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Eurocarni nr. 5, 2017

Rubrica: Libri
(Articolo di pagina 158)

Bologna ombelico di tutto

Bruno Damini
Bologna ombelico di tutto
Alla scoperta degli artigiani del buon mangiare – Ed. Minerva, Argelato (BO), 2016 – Collana: Ritratti di gusto
224 pp. – euro 16,90

 

“Bologna ombelico di tutto…” cantava, qualche tempo fa, Francesco Guccini. Così “canta” oggi la sua città, usando la scrittura, la penna, e non la voce, Bruno Damini, giornalista pubblicista, parmigiano di nascita ma bolognese d’azione. “Damini ha fatto tesoro della lezione di Piero Camporesi e Massimo Montanari introiettando il concetto che il cibo è cultura — scrive Valerio Varesi sul quotidiano la Repubblica — e che quello che compare sulla nostra tavola racconta di noi e la nostra storia e ordisce un’operazione intelligente e temeraria: presentare un libro che strizza l’occhio alla moda del buon palato editoriale il quale, appena aperto, si rivela un rosario di storie col pretesto della gastronomia. È storia materiale, guida gastronomica fra l’Artusi e la Michelin, ma anche catalogo della nostra più autentica e genuina impronta culturale”. In “Bologna ombelico di tutto. Alla scoperta degli artigiani del buon mangiare”, edito da Minerva nella collana Ritratti di gusto e recentemente presentato proprio a Bologna nella magnifica cornice del Grand Hotel Majestic, Damini traccia un percorso simbolico — e nello stesso tempo “urbanistico” — fatto di storie esemplari di donne e uomini “di ogni età che la mattina si rimboccano le maniche e lavorano il mangiare con la doppia sapienza della testa e delle mani”. Una sequenza di racconti suddivisi per argomento (“Il pane”, “La sfoglia”, “L’orto”, “Il pesce”, “La carne”, “La mortadella”, ecc…), con un utile indirizzario al termine di ogni capitolo. Dal centro storico alla periferia, montagna compresa, gli artigiani bolognesi scelti da Damini esprimono l’anima sana di Bologna e del suo territorio, quella cioè che crede “nel fare” e non nelle parvenze e dalla cui esperienza abbiamo tutti molto da imparare. Come nel caso della Favola del pane e della sfoglia delle sorelle Simili, due donne straordinarie che hanno contribuito a promuovere nel mondo la grande tradizione gastronomica bolognese, o il ritratto di Ennio Pasquini, l’originale e unico “signor Mortadella”. E ancora, i formaggi caprini di Marco Feltrin, la “gente” del Mercato del Quadrilatero o di quello delle Erbe, le mucche di Guglielmo Fontanelli, Gino Fabbri e le sue dolcezze apprezzate a livello internazionale. Bologna città del gelato ma anche del caffè (e chi l’avrebbe mai detto?, Ndr), la magia delle drogherie, la poesia del vino dei Colli, le carni della Macelleria Zivieri, Guido Fini Zarri, il distillatore di sogni, gli chef, le scuole di cucina fino all’incredibile realtà del “Teatro da mangiare”. “Se alla fine del libro avrete scoperto una città diversa — suggerisce Licia Granello nella prefazione dell’opera — aprite una bottiglia e brindate all’autore. Ne sarà felice”.

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