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Eurocarni nr. 3, 2017

Rubrica: La pagina scientifica
Articolo di Piscopo A.
(Articolo di pagina 126)

La carne: un interruttore che aziona il cervello

Tutte le attività dell’organismo sono collegate al cervello: lavorare, studiare, mantenere la concentrazione, essere lucidi e svegli, ricordare… Per avere buone prestazioni intellettive e mentali, dall’apprendimento alla memoria, la prima regola è prestare attenzione a cosa mangiamo. Dovendo scegliere cibi in base alla funzionalità connessa alla chimica nutrizionale, bisogna ammettere che alcuni nutrienti incidono più di altri sull’abilità cognitiva nelle varie fasi evolutive dell’uomo (donne in gravidanza, bambini, giovani, anziani). I principali alleati dell’uomo in questo senso sono da sempre i cibi di origine animale i quali forniscono i nutrienti essenziali per il corretto sviluppo del cervello. Ne prendiamo in considerazione alcuni.

La vitamina B12 e la vitamina E
Le troviamo negli alimenti di origine animale, in particolare nella carne rossa. Una prolungata carenza di vitamina B12, ad esempio, ha effetti sul funzionamento cognitivo di adolescenti che hanno consumato una dieta macrobiotica fino all’età di 6 anni, rispetto a ragazzi della stessa età che seguivano una dieta onnivora. Studi in tal senso hanno evidenziato che i primi presentavano livelli più bassi di intelligenza fluida, capacità spaziale e memoria a breve termine rispetto agli altri.

Zinco
La chimica nutrizionale dello zinco è essenziale per il cervello, contribuendo a migliorare l’azione neuronale dell’ippocampo, rafforzando la memoria e di conseguenza l’abilità cognitiva: l’elemento si trova infatti in alte concentrazioni nelle vescicole sinaptiche dei neuroni dell’ippocampo che sono direttamente coinvolti nel centro di apprendimento e della memoria. Lo zinco si accumula nei tessuti cerebrali, si trova pure all’interno delle cellule dei muscoli, ossa, pelle e fegato, nei capelli, nello sperma e in minima percentuale nel plasma e nei globuli bianchi. Queste riserve non sono facilmente utilizzabili e occorre quindi assumerlo con la dieta, nelle quantità necessarie per soddisfare il fabbisogno dell’organismo. Lo zinco contenuto nella carne si assorbe di più rispetto a quello contenuto nei vegetali e ha un’azione fondamentale nella neurogenesi, la maturazione e la migrazione dei neuroni, oltre alla formazione delle sinapsi.

Ferro
Come per lo zinco, il ferro contenuto nella carne (ferro eme) si assorbe di più del ferro (non eme) presente nelle verdure e nei cereali. La carenza di ferro è spesso causa di scarsi livelli di concentrazione che si traducono in scarsi risultati per soggetti in età scolare. L’azione del ferro favorisce diversi meccanismi enzimatici del cervello, tra cui quelli che riguardano la produzione di energia, la sintesi del recettore della dopamina, la mielinizzazione delle cellule nervose e la regolazione della sua crescita. Il ferro eminico è più biodisponibile e per questo più facilmente assorbito dall’intestino, mentre la percentuale contenuta nei vegetali, a causa dell legame con alcune sostanze come i fitati, viene assorbito più difficilmente a livello intestinale.

Pulsanti molecolari e carne
Una sana alimentazione è il punto di partenza per la salvaguardia della nostra salute. Gli stili di vita scorretti in cucina influiscono negativamente sul nostro stato di salute e la longevità in generale. Introdurre più cibo, e quindi più calorie, porterebbe addirittura ad un invecchiamento generale dell’organismo, in particolar modo ad un invecchiamento precoce del cervello. Un gruppo di ricercatori dell’Università Cattolica di Roma ha ulteriormente messo in evidenza questo concetto attraverso uno studio, pubblicato sulla rivista PNASUSA1, condotto all’individuazione di una molecola anti-invecchiamento chiamata Creb1 che funziona come un pulsante molecolare il quale agisce attivamente o negativamente (fase on/off) a seconda del grado di calorie introdotte giornalmente con la dieta. Creb1 influisce attivamente (fase on) quando viene imposta una dieta a basso contenuto calorico comportandosi da stimolatore di altri geni pro-longevità importanti per il buon funzionamento del cervello, mentre agisce negativamente (fase off) se la dieta è ipercalorica, con tendenza dei soggetti al sovrappeso (per un approfondimento si veda di Piscopo A., Carne e pesce alla base di un miglior funzionamento del cervello per combattere obesità, diabete e Alzheimer, in Eurocarni n. 9/2013).
È mia convinzione che la carne sia il maggior conduttore di energia del nostro organismo e per queste sue proprietà, non può e non deve mancare in una dieta sana ed equilibrata. La sua azione si innesca attraverso un meccanismo molecolare ad intermittenza: agisce quindi come una sorta di interruttore che si accende o si spegne se la carne viene assunta dall’organismo o se esso ne viene privato. Sono inoltre da abbandonare le preoccupazioni che consideravano la carne come un nutriente ad alto contenuto calorico, in quanto, da quasi un trentennio a questa parte, i progressi dell’industria delle carni, che orienta i propri sforzi su una zootecnia moderna e su nuove tecniche di macellazione, hanno portato a produrre carne magra, con una riduzione della presenza di grasso fino al 30%.


Dott. Alfonso Piscopo
Dirigente Veterinario Azienda Sanitaria Provinciale Agrigento
Veterinario del Servizio Sanitario Nazionale

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