Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 10, 2018

Rubrica: Eventi
(Articolo di pagina 58)

Bord Bia porta gli chef italiani del CIBC in Irlanda

From Fork to Farm — Esponenti dello Chefs’ Irish Beef Club e allevatori irlandesi siedono allo stesso tavolo per gustare manzo e agnello cucinati a regola d’arte

Creato da Bord Bia – Irish Food Board nel 2004, il club internazionale Chefs’ Irish Beef Club (CIBC) conta 88 chef associati in 8 Paesi (Francia, Italia, Olanda, Svizzera, Germania, Belgio, Inghilterra ed Emirati Arabi). Il club italiano vanta la presenza di 7 chef, di cui 3 stellati, tutti grandi sostenitori della carne di manzo irlandese, materia prima di alcune delle loro ricette. Sei di loro (Francesco Cassarino, Ristorante La Anchoa, Marina di Ragusa, RG, Daniele Repetti, Nido del Picchio, Carpaneto Piacentino, PC, Stefano Arrigoni, Osteria della Brughiera, Villa d’Almé, BG, Sara Conforti, attualmente consulting chef, precedentemente Osteria del Vicario, Certaldo, FI, Alberto Canton, Bocon Divino, Camposampiero, PD e Filippo Saporito, La Leggenda dei Frati, Firenze) hanno preso parte ad uno speciale viaggio formativo che Bord Bia organizza ogni anno allo scopo di far incontrare gli chef con gli allevatori locali, provare in prima persona la qualità premium del manzo e agnello irlandese e far conoscere nuovi prodotti alimentari della tradizione locale. Al viaggio ha partecipato anche Giorgio Pellegrini, presidente dell’Associazione Macellai di Milano e Provincia nonché alla guida della rinomata omonima macelleria milanese e, naturalmente, amante della carne irlandese.
Nel corso della tre giorni, il gruppo ha avuto modo di toccare con mano aspetti della produzione bovina e ovina, entrando nel vivo delle procedure che garantiscono il massimo del gusto, della sicurezza e della sostenibilità di prodotto su tutta la filiera.
Oltre a visitare uno stabilimento di lavorazione dell’agnello, c’è stata la possibilità di testare anche l’eccellenza dei prodotti ittici, grazie alla tappa presso uno degli allevamenti di ostriche più importanti d’Irlanda, per poi proseguire con la visita alla scuola di cucina di Catherine Fulvio, celebre chef irlandese, protagonista di TV show di successo.
A conclusione del viaggio, gli chef hanno visitato la Kilmullen Farm e hanno preparato un ricco pranzo per la famiglia di allevatori.«È impossibile non pensare al cibo quando si parla dell’Italia e quando ci hanno chiesto di ospitare gli chef del CIBC abbiamo accettato subito» hanno dichiarato i proprietari della tenuta. «Durante la loro visita, abbiamo imparato come preparare i diversi tagli di agnello e manzo e abbiamo avuto l’opportunità irrepetibile di sederci a tavola con loro per gustare i nostri prodotti migliori, preparati e serviti in modo impeccabile».
«Perché scelgo manzo irlandese per la fornitura del mio ristorante? Semplice, perché è salutare, estremamente genuino e naturale» ha dichiarato lo chef Francesco Cassarino. «Personalmente, è anche quello che preferisco a livello di gusto, succulento e magro allo stesso tempo. Senza dimenticare un’altra qualità fondamentale: il manzo irlandese è davvero semplice da cucinare».

>> Link: www.bordbia.ie

 

Bord Bia – Irish Food Board è un ente governativo dedicato allo sviluppo dei mercati di esportazione dei prodotti alimentari, bevande e prodotti ortofrutticoli irlandesi. Nel 2017 le esportazioni dell’industria food & beverage irlandese hanno registrato un nuovo record, arrivando a quota 12,6 miliardi di euro, con una crescita di quasi il 60% dal 2010, pari a 4,7 miliardi di euro. L’Italia è un mercato importante, con esportazioni del valore di 329 milioni di euro nel 2017; è il quarto mercato più importante per l’export di manzo irlandese in Europa con scambi valutati, per l’anno scorso, a 182 milioni di euro e con una crescita record di ben il 7%, seppur in un contesto generale di lieve calo delle importazioni.

 

Altre notizie

 

Danish Crown delocalizza in Polonia

Il colosso danese delle carni Danish Crown — il più grande produttore europeo con un fatturato 2017 di 8,3 miliardi di euro — ha annunciato diverse nuove misure di riduzione dei costi, tra cui il trasferimento di alcuni dipartimenti dalla Danimarca alla Polonia e la cancellazione di una nuova sede centrale. Nel 2016 il gruppo aveva annunciato che avrebbe puntato a ridurre i costi di approvvigionamento di 500 milioni di DKK (67 milioni di euro) prima della fine dell’anno finanziario 2020/21 e questo obiettivo è stato ora aumentato a 650 milioni di DKK (oltre 87 milioni di euro). Per questo, nei prossimi anni l’azienda sposterà in Polonia diverse funzioni amministrative, che opereranno da un nuovo centro di servizi commerciali globali. Il primo passo di questo processo è il trasferimento di circa 50 dipendenti dalla sede centrale di Randers a Cracovia. Danish Crown stima che il trasferimento genererà un risparmio annuale di circa 40 milioni di DKK (5,3 milioni di euro) una volta completato. A seguito delle nuove misure, la società ha anche sospeso la costruzione del nuovo quartier generale previsto a Randers, che sarebbe stato condiviso da Danish Crown e dalla controllata Tulip Food Company. «Esaminiamo continuamente la nostra strategia e in tre aree specifiche abbiamo deciso di rafforzare i nostri sforzi, poiché riteniamo che ciò avvantaggerà il gruppo sia a breve che a lungo termine» ha dichiarato Jais Valeur, CEO del gruppo danese. «Tuttavia, queste non sono decisioni facili da prendere, in quanto significa anche licenziare dipendenti in diverse parti dell’organizzazione. Allo stesso tempo, stiamo rinviando la costruzione della nostra nuova sede, che sarà senza dubbio una delusione per i nostri dipendenti di Randers. La situazione è che la differenza tra il costo di produzione di un maiale e il prezzo a cui può essere venduto è sotto pressione per i bassi prezzi dei suini».

www.danishcrown.com
(Fonte: © World Food Press Agency)

 

Mediobanca: Cremonini unica azienda food italiana tra le top 20

C’è un’unica azienda alimentare di proprietà italiana tra i 20 grandi gruppi manifatturieri al top nella classifica nel nostra Paese stilata dall’ufficio studi di Mediobanca. Si tratta della modenese Cremonini, con un fatturato riclassificato 2017 da R&S a 3,96 miliardi di euro (per l’azienda che pubblica i dati completi sul sito aziendale sono 4,03 miliardi), che occupa esattamente la ventesima posizione del gruppo. Manca Ferrero, che come è noto consolida in Lussemburgo, ma compare anche Parmalat che, con un fatturato di 6,68 miliardi, si piazza al 13o posto: l’azienda ha sede in Italia, ma la proprietà è completamente in mano francese (Lactalis). Il gruppo fondato nel 1963 da Luigi Cremonini (in foto), è controllato al 100% dalla famiglia, che esprime anche i vertici della holding, con Luigi presidente e il figlio Vincenzo amministratore delegato. Al piano di sotto le tre società operative: Inalca (produzione di carni, partecipata al 28,4% da Cdp Equity), Marr, specializzata nella distribuzione del food fuori casa (controllata al 50,1%, il resto è quotato in Borsa sullo STAR), e Chef Express, che raccoglie tutte la attività di ristorazione compresa la catena Roadhouse Restaurant, controllata al 100%.

www.cremonini.it

(Fonte: © World Food Press Agency)

 

Photogallery

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.