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Eurocarni nr. 8, 2017

Rubrica: Comunicare la carne
Articolo di Benedetti E.
(Articolo di pagina 26)

Oltre la filiera? C’è la comunità

Benvenuti nel grocery store più stiloso di San Francisco, dove ogni prodotto è raccontato in una narrazione retail che connette tutti: clienti, produttori e staff. E dove si invita a mangiare carne responsabilmente

Il grocery store del futuro? Forse c’è già ed è a San Francisco, la capitale californiana della tech economy, quell’incubatore metropolitano di attività e progetti che anticipa sempre le tendenze, dall’uso delle tecnologie agli stili di vita. Questo piccolo food market si chiama Bi-Rite, che suona un po’ come “mangia in modo giusto”.
Il suo proprietario è lo chef Sam Mogannam. Insieme al fratello Raphael, nel 1998 Mogannam rilevò il negozio di alimentari della famiglia nel quartiere della Mission, iniziando a proporre prodotti rigorosamente locali. Da allora il business è aumentato a due punti vendita frequentatissimi dalla tech people che di giorno lavora nella Silicon Valley, quella di Facebook, Microsoft, Apple e Google per intenderci, e alla sera torna in città affamata.

Più che un negozio, una comunità del food
Ma non si tratta solo di vendita al pubblico, perché Bi-Rite è un progetto di comunità del food. “Crediamo fortemente nel fatto che il cibo non sia solo nutrimento: esso unisce le persone. Ed è una nostra responsabilità costruire delle relazioni che abbiano significato con i componenti della nostra famiglia estesa. Il cibo che prepariamo e vendiamo nei nostri negozi mette in connessione il nostro staff con i clienti, i produttori con cui collaboriamo e l’ambiente. In questo modo creiamo la nostra comunità attraverso il cibo” scrive Sam Mogannam su biritemarket.com. La superficie di Bi-Rite è molto contenuta, con la parte destinata alla vendita di soli 140 m2 sui quali si concentrano 4.000 prodotti in gran parte biologici.
Si entra con il freschissimo, frutta e verdura, fiori e un piccolo banco di gelati artigianali. Si passa quindi ai formaggi, che contano un’ampia scelta di prodotti anche francesi e italiani, al banco macelleria, con pollame e carni rigorosamente bio, tagli per il barbecue, salsiccia artigianale, maiale e agnello. Non c’è traccia di vitello o equino.
Proseguendo, si arriva ai banchi refrigerati a scaffale che contengono salumi locali, bistecche sottovuoto già marinate pronte da cuocere (l’unica sorta di preparati di carne), macinato porzionato e confezionato, latticini e tutto il secco (pasta e biscotti, scatolame, vino, tè e tisane), oltre ad un piccolo corner per i prodotti di igiene personale e la casa. Alla cassa 6 addetti un po’ hipster.
Il banco carni è il reparto nel quale la comunicazione è più curata e accentuata: in grande evidenza l’indicazione della provenienza locale, da allevamenti che bandiscono tanto gli ormoni della crescita quanto gli antibiotici. La carne va mangiata così, scrivono: in poca quantità ma buona e c’è l’invito a fare una scelta di acquisto sostenibile.
La vetrina è abbastanza spartana nella disposizione dei tagli ma la carne è raccontata bene. Le macellerie negli Stati Uniti sono una rarità e un canale di vendita per pochi. I preparati di carne, da noi importantissimi per il servizio offerto alla clientela, qui sono praticamente insistenti fatto salvo qualche hamburger e salsiccia. C’è invece un’area attrezzata con cucina che produce ogni giorno piatti pronti, per una sorta di gastronomia cosmopolita qual è la matrice internazionale degli abitanti di questa città.
Il prodotto è quindi offerto già cotto, solo da scaldare con ampia scelta tra paste al forno, carne, pesce e verdure.
Interessante è quindi la parte di informazione che Bi-Rite costruisce intorno al prodotto, legando il cliente al produttore, in quel discorso di filiera che qui si trasforma in comunità allargata. Certo, questo grocery store ha prezzi che in Italia si potrebbero permettere in pochi. È una super nicchia dedicata ad un target di consumatori che cerca la qualità e la valenza di un prodotto sostenibile e locale. Restano però interessanti la dimensione e l’offerta dei prodotti, oltre alla formula di storytelling che c’è alla sua base e che qui si trasmette in modo autentico.
E se i signori di Whole Foods, la super catena di supermercati appena acquistata da Amazon, sono spesso stati in visita a Bi-Rite per studiarne il format, vorrà dire che qui c’è davvero del buono!


Elena Benedetti



>> Link: biritemarket.com

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