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Eurocarni nr. 12, 2016

Rubrica: Allevamenti
Articolo di Cornia F.
(Articolo di pagina 52)

I conigli di Tonio

Siamo alle porte di Roma, zona di Cesano, nell’Agro Romano. Poco distante il lago di Bracciano, sulle cui sponde si erge, coi suoi poderosi torrioni, il castello Orsini-Odescalchi, perla dell’arte bellica del XV secolo. Qui, al confine della campagna romano-viterbese, dove l’aria di lago e l’aria di mare si incontrano, Antonio Affinita, Tonio in campagna, ha realizzato il suo sogno e fatto della sua passione una seconda professione. Era il 2012 l’anno in cui, con l’aiuto della moglie e dei 5 figli, dava vita al suo allevamento di conigli. «Tutto nasce dalla passione per l’agricoltura, la campagna e i suoi prodotti, per il buon cibo, sano e genuino» racconta Antonio. «Il mio più grande desiderio, quando sono partito con l’attività, era quello di creare un prodotto di eccellenza, un coniglio artigianale di ausilio all’alta cucina e alla macelleria, un prodotto per tutti coloro interessati ad esaltare le particolari caratteristiche delle carni di quest’animale, cosiddetto di bassa corte ma che può assolutamente raggiungere alti picchi di qualità». Chiara, sin da subito, l’idea di allevare l’animale all’aperto, nel modo più naturale possibile, senza l’utilizzo di sostanze chimiche o antibiotici, nel pieno rispetto del suo benessere. Difficile però trovare una razza italiana coi requisiti adeguati, se non che, proprio in Tuscia, ne esiste una specificamente selezionata per l’allevamento all’aperto, partendo da nuclei di conigli Grigi Locali: il Coniglio Leprino di Viterbo.

L’acquisto dei primi esemplari in purezza avviene su consiglio del professor Alessandro Finzi, docente di zootecnia alla Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia, agli studi del quale molto si deve per la creazione di questa razza dal pelo grigio-fulvo, riconosciuta ufficialmente con un Decreto ministeriale del maggio 2006. A Finzi si deve, inoltre, l’ideazione del sistema di allevamento che prevede l’utilizzo delle celle interrate per la riproduzione dei conigli, la quale avviene in modo naturale. In questo sistema nidi, cunicoli e gabbie sono collegati tra loro creando uno spazio vitale simile all’habitat naturale del coniglio, un ambiente che ne rispetta le caratteristiche etologiche, le abitudini comportamentali allo stato libero e il ciclo biologico nelle varie fasi dell’allevamento.

La razza rustica e robusta del coniglio leprino, resistente a rigide temperature, particolarmente adatta per questo tipo di allevamento che non prevede l’uso di medicinali (al manifestarsi di qualsiasi sintomo di patologia i capi sono infatti abbattuti), e l’impianto d’allevamento all’aperto, che presenta il doppio vantaggio di ridurre l’impatto di un eventuale carica batterica sui capi presenti e di evitare che il coniglio respiri, come avviene al chiuso, il cattivo odore delle deiezioni fissandosi poi sulla carne, consentono di ottenere un risultato eccellente in termini di salubrità e bontà delle carni. Non meno incidente sulla qualità finale del prodotto è il tipo di alimentazione a base di fieno di erba medica, integrata con erbe aromatiche (rosmarino, finocchietto, salvia, timo) e che abolisce i mangimi OGM e l’alimentazione medicata.

L’allevamento oggi conta 70 fattrici, con una produzione settimanale di 60/70 capi. La riproduzione avviene in modo naturale, se la coniglia non è pronta si ritenta in un momento successivo. Dopo la gravidanza, di 30 giorni circa, si aspettano almeno 20 giorni per un nuovo accoppiamento. Lo svezzamento dei piccoli avviene non prima dei 40 giorni. Gli animali vengono avviati al macello, a marchio CE, tra i 100 e 120 giorni quando raggiungono un peso variabile tra 1,8 kg e 2,2 kg. «Si tratta di una produzione limitata, il nostro rimane un coniglio artigianale. E siamo contenti della nostra artigianalità» chiosa con orgoglio Antonio. Quell’orgoglio tipico artigiano appunto, di chi si impegna stre­nuamente, con passione, per ottenere il migliore dei risultati. «È stato difficile all’inizio, ma credo di aver imparato ad allevare bene il Coniglio Leprino e sono orgoglioso oggi del risultato». E può ben dirlo dal momento che tra i suoi clienti Antonio annovera macellai quali il ferrarese Lorenzo Rizzieri, il romano Roberto Liberati, i padovani Beghin, la macelleria Magri di Chiuduno (BG)e vari chef, stellati e non: Fabrizio Girasoli del Ristorante Butterfly di Lucca, Filippo La Mantia dell’omonimo ristorante a Milano e Heinz Beck, del ristorante La Pergola a Roma. Solo per dirne alcuni.


Federica Cornia


I conigli di Tonio — Allevamento del Coniglio Leprino di Viterbo
Via Fosso Arcacci 60 - 00123 Cesano di Roma
Telefono: 348 6436373
E-mail: iconigliditonio@gmail.com
Web: www.coniglioleprino.it

 

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