Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 5, 2017

Rubrica: Libri
(Articolo di pagina 156)

Le carni nell’antica Roma

Eccellenze, scandali, oscenità della cucina di Marziale

Giovanni Ballarini
A tavola con gli antichi Romani
Eccellenze, scandali, oscenità della cucina di Marziale
Il Nuovo Melangolo Ed., Genova, 2017 – Collana: Nugae
160 pp. – euro 9,00

 

Nell’antica Roma si mangiava di tutto, tanto che si può dire fosse vero il detto attribuito solitamente ad un’altra antichissima cultura (“un cinese mangia tutto quello che ha quattro gambe, meno il tavolo; tutto quello che vola, meno gli aquiloni; e tutto quello che sta in acqua, meno la barca”). Per questo una grande diversità di carni è stata a lungo presente nell’alimentazione popolare, anche italiana, soprattutto nelle campagne dove, fino alla metà del secolo passato, non si aveva timore di mangiare ricci, scoiattoli e ghiri, gatti e, in periodi di grande fame, anche ratti e topi. Una prelibatezza erano le rondini di nido, e via dicendo. Quali siano le preferenze gastronomiche dei Romani del primo secolo dell’era corrente ce lo dice il poeta Marco Valerio Marziale nel menu con il quale invita a cena Giulio Ceriale (Cenabis belle, Iuli Cerialis, apud me…., Liber undecimus, LII): “per prima cosa, per stuzzicare lo stomaco, ti sarà servita la lattuga, insieme ai filetti tagliati di porro; poi un tonno conservato, più grande di uno sgombro, ricoperto da uova accompagnate da foglie di ruta; non mancheranno uova cotte sotto uno strato di cenere. Né il formaggio rappreso nei forni del Velabro, né le olive che hanno conosciuto il freddo del Piceno. Basta per l’antipasto. Vuoi sapere il resto? Mentirò per farti venire: pesci, molluschi, tette di scrofa, uccelli grassi di cortile e di palude, che Stella serve soltanto nelle occasioni particolari”.
Marziale nei suoi epigrammi cita cibi, descrive cene familiari e opulenti banchetti che ci fanno conoscere le abitudini e i vizi dei suoi concittadini ricchi, non molto dissimili a quanto accade ancora oggi. «Molte sono le carni citate da Marziale — ci dice Giovanni Ballarini, autore del volume A tavola con gli antichi Romani. Eccellenze, scandali, oscenità della cucina di Marziale — oggi insolite se non esecrate, disprezzate e odiate o proibite. Tra le carni considerate vi sono quelle dei cigni, fenicotteri e gru, pavone, gatto, asini e onagri, ghiri, ma anche agnelli, capretti e conigli, selvaggina grande e piccola e altri animali, senza che siano state dimenticate quelle di maiale conservate».
La comparazione tra la cucina delle carni nella Roma antica e oggi è l’occasione per il professor Ballarini di affrontare in modo dialettico e spassionato gli aspetti antropologici del relativismo culturale del carnismo, partendo dall’affermazione provocatoria di Claude Lévi-Strauss che se gli animali sono i nostri fratelli, allora tutti siamo cannibali. Con quel che ne segue.
Giovanni Ballarini da oltre trent’anni studia gli aspetti culturali dell’alimentazione umana e sui quali ha pubblicato quarantaquattro libri e oltre cinquecento articoli su riviste e giornali. Professore dell’Università degli Studi di Parma, nella quale ha insegnato dal 1953 al 2003 e della quale dal 2004 è professore emerito, è stato insignito del Diploma di Medaglia d’oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte del Ministero della Pubblica Istruzione della Repubblica Italiana e dell’Ordre du Mérite Agricole della Repubblica Francese. Nel 2016 ha ricevuto il Gran Premio Internazionale per la Cultura Gastronomica dell’Académie Internationale de la Gastronomie. Svolge da tempo un’intensa attività di divulgazione sui temi dell’alimentazione.

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.