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Eurocarni nr. 9, 2014

Rubrica: Indagini
Articolo di Bonaldo S. , Ravarotto L. ,
(Articolo di pagina 118)

Giovani e consumo di latte: uno studio di comunicazione del rischio per sviluppare nuove conoscenze

Nella vita quotidiana ogni persona assume una varietà di alimenti necessari alla propria nutrizione, in base al proprio stile alimentare e di vita. In questo senso, ciascun individuo compie scelte che possono apportare dei benefici e, allo stesso tempo, dei rischi che talvolta rappresentano una seria minaccia per la propria salute. A tal proposito, l’Osservatorio sulla sicurezza alimentare e le esigenze del cliente dell’IZSVe (www.izsvenezie.it) svolge attività di ricerca sui temi relativi alla sicurezza alimentare, con il fine di promuovere campagne di comunicazione mirate a favorire l’adozione di comportamenti corretti e così ridurre l’esposizione al rischio. Tra i vari progetti, nel 2011 è stato avviato uno studio finanziato dal Ministero della Salute (RF 02/2008) che si è concluso recentemente e che aveva l’obiettivo di analizzare le conoscenze e le percezioni dei giovani di età compresa tra i 16 e i 18 anni. L’idea di coinvolgere questa categoria di consumatori è nata dal fatto che, in questa età di passaggio al mondo adulto, si cominciano a maturare convinzioni e comportamenti in modo autonomo e consapevole, anche da un punto di vista alimentare. L’attenzione verso il tema del latte è, invece, nata sull’onda dell’interesse verso un alimento, il latte crudo (latte appena munto, filtrato e non pastorizzato), ampiamente consumato tramite la diffusione sul territorio italiano di distributori automatici che ne permettono la vendita diretta. Tale tipo di commercializzazione era stata accompagnata da un allarme sanitario dovuto alle segnalazioni di alcuni casi di sindrome emolitico-uremica (SEU), associati ad infezione da E. coli produttore di verocitotossina (VTEC), uno dei quali nel 2010 aveva avuto esito mortale. Le autorità preposte avevano quindi emanato norme specifiche, tra cui l’obbligo di affissione nelle macchine erogatrici di indicazioni specifiche per l’acquirente tra le quali l’obbligo di bollitura prima del consumo.

Il progetto ha quindi preso in considerazione il latte nelle sue varie tipologie merceologiche, per approfondire le conoscenze circa gli atteggiamenti dei giovani verso il consumo di un alimento completo e bilanciato, che fornisce una serie di vantaggi nutrizionali, ma che allo stesso tempo può essere contaminato da agenti chimici o patogeni, responsabili di seri rischi per la salute. L’indagine è stata realizzata attraverso una tecnica di ricerca sociale, denominata focus group, che ha permesso di indagare in modo approfondito l’argomento oggetto di studio attraverso una discussione di gruppo mediata da uno o più moderatori (Corrao, 2002). Durante il dibattito si è fatto in modo che venissero esplicitati tutti i punti di vista, facendo emergere anche ciò che generalmente rimane inespresso (dubbi, luoghi comuni, ecc…). In particolare, sono stati realizzati sei focus group nei quali sono stati coinvolti complessivamente 74 studenti iscritti al terzo e quarto anno di scuola secondaria di secondo grado di tre città italiane: Roma, Torino e Padova. In generale, è emerso che il latte è un alimento apprezzato dai ragazzi e, per questo, molto presente nella loro dieta quotidiana, in alcuni casi sin dall’infanzia. Tuttavia, è stata rilevata una generale scarsità di conoscenze rispetto al trattamento industriale del latte e alle attività di prevenzione e controllo effettuate sia dai produttori che dalle Istituzioni. I ragazzi hanno mostrato di conoscere molto bene alcune proprietà del latte, come la presenza di un’elevata concentrazione di calcio, tralasciando però di menzionare altri preponderanti elementi nutritivi come i lipidi, i glucidi, le proteine e le vitamine.

Come accennato, uno dei principali argomenti che sono stati indagati a fondo è stato il tema del latte crudo e, precisamente, gli aspetti legati al suo consumo e ai rischi correlati. Sono emerse convinzioni interessanti, alcune da impiegare come oggetto di comunicazione del rischio in quanto errate. I ragazzi hanno indicato il latte crudo come un alimento più sano rispetto al latte prodotto in Centrale, perché subisce meno lavorazioni industriali grazie al diretto processo di vendita tra produttore e acquirente. In merito alla gestione domestica dell’alimento, la bollitura è ritenuta una fase importante e necessaria per evitare l’insorgere di eventuali tossinfezioni alimentari: secondo alcuni, la bollitura elimina quelle caratteristiche nutrizionali tipiche del latte fresco, mentre altri sostengono che la bollitura sia indispensabile per eliminare elementi artificiali (come farmaci e antibiotici) che vengono somministrati alle vacche da latte. Quest’ultimo rischio è considerato da qualche studente più preoccupante rispetto alla presenza di microorganismi patogeni.

Durante i focus group, sono emerse conoscenze piuttosto eterogenee, molto spesso frutto di “luoghi comuni” circolanti nel contesto sociale di appartenenza, come la famiglia o il gruppo dei pari e non proveniente da specifica educazione scientifica. Ciò può essere presumibilmente correlato anche alle diversità regionali circa il consumo di latte, latticini e latte crudo.
In definitiva, i risultati dell’in­dagine hanno mostrato che i giovani adulti debbano essere destinatari privilegiati di maggiori informazioni, chiare e corrette, per colmare le lacune sul tema del latte crudo e del latte in generale, affinché possano gestire il consumo in modo consapevole e sicuro. Questo è particolarmente importante perché saranno gli adulti e i genitori di domani. Per perseguire quindi l’obiettivo di sviluppare conoscenze e sensibilità risulta necessario progettare interventi di comunicazione efficaci. Per questo motivo, durante i focus group sono state raccolte anche indicazioni che hanno portato alla realizzazione di un videogame educativo, considerato uno strumento di comunicazione adatto ad interessare ed informare sui rischi legati alla filiera lattiero casearia. Gli accessi al gioco e le risposte sono state monitorate per raccogliere ulteriori dati sulle conoscenze e sull’impatto formativo di tale strategia comunicativa. Il videogioco “Un’intossicazione misteriosa” è tuttora disponibile on-line (www.izsvenezie.it/gioco).


Silvia Bonaldo
Licia Ravarotto

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