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Eurocarni nr. 12, 2016

Rubrica: Marketing
(Articolo di pagina 42)

E tu di che gusto sei?

Gli Chef Matteo Fronduti, Diego Rossi e Misha Sukyas firmano tre ricette per l’Agnello Gallese IGP. L’obiettivo è di stimolare il consumo di una carne dalle grandi proprietà nutritive e molto versatile in cucina

Ricetta di sicuro successo: prendete tre giovani chef che amano (e sanno) esaltare il sapore degli ingredienti e una materia prima di grande qualità. Il risultato saranno tre ricette uniche per abbinamenti, gusto e tradizione. È questo, in sintesi, il progetto di “E tu di che gusto sei? Ricettario di agnello gallese”, che ha visto coinvolti HCC-Meat Promotion Wales, l’ente che promuove le carni rosse gallesi in Italia, e tre fra i più rinomati chef milanesi — Matteo Fronduti, Diego Rossi e Misha Sukyas — i quali hanno dato la loro personale versione del Welsh lamb Igp, la pregiata carne ovina gallese, fiore all’occhiello del settore zootecnico d’Oltremanica. Le tre ricette scelte per il ricettario sono state realizzate partendo da un diverso taglio di carne presente sul mercato italiano — coscia, spalla e costolette — con l’obiettivo di suggerire al consumatore una diversa metodologia di cottura e di accostamento degli ingredienti. «In Italia, soprattutto in alcune regioni, l’agnello si mangia poco e lo si cucina sempre allo stesso modo, per lo più sotto forma di costolette alla brace», afferma Jeff Martin, responsabile HCC Italia. «La carne di agnello, al contrario, è molto versatile. Grazie alla collaborazione con questi chef, si scopre che l’agnello si esalta con le spezie, che è adatto alle cotture in forno, così come a quelle più “rapide” in padella». Un prodotto, dunque, che si adatta ai gusti e alle stagioni e che lascia spazio alla fantasia in cucina perché è anche facile da preparare. Non da ultimo, l’agnello può essere una valida alternativa alle altre carni comunemente consumate nella dieta quotidiana: è ricco di minerali quali ferro, zinco, vitamine del gruppo B ed è consigliato nell’alimentazione dei bambini perché ha una bassa allergenicità ed è altamente digeribile.
Matteo Fronduti del ristorante Manna ha proposto la Coscia di agnello gallese Igp accostata al rabarbaro, alle ciliegie affumicate e all’erba ostrica; Diego Rossi della Trattoria Trippa ha presentato la sua Spalla arrosto di agnello gallese Igp con un’insalata di ricotta di pecora, barattiere e ciliegie; Misha Sukyas di Puzzle ha esplorato il mondo delle contaminazioni con Il Prato Gallese, ricetta che abbina le costolette alle spezie e al calamaro. Oltre al piatto presente nel ricettario, gli chef hanno avuto la possibilità di sperimentare altre ricette utilizzando ulteriori tagli d’agnello gallese. Queste sono solo alcune delle portate che gli chef hanno servito durante gli incontri con la stampa: Fregola in brodo di agnello gallese e cozze e cinque spezie cinesi e Carpaccio di agnello gallese con salsa shangainese (Sukyas); Pancia di agnello gallese, salsa bbq e patate al forno e Maccheroni cacio, pepe e rognone di agnello gallese (Fronduti); Risotto al limone, rognoncini di agnello gallese al marsala e maggiorana e Reale di agnello gallese arrosto al cardamomo (Rossi).

Da oltre 10 anni la carne d’agnello gallese Igp delizia i palati degli intenditori italiani
Molto gradita per il suo gusto dolce, per la freschezza e la tenerezza dei tagli, oggi la carne d’agnello gallese Igp conferma anche la sua grande versatilità. Un atout che permette il consumo di questo prodotto in diversi momenti ma che tiene assolutamente conto del ciclo naturale di crescita degli animali. La stagionalità, infatti, rappresenta un motivo di vanto per questo prodotto: in Galles gli agnelli crescono in totale libertà in pascoli verdi e puliti e si cibano di erba seguendo l’andamento delle stagioni, per questo le esportazioni di carne ovina gallese sono più massicce da giugno a gennaio.
I suoi diversi tagli, confezionati sottovuoto, si trovano oggi nei banchi di carne fresca delle principali catene distributive nazionali: HCC da tempo ha avviato un’importante attività per far conoscere in Italia i diversi tagli a cui, per tradizione e cultura, il consumatore italiano non è abituato. Così, oltre alle più tradizionali costolette oggi sono presenti sul mercato spalla e cosciotto, parti adatti per svariate cotture e numerose ricette, che hanno inoltre un costo contenuto e una migliore resa in cucina.
Da non dimenticare poi che l’agnello gallese vanta il marchio di Indicazione Geografica Protetta Igp che consente alle carni provenienti dal Galles, con tracciabilità garantita per tutta la filiera e lavorate in strutture approvate, di fregiarsi dell’appellativo gallese. Per i consumatori ciò significa sicurezza e certezza che, nell’acquistare carni come l’agnello e il manzo gallese, si troveranno sempre a gustare prodotti di qualità superiore. L’Igp è, inoltre, la conferma del riconoscimento che i produttori gallesi ottengono grazie agli elevati standard che sono tenuti a rispettare dall’allevamento alla macellazione e lavorazione, conferendo alle carni gallesi una garanzia di origine e metodo di produzione. «Il prestigio di cui gode questa carne deriva da diversi fattori», conclude Martin. «Innanzitutto l’ambiente sano e pulito in cui crescono gli animali, la loro alimentazione e il clima che mantiene sempre verdi i pascoli. A queste caratteristiche territoriali e climatiche uniche bisogna aggiungere la tradizione secolare nell’allevamento, la professionalità degli operatori dell’intera filiera e i sistemi di controllo disposti sulla sicurezza e sulla tracciabilità. Il risultato è nel piatto: carni tenere e succulente, adatte a molteplici preparazioni e molto amate dai buongustai di tutto il mondo».

>> Link: agnellogallese.eu

 

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