Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 3, 2017

Rubrica: La pagina scientifica
(Articolo di pagina 124)

È tempo di ridurre, rimpiazzare e ripensare l’uso degli antimicrobici negli animali

Ridurre l’uso degli antimicrobici negli animali da reddito, sostituirli ove possibile e ripensare il sistema di produzione del bestiame è fondamentale per il futuro della salute animale e di quella pubblica. La resistenza agli antimicrobici (AMR) è uno dei problemi di salute pubblica più pressanti al mondo e l’uso degli antimicrobici negli animali contribuisce al problema. Limitarne l’uso al minimo necessario è dunque cruciale per curare le malattie infettive negli animali.

La posizione di EFSA e EMA
Gli esperti dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) hanno esaminato le misure adottate nell’Unione Europea per ridurre l’uso degli antimicrobici negli animali sottolineando che non esiste una soluzione universale.
Le strategie risultate di successo si basano su un approccio integrato e poliedrico che tiene conto dei locali sistemi di produzione del bestiame e coinvolge tutti i soggetti interessati, dai governi agli agricoltori. «È chiaro che le strategie già disponibili possono essere attuate immediatamente e avranno un effetto positivo sui livelli di resistenza agli antimicrobici. Vi è però necessità di soluzioni innovative: dobbiamo trovare modi alterna­tivi per prevenire e curare le infezioni batteriche negli animali», afferma il direttore esecutivo dell’EFSA, il dottor Bernhard Url.
«Ci sono solo pochi antibiotici nuovi in fase di sviluppo, quindi quelli già disponibili devono essere utilizzati in modo responsabile, sia nell’uomo sia negli animali. La raccolta di dati sulla resistenza agli antimicrobici e sul consumo di antibiotici è la chiave per mettere in atto misure efficaci per controllare l’AMR e mantenere l’efficacia degli antimicrobici a beneficio della salute pubblica e degli animali», ha dichiarato in proposito il professor Guido Rasi, direttore esecutivo dell’EMA.

Le misure
Le strategie di controllo che sono state fattori importanti di cambiamento comprendono la definizione di obiettivi nazionali per ridurre l’uso degli antimicrobici.
L’uso degli antimicrobici negli animali deve essere ridotto al minimo necessario per curare le malattie infettive. Tranne in casi eccezionali, il loro uso per prevenire tali malattie dovrebbe essere gradualmente abbandonato a favore di misure alternative.
Gli antimicrobici di importanza fondamentale in medicina umana vanno usati negli animali solo come estremo rimedio. Le alternative agli antimicrobici che hanno dimostrato di migliorare la salute degli animali, e quindi ridurre la necessità di usare antimicrobici, comprendono vaccini, probiotici, prebiotici, batteriofagi e acidi organici.

Ridurre l’uso degli antimicrobici e trovare alternative non basta…
Occorre ripensare il sistema zootecnico con l’attuazione di pratiche di allevamento che impediscano l’introduzione e la diffusione della malattia negli allevamenti, prendendo in considerazione sistemi alternativi che siano fattibili anche con un uso ridotto degli antimicrobici. Educazione e sensibilizzazione alla questione AMR devono essere attuate a tutti i livelli della società, ma in particolare tra veterinari e allevatori.

Quali gli effetti su animali e cibi?
Gli esperti hanno concluso che è ragionevole supporre che la riduzione dell’uso degli antimicrobici negli animali da produzione alimentare si tradurrebbe in una generale diminuzione della resistenza agli antimicrobici nei batteri che essi portano e nei prodotti alimentari da essi derivati. Tuttavia, non sono riusciti a quantificare l’effetto delle singole misure di riduzione o delle alternative agli antimicrobici sui livelli di resistenza agli antimicrobici negli animali da produzione alimentare e nei cibi, a causa della carenza di dati.

Prossime tappe
A breve l’EFSA e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) pubblicheranno il loro annuale rapporto sui livelli di resistenza agli antimicrobici in alimenti, animali ed esseri umani in tutta la UE. EFSA, EMA ed ECDC stanno anche lavorando a un rapporto che valuterà il nesso tra consumo di antimicrobici e sviluppo di resistenza nei batteri presenti in animali e uomo, la cui pubblicazione è prevista per la fine di luglio di quest’anno. Entro la fine del 2017 le tre agenzie proporranno un elenco di indici che consentano ai gestori del rischio di monitorare la riduzione della resistenza agli antimicrobici e il loro impiego negli esseri umani, negli animali da reddito e negli alimenti.


(Fonte: EFSA - www.efsa.europa.eu)

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.