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Eurocarni nr. 8, 2017

Rubrica: Convegni
(Articolo di pagina 88)

Dagli allevatori italiani un messaggio positivo e trasparente ai consumatori

La Tavola Rotonda che si è tenuta a Roma lo scorso 21 giugno 2017 sul tema “L’allevatore tra etica e salute” ha evidenziato le garanzie fornite dall’allevamento nazionale, che produce elevati standard di sicurezza alimentare nel rispetto del benessere animale

Un messaggio positivo e trasparente ai consumatori ed alla società civile è emerso dalla tavola rotonda sul tema “L’allevatore tra etica e salute” che l’AIA-Associazione Italiana Allevatori ha organizzato lo scorso 21 giugno 2017 a Roma, nella Sala del Tempio di Adriano, sede della Camera di Commercio. «I cittadini-consumatori non hanno nulla da temere» ha affermato il presidente di AIA Roberto Nocentini introducendo i lavori. «Tutti devono sapere che gli allevatori appartenenti al nostro circuito sono impegnati ogni giorno, e lo saranno sempre di più, nel fornire prodotti sani e salubri, tesi a garantire i più elevati livelli di sicurezza alimentare e realizzati nel rispetto del benessere animale e della sostenibilità ambientale».
L’AIA, da più di 70 anni impegnata, assieme alle sue associate di razza e specie ed a quelle di livello territoriale, a contribuire al miglioramento genetico, alla conservazione e valorizzazione del patrimonio zootecnico nazionale, unico per varietà e biodiversità, ha nella fase dell’agricoltura 2.0 anche la mission di comunicare quali sono i vantaggi che saranno apportati dall’avvento dell’era della genomica e della “zootecnia di precisione”. Per farlo, ha scelto di affidarsi anche al supporto di personalità di spicco del mondo scientifico e della ricerca, settore nel quale AIA è da sempre attenta nel trasferire i risultati ottenuti in campo. «Vogliamo dare un nostro contributo di verità e di conoscenza — ha affermato Nocentini — per riportare su basi serie il dibattito che ruota attorno alla figura dell’allevatore come primo anello della filiera alimentare, da cui traggono origine i prodotti di derivazione animale che dalle aziende arriveranno alle tavole dei consumatori».
La tavola rotonda, moderata dal vicepresidente di AIA Claudio Destro, ha visto i qualificati interventi del Capo Dipartimento delle Politiche Europee, Internazionali e dello Sviluppo Rurale del Mipaaf Giuseppe Blasi, che si è soffermato anche sulle importanti novità e opportunità per gli allevatori derivanti dall’applicazione della Pac 2014-2020 e dai bandi del Psrn, che rappresenteranno una stagione nuova per le attività di tutela e sviluppo del patrimonio zootecnico nazionale. «Il futuro della zootecnia italiana passa dal benessere animale. Di questa potenzialità si stanno accorgendo in tanti, ad esempio nei messaggi di tipo commerciale».
Il professor Umberto Agrimi, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare-Istituto Superiore di Sanità, ha sviluppato i temi della sicurezza alimentare. «L’Italia, in questo campo — ha detto — si posiziona molto bene anche in Europa, poiché da noi c’è una maggior cultura del cibo e del mangiar bene. Il settore alimentare è estremamente globalizzato ed è governato a livello europeo dal cosiddetto Pacchetto igiene. Stiamo sviluppando il concetto One health che coinvolge sia la sanità animale che la salute umana e c’è da dire che il nostro Paese sta dando risposte importanti perché garantisce un approccio di filiera».
Significativo, proprio per l’estensione del tema dell’incontro sull’etica, il contributo del segretario generale dell’Università Pontificia Lateranense Mons. Roberto De Odorico, che si è richiamato al rapporto tra uomo ed animali che è stato già codificato, più di duemila anni fa, nelle Sacre Scritture, comuni alle religioni cristiana ed ebraica, riportato nel libro della Genesi. «L’immagine dell’uomo, e degli animali, descritta nella Genesi, è ancora molto attuale: ma è importante sottolineare anche il ritmo poetico che vi si trova, che scandisce il tempo delle giornate in rapporto a quello della Natura, alla quale agricoltori ed allevatori sono così vicini e ne rispettano l’andamento. Un valore che va recuperato, soprattutto dalle giovani generazioni, spesso fuorviate dalla frenesia del tutto e subito».
Francesco Riva, direttore UOC Chirurgia Odontostomatologica del Policlinico Umberto I di Roma, ha fornito interessanti indicazioni sulle potenzialità, anche in campo medico scientifico, del promuovere una comunicazione che sia più “etica”, soprattutto quando qualcuno tenta di indirizzare le persone a cambiare regime alimentare. «Se la popolazione italiana è ai vertici mondiali in quanto a salute e qualità della vita, è perché evidentemente le nostre scelte nutrizionali sono corrette. Merito va dato anche agli allevatori italiani ed al loro lavoro. Per cui ritengo giusto alzare la testa contro chi ne parla male».
Al dibattito ha dato il suo con­tributo il responsabile Area Economica di Coldiretti Gianluca Lelli, che, nel ringraziare gli organizzatori, ha dato atto al nostro Paese di essere «il più diverso al mondo in quanto a qualità dell’alimentazione, per il livello della sua organizzazione allevatoriale e perché si è dato il giusto valore alle imprese. Le potenzialità ancora da sfruttare riguardano le aree interne e marginali».
In sala, tra gli intervenuti, il direttore Assocarni François Tomei, il dirigente della Direzione Generale dello Sviluppo Rurale del Mipaaf Francesco Bongiovanni, il consigliere della Camera di Commercio di Roma Aldo Mattia, rappresentanti della stampa di settore e specializzata, presidenti e direttori delle associate di razza e specie e territoriali del Sistema Allevatori, tecnici ed allevatori.
L’incontro rientra nel pacchetto delle attività di divulgazione che vanno sotto il nome di Stalle Aperte, promosse per informare in assoluta trasparenza i consumatori e le famiglie sul “nuovo corso” degli allevamenti italiani. Tra gli esempi concreti, l’avvio di recente del disciplinare denominato “Latte del Benessere”, uno strumento aggiuntivo, derivante dall’importante massa di dati prodotta con l’attività dei controlli funzionali, per evidenziare lo stato di salute delle bovine in allevamento, dall’intera mandria fino al singolo animale.


(Fonte: AIA Associazione Italiana Allevatori, www.aia.it)

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