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Eurocarni nr. 10, 2018

Rubrica: Benessere animale
Articolo di Mauri G.
(Articolo di pagina 90)

Troppe zoppie e riforme anticipate per colpa del grigliato

Convegno Sivar: benessere dei vitelloni da carne — Questa pavimentazione presenta grandissimi limiti, che si trasformano in un calo di reddito per l’allevatore

In Italia, le strutture di ingrasso dei vitelloni da carne possono presentare una pavimentazione con lettiera oppure grigliata. Certamente il grigliato permette una gestione semplificata, è necessario meno lavoro, non bisogna effettuare le aggiunte periodiche di paglia e gli animali alla fine risultano essere più puliti. Secondo le norme in vigore, quando si ha una pavimentazione a grigliato è possibile allevare più animali rispetto a una stalla delle medesime dimensioni ma con lettiera. Tutto questo fa propendere la scelta verso il grigliato, che infatti è molto diffuso nel nostro Paese; ma il grigliato ha anche difetti non indifferenti, sono solo un po’ nascosti. Col grigliato è molto più facile e addirittura frequente osservare posizioni di decubito scorrette e ripetuti tentativi di assumere la posizione di riposo o la stazione da parte degli animali. In questo caso, non è che gli animali siano più tranquilli, bensì sono prigionieri del timore di scivolare o di procurarsi dolore su una pavimentazione inadeguata. Al congresso internazionale della Sivar (Cremona, 10-12 maggio) il professor Giulio Cozzi della Facoltà di Medicina Veterinaria di Padova ha presentato uno studio condotto in Veneto in cui si confrontavano gli effetti della lettiera e del grigliato sugli animali. Non si evidenziavano differenze nella mortalità fra i due gruppi, ma nelle macellazioni d’urgenza invece sì, perché su grigliato sono risultate essere addirittura 6,4 volte più numerose che su lettiera permanente. Dopo appena un mese dal ristallo, il gruppo su grigliato presentava più aree alopeciche e più gonfiori: entrambi sono segni di discomfort. Il tempo di coricamento era molto più lento nel gruppo su questo tipo di pavimentazione. Invece, gli animali su paglia presentavano scolo nasale con maggior frequenza e inferiori condizioni di pulizia. Alla fine del ciclo la situazione era la stessa: su grigliato si presentavano alopecie e lesioni, sempre molto più frequenti rispetto alla lettiera. È stata poi la volta di un secondo studio — sempre presentato da Cozzi — condotto in tre allevamenti, per un totale di migliaia di capi coinvolti. Questa ricerca era più mirata sulle zoppie: quando queste compaiono in forma lieve è possibile curare l’animale e portare a termine il suo accrescimento. Quando invece le zoppie sono gravi, gli animali devono essere riformati. Si è visto che, per le zoppie lievi che si manifestavano su pavimentazioni inclinate con lettiera permanente, sistemare gli animali in modo da dare a loro disposizione 0,5 m2 ciascuno in più rispetto a quanto riportato nelle norme (3 m2/capo per animali su grigliato e 4 m2/capo per animali su lettiera) consentiva di avere un forte calo dell’incidenza del sintomo. «Perché anche solo con 0,5 m2/capo a disposizione in più per ciascun capo il rischio di venire calpestati dai compagni di box si riduceva fortemente», ha spiegato Cozzi. Su grigliato invece, anche aumentando lo spazio pro capite non si registrava un calo delle zoppie. Le zoppie gravi su grigliato sono risultate essere ben tre volte più frequenti rispetto a quelle contate su lettiera. E anche per le zoppie gravi, sul grigliato l’aumento di disponibilità dello spazio pro capite non influiva su una riduzione del fenomeno. Ad aggravare le conseguenze occulte del grigliato c’è poi il fatto che gli animali vengono riformati per zoppie gravi soprattutto alla fine del ciclo di allevamento, ad appena un mese dall’invio al macello, quando l’usura del piede è maggiore e la densità animale favorisce il rischio di calpestamento. Gli effetti sulla resa finale del gruppo sono quindi davvero gravi.

 

Effetti del tappetino in gomma
Sarebbe davvero opportuno individuare alternative al grigliato. Non esiste solo la lettiera in paglia. Anche la copertura della pavimentazione grigliata con tappetini gommati comporta diversi benefici: gli animali si coricano con più facilità, il tappetino è morbido e isola l’animale da terra, il che rende più confortevole il decubito. Il difetto del tappetino in gomma sta nel fatto che si riduce l’area a disposizione della percolazione (anche del 30%), quindi la superficie è meno pulita; tuttavia è possibile trovare tappetini di forma adeguata per ridurre questo problema. In un altro studio condotto da Cozzi in tre allevamenti veneti, con osservazioni dirette su migliaia di capi, si è cercato di mettere in relazione il comportamento, la pulizia, i trattamenti, le riforme, le performance di accrescimento e le condizioni degli unghioni a fine ciclo. «Il comportamento è risultato essere completamente diverso su tappetino»: gli animali erano anche più veloci nel coricarsi, impiegavano meno tentativi ad assumere la posizione di decubito e le posture anomale come quella “a cane seduto” erano completamente scomparse. I bovini non apparivano più nervosi. Trascorrevano anche tempo in stazione esplorando l’ambiente, come è normale che sia. Mettevano in atto i tipici comportamenti dei giovani maschi: compivano più monte, più inseguimenti e più scontri. E, nonostante tutto, grazie ai tappetini, i trattamenti per problematiche articolari si erano ridotti addirittura a 8 volte meno che su grigliato e si registravano ovviamente meno perdite. Risultati notevoli anche per quanto riguarda l’accrescimento: in presenza di tappeto, si avevano 70 g/capo/giorno in più rispetto al gruppo sul grigliato. «Dobbiamo valutare questo incremento ponderale sulla massa totale: su un ciclo completo significano 1.470 kg di accrescimento in più, equivalente a due capi. E poiché con il tappetino si riducono anche le perdite di animali per riforme anticipate, alla fine in un anno si hanno costi ridotti e una resa equivalente alla presenza di 4 capi di più». Unica criticità individuata da Cozzi nei gruppi allevati su tappetino: proprio a causa della sua natura non abrasiva, con questo fondo, a fine ciclo, i bovini presentavano con maggior incidenza un aumento delle dimensioni e dell’allungamento degli unghioni. «Ma per le nostre realtà, in cui il ciclo è di circa 8 mesi, non c’è abbastanza tempo perché questo diventi un problema». E poi è facilmente ovviabile lasciando una zona priva di tappetino.
Giulia Mauri

 

Altre notizie

 

Regione Sardegna rilancia il settore suinicolo

La legge per la valorizzazione della suinicoltura è stata approvata all’unanimità, durante il consiglio regionale, il 24 luglio 2018. Dopo 4 anni di lavoro dell’Unità di Progetto, creata nel 2014 per sconfiggere la peste suina africana, il numero di focolai è drasticamente calato. Sostanzialmente la legge prevede la distinzione tra allevamenti familiari, ristretti ad un massimo di 4 capi a famiglia, e allevamenti di carattere professionale, dove si prevede l’ingrasso dei capi allevati e anche la vendita. Il patrimonio suinicolo in Sardegna conta 169.000 suini e non soddisfa il mercato interno: nel 1976 i capi erano 300.000. La legge ha 25 articoli tra i quali si descrivono: ruolo delle organizzazioni professionali agricole, denominazione e marchio di qualità, termini per la macellazione, biosicurezza, formazione, aggiornamento e professionalizzazione degli addetti, tracciabilità, selezione razze sarde, ecc… (fonte: consiglio.regione.sardegna.it).

 

Didascalia: la copertura della pavimentazione grigliata con tappetini gommati comporta diversi benefici: gli animali si coricano con più facilità, il tappetino è morbido e isola l’animale da terra, il che rende più confortevole il decubito.

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