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Eurocarni nr. 10, 2018

Rubrica: Indagini
Articolo di Ballarini G.
(Articolo di pagina 84)

Vegetariani, realtà e non propaganda

Vegetariani e vegani: se ne parla tanto, ma quanti sono? Percentuali, stime e informazioni sono quanto mai insufficienti, con risultati divergenti. Ed è difficile fidarsi dei sondaggi

Il vegetarianismo o vegetarismo o vegetarianesimo nell’alimentazione umana designa la limitazione o l’esclusione di parte o del totale degli alimenti di origine animale per motivazioni etiche, religiose, igieniche o salutistiche, con diete in prevalenza basate su alimenti di origine vegetale; in generale sono ammessi il latte, le uova e il pesce. Il veganesimo o veganismo è invece un movimento che propone l’adozione di uno stile di vita che rifiuta ogni alimento e oggetto (pelli, pellicce, ecc…) proveniente dal mondo animale. Se di vegetariani e vegani spesso si parla e si scrive, quante sono le persone che nella loro alimentazione seguono uno stile di vita che rifiuta la carne? E le statistiche che sempre più spesso compaiono sulla stampa, e ancor più sui media, soprattutto su internet, che valore hanno?

 

Vegetariani e vegani nel mondo
Variegati e difformi sono i dati sulla presenza dei vegetariani e vegani. Negli USA, la Public Policy Polling ritiene che il 13% della popolazione segua una dieta vegana o vegetariana; in Australia la Roy Morgan Research riferisce che, nel 2016, l’11,2% della popolazione seguiva queste diete. In America Latina si hanno dati assenti o eterogenei e in Brasile il Brazilian Institute of Public Opinion and Statistics registra un 8% della popolazione con dieta vegetariana, ma vi sono centri dove la dieta vegetariana non è seguita e centri dove supera il 14%. In Europa grande è la disparità dei dati. In Finlandia, secondo una stima, solo il 6% della popolazione locale è vegetariana, ma secondo un’altra indagine (2014) il 10% della popolazione di età compresa tra 25 e 34 anni segue una dieta vegetariana di tipo “pescetariano” e, se si esclude anche il pesce, si scende al 3%. La Francia non è molto vegetariana; qualche anno fa la carne è stata imposta nei menù delle mense scolastiche del Paese e nel 2011-2012 la dieta vegetariana era seguita da solo il 2% della popolazione. In Germania l’Institut Produkt und Markt stima che il 9% della popolazione segua una dieta vegetariana, mentre in Olanda si ritiene che non mangi carne il 4,5% della popolazione. L’Associazione olandese per il veganismo reputa che sia vegano circa lo 0,1% della popolazione. In Spagna, nel 2002, vi sarebbe stato il 3,2% di vegani, ma successivamente l’Asociaciòn Vegana ha portato i vegani al 4,4%. In Austria, secondo un sondaggio dell’ISEF, i vegetariani sarebbero il 9% della popolazione (anno 2013). Nel Regno Unito mancano le statistiche e un sondaggio DEFRA suggerisce che nel 2007 i vegani fossero il 2,2% della popolazione, mentre la Food Standards Agency (2004) parla di stime molto inferiori (0,5%) e gli organizzatori del VegFeswt UK 2013 pensano a un milione di consumatori vegani sottolineando però che, a livello commerciale, c’è poca differenza tra chi fa acquisti vegani essendolo o no. La Polonia sarebbe il paese più vegetariano d’Europa perché, secondo una stima del Global Market Research & Market Insight (2017), il 15% della popolazione polacca segue una dieta vegetariana o vegana con Varsavia al terzo posto delle Top Cities Vegan, la classifica delle città più vegane del mondo pubblicata dal sito Happy Cow (Top Vegan Cities In The World, www.happycow.net). L’Italia è tra i Paesi più in vista quando si parla di dieta vegetariana e vegana e l’istituto di ricerca Eurispes segnala una percentuale altalenante di anno in anno (Tabella 1), con una sostanziale fluttuazione tra le varie tipologie di alimentazione e un’alternanza tra veganismo e vegetarianismo che è attribuita a un carattere talvolta transitorio della scelta vegana. Ad influenzare quest’alternanza o la transitorietà dell’essere vegani si incolpa anche la difficoltà nel reperire alternative alimentari prive di latticini e derivati animali quando si è fuori casa e si deve optare per un pasto veloce. Ma sarà vero? A spingere verso l’essere vegani o vegetariani sono per lo più mo­tivazioni legate alla salute personale (38,5%) o alla tutela degli animali (20,5%) o, in misura minore (14,1%), a scelte filosofiche di vita e alla qualità del cibo riducendone la quantità e aumentandone al contempo la qualità. Vi è poi chi pensa che le diete vegana o vegetariana possano aiutare l’ambiente (3,8%) e nella stessa percentuale (3,8%) chi vi si è avvicinato solo per curiosità. In aggiunta, e malgrado le possibili motivazioni dichiarate degli intervistati, circa il 20% degli Italiani considera i vegani dei fanatici o degli integralisti. Ma questi dati quanto sono attendibili?

 

Un problema di metodo
Le stime sugli stili alimentari (in particolare quelle relative a vegetarianesimo e veganesimo) sono molto complesse, soprattutto quando si basano su sondaggi che in generale riguardano un limitato numero di consumatori (da uno o due migliaia al massimo) che si vorrebbe aver scelto in modo da rappresentare tutti i consumatori di una nazione o di un complesso di nazioni come può essere l’Europa. Inoltre, un metodo scientifico di misura quale dovrebbe essere il sondaggio deve rispondere a due imprescindibili caratteri: specificità dell’oggetto da misurare e precisione della misura ottenuta.
Chi sono i vegetariani e i vegani rilevati nei sondaggi (non solo in base ai cibi che dichiarano di utilizzare, ma anche in relazione alla costanza e alla durata d’uso)? Per esempio, è vegetariano chi segue le regole solo da poco tempo o chi si concede delle inosservanze in diverse occasioni, fino a considerare talune carni bianche simili al pesce? Quale affidamento dare ad auto-dichiarazioni non controllate? Un’indagine dice che più di un terzo dei vegetariani del Regno Unito mangia carne dopo aver bevuto più del normale, ma il 69% di loro non lo confessa. Il sondaggio, condotto dalla VoucherCodesPro, ha coinvolto 1.789 vegetariani inglesi e ha rivelato che oltre un terzo ha mangiato carne dopo essersi ubriacato fuori casa. Secondo The Telegraph (27-02-2018) il kebab sarebbe la scelta più frequente, seguito da hamburger, pancetta, pollo fritto e salumi. Ma i risultati ottenuti non sono mai accompagnati dall’indicazione della variabilità che dipende da diversi fattori, tra i quali la dimensione del campione esaminato (quasi sempre molto limitato) e la metodologia del rilievo (colloquio diretto, formulario, abboccamento telefonico, ecc…). Va rilevato insomma che i risultati diffusi dai mezzi d’informazione sono molto approssimativi perché falsati dagli stessi intervistati che hanno idee diverse sul loro essere vegetariani o vegani. Inoltre, ogni campione, anche per la sua dimensione, ha una limitata rappresentatività se basato solo sull’età, il grado d’istruzione e il censo senza considerare altri elementi socio-economici più importanti per gli stili alimentari. Questi elementi spiegano la diversità dei risultati che si hanno tra i sondaggi effettuati da diversi ricercatori e quelli ottenuti dagli stessi ricercatori in anni tra loro molto vicini, mentre è noto che i costumi alimentari non hanno cambiamenti rapidissimi. Per di più alcuni sondaggi considerano distinti vegetariani e vegani, altri invece li assommano, senza dimenticare le notevoli differenze che vi sono nell’ambito di uno stesso territorio; ad esempio il Brazilian Institute of Public Opinion and Statistics registra che l’8% della popolazione segue una dieta vegetariana, ma vi sono centri dove la dieta non è seguita affatto e centri dove supera il 14%. Significativo il fatto che la variabilità dei Rapporti Italia Eurispes riguardanti i vegani possa benissimo essere compresa nell’ambito di quella statistica, peraltro non denunciata. Cadrebbero di conseguenza tutte le ipotesi che sono state avanzate e sopra indicate. Da tutto ciò si deduce che gran parte dei dati comunicati dalla stampa e dagli altri mezzi di comunicazione, oltre a denunciare che esistono vegetariani e vegani, non danno risultati attendibili sulla loro numerosità. Anche per i consumi di alimenti vegetariani e vegani vale quanto recita Trilussa in un suo sonetto sulla statistica e, ripetendo un detto attribuito all’Araba Fenice applicato ai vegetariani e vegani, verrebbe da dire “Che vi sian ognun lo dice / Quanti sian nessun lo sa”.

 

Vegetariani/vegani apparenti
Secondo alcuni ricercatori, gli Italiani sembrerebbero essere dei vegetariani apparenti e parziali. Più precisamente, i vegani veri o autentici, aderenti alla filosofia vegana, sarebbero una minoranza (circa 1%), e anche i vegetariani non sarebbero moltissimi (attorno al 5%, considerando una sia pur minima variabilità statistica); anzi, gli Italiani risulterebbero particolarmente ondivaghi, cioè vegetariani solo per brevi periodi di tempo. Dati in apparente contrasto con quelli in crescita relativi al mercato nazionale di alimenti vegetariani e vegani: circa il 40% delle famiglie consumerebbe infatti questi prodotti (dati Nielsen), con un giro d’affari che nel 2016 ha toccato i 357 milioni di euro di fatturato nella Grande Distribuzione. A cosa è dovuto questo fatturato? Probabilmente al fatto che l’accresciuta attenzione benessere e salute (Rapporto Coop 2016) li porta a modificare il carrello della spesa indirizzandosi verso alimenti mangiati dai vegetariani meno rigidi (pesce, uova e carni bianche) e, soprattutto, verso i latticini, formaggi, yogurt e latti fermentati.

 

Sondaggi, previsioni e propaganda
Sondaggi dai quali si ottengono risultati poco chiari (se non inaffidabili) sono sempre più diffusi ed esistono anche i sondaggi remunerati, per i quali, più che l’uso scientifico, prevale quello propagandistico. Per questo gli animalisti attivisti non devono brindare alla vittoria interpretando supposti trend di consumo vegano come un segnale crescente di diffusione di quella filosofia e lasciando intendere che tra 20-30 anni non mangeremo più carne. Questa si chiama propaganda mentre noi continueremo invece ad alimentarci tenendo ben presente la nostra salute.
Prof. Em. Giovanni Ballarini
Università degli Studi di Parma

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