della corretta attuazione della legislazione. La Commissione ritiene che le suddette disposizioni forniscano agli Stati Membri elementi e criteri utili a combattere l’uso di termini ingannevoli sui prodotti alimentari. Infine, l’articolo 36, paragrafo 3, lettera b) del regolamento prevede che la Commissione adotti un atto di esecuzione sulla fornitura volontaria di informazioni relative all’idoneità degli alimenti per vegetariani o vegani. La Commissione non può tuttavia indicare in questo momento una data specifica o il contenuto di questa misura.
(Fonte: UNAItalia, www.unaitalia.com)

 

Didascalia: hamburger di ceci, quinoa, melanzane e spinaci (photo © nata_vkusidey – stock.adobe.com).

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