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Eurocarni nr. 4, 2017

Rubrica: AttualitĂ 
Articolo di Tomei F.
(Articolo di pagina 20)

Come diventare protagonisti della corretta informazione sulla carne

Sette euro-deputati italiani del Movimento 5 Stelle appartenenti al gruppo parlamentare di Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (EFDD), il cui presidente è Nigel Farage del Partito per l’Indipendenza del Regno Unito (sic), lo scorso dicembre hanno presentato un’interrogazione parlamentare al Commissario alla Salute Vytenis Andriukaitis per chiedere se, alla luce della classificazione IARC dei salumi come “certamente cancerogeni” e delle carni rosse come “probabilmente cancerogeni” e dato che l’Italia, a differenza di molti altri Stati Membri, non identifica la carne rossa/processata tra i fattori di rischio per il cancro, il piano di comunicazione (di 3,8 milioni di euro) del Ministero dell’Agricoltura italiano sia compatibile con il diritto dell’Unione Europea. Il Commissario alla Salute ha risposto picche.
Insomma, non è un problema della Commissione europea se l’Italia ritiene di informare i cittadini italiani su uno dei segmenti più importanti dell’agricoltura: la zootecnia. Non crediate si tratti di una caratteristica del grillismo quello di prendersela con la carne. Nient’affatto. In tutti i partiti politici di sinistra, di destra, di sopra o di sotto ritroviamo deputati animalisti (nel senso che amano il loro cane e ignorano come sia fatto un allevamento). Peccato che questi signori/e sono coloro che poi legiferano!
È iniziata il 15 marzo scorso su Rai 2 la trasmissione “Animali come noi” di Giulia Innocenzi, mentre il 27 marzo p.v. ha ripreso su Rai 3 in prima serata “ Indovina chi viene a cena” di Stefania Giannini.
Come reagire dinanzi a delle trasmissioni che raccontano storie che, benché vere, rappresentano solo una parte minoritaria dell’allevamento e della produzione di carne? Con una contro-narrazione? Non è sufficiente.
Bisogna che d’ora in avanti il nostro racconto, che magari non farà notizia e farà fatica a sedimentarsi, sia costante, quotidiano e non si arresti mai. Per fare questo non bastano le risorse dell’associazione “Carni sostenibili”, che pur tuttavia in questi anni ha prodotto un prezioso materiale scientifico e lo ha disseminato sul web.
Occorre che lo sforzo di raccontare un’altra storia sia corale, di tutta la filiera.
Per questi motivi dobbiamo costituire senza indugio una interprofessione, che attraverso la partecipazione finanziaria di tutti, abbia le risorse sufficienti per iniziare un percorso di informazione e promozione costanti, senza aspettare la manna dal cielo che non arriverà più.


François Tomei

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