Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 4, 2017

Rubrica: La pagina scientifica
Articolo di Guidi E.
(Articolo di pagina 140)

La certificazione medico-veterinaria: considerazioni sulle ultime disposizioni

Questo lavoro nasce dalla riflessio­ne quale operatore della sa­nità pubblica in merito agli atti medici che quo­tidianamente siamo chiamati ad ottemperare: le certificazioni. Il motivo è la recente pubblicazione delle Linee guida operative di certificazione per l’esportazione di animali e prodotti verso i Paesi Terzi da parte delle autorità competenti, emanata congiuntamente dalle DGISAN, la Direzione generale per l’Igiene e la Sicurezza degli alimenti e la nutrizione e la Direzio­ne generale della Sanità animale e dei farmaci veterinari in data 5 dicembre 2016. In tale documento è ben definito lo scopo e il campo di applicazione (simile ad una vera e propria pro­cedura) in cui si applica la certificazione. Nelle definizioni, riprese diligentemente dalla normativa specifica di settore, si introduce il concetto, non ben definito preceden­temente, di filiera di certificazione, inteso come insieme delle certificazioni relative all’animale o prodotto, ognuna delle quali rilasciate sulla base di quanto attestato nelle precedenti propedeutiche all’emissione del certificato ufficiale per l’esportazione (es. attestazioni sanitarie del macello, del laboratorio di sezionamento e certificazione ultima dello stabilimento di produzione ai fini dell’esportazione di prodotti a base di carne in Giappone o in USA).
Nella sezione dei modelli di certificazione viene espressamente evidenziato che sono reperibili sui siti: TRACES, attualmente richiesto anche per esportazioni carni fresche in Hong Kong (TRAde Control and Export System; webgate.ec.europa.eu/sanco/traces), o Ministero della Salute (www.salute.gov.it).

I dieci principi della certificazione
Attraverso il certificato il medico veterinario fa una “dichiarazione formale”. Per la sua importanza nell’ambito della sanità pubblica e animale, il certificato deve essere “chiaro e affidabile”. A distanza di 15 anni dall’emanazione del primo decalogo, la FVE (Federazione dei Veterinari Europei) ha stilato i nuovi dieci principi da seguire nella stesura di una certificazione veterinaria, trasmettendo alle organizzazioni nazionali aderenti il documento “FVE: 10 principles of veterinary certification”. Adottato il 22 novembre scorso, su proposta dello Statutory Body Working Group, il documento contiene dieci regole di buona pratica per il medico veterinario nel suo ruolo di professionista legalmente abilitato all’esercizio indipendente, etico e improntato alla responsabilità individuale. Eccolo di seguito:

  1. I medici veterinari devono certificare solo su questioni che rientrano nell’ambito delle loro conoscenze, che possono essere verificate e attestate personalmente o da un altro veterinario che abbia personale e diretta conoscenza delle circostanze in oggetto e che sia autorizzato a fornire il certificato.
  2. I medici veterinari non devono rilasciare un certificato che possa sollevare dubbi di conflitto di interesse.
  3. I medici veterinari non devono permettere pressioni di tipo commerciale, finanziario, o comunque idonee a compro­mettere la loro imparzialità.
  4. I certificati vanno scritti con termini semplici e facili da comprendere.
  5. I certificati non devono contenere parole o frasi che si prestano a più di una interpretazione.
  6. Un buon certificato ha due caratteristiche:
  7. è redatto su un solo foglio e, qualora sia necessario utilizzare più di una pagina, deve essere prodotto in modo che le due o più pagine necessarie siano parti di un tutto integrato, unico e indivisibile;
  8. è rilasciato con numerazione univoca e una copia deve essere trattenuta dall’emittente o dall’ente/ditta/istituzione di appartenenza.
  9. I medici veterinari devono firmare solo i certificati scritti in una lingua che sono in grado di comprendere.
  10. I certificati devono chiaramente identificare i soggetti della certificazione.

I medici veterinari devono firmare solo certificati in originale. È possibile il rilascio di un duplicato (marcato come tale) quando richiesto da disposizioni ufficiali o di legge.
All’atto della firma, i medici veterinari devono assicurarsi che il certificato soddisfi i seguenti requisiti:

  • la firma sia leggibile;
  • il certificato non rechi solo la firma ma anche — a chiare lettere — il nominativo, la qualifica, l’indirizzo e (quando è il caso) il timbro ufficiale o d’esercizio;
  • la data del certificato deve coincidere con la data di firma ed emissione e (quando è il caso) con la scadenza di validità;
  • nessuna parte del certificato deve avere spazi in bianco che possano essere successivamente completati da persone diverse dal medico veterinario;
  • sul certificato non devono esserci cancellature o alterazioni diverse da quelle apportate e timbrate dal veterinario certificatore.

Si riportano nei box gli estratti delle Linee guida dell’OIE (Organizzazione mondiale della Sanità animale) e della FVE.


Emanuele Guidi

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