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Eurocarni nr. 1, 2011

Rubrica: Interviste
Articolo di Credi M.
(Articolo di pagina 74)

“Value For Money”: la carne di bovino e ovino inglese dall’ottimo rapporto qualità-prezzo

Incontro con Jean-Pierre Garnier, responsabile export EBLEX

Negli uffici della nostra Redazione abbiamo incontrato Jean-Pierre Garnier, responsabile export della EBLEX — The Beef and Lamb Company — l’ente inglese che sostiene il comparto delle carni in tutta la filiera, dall’allevamento all’esportazione. Garnier, in modo succinto ma esauriente, ci ha parlato dei programmi di EBLEX in Italia per i prossimi 3 anni, partendo dalla carne bovina. «Sono 4 anni — afferma — che possiamo esportare la carne bovina in Italia: in questo lasso di tempo, siamo passati da zero alle 8.000 tonnellate circa esportate nel 2010. La produzione di carne bovina in Inghilterra sta crescendo, perciò nutriamo dei piani ambiziosi per l’espansione in Italia. Supportati dall’esperienza acquisita sul mercato, riteniamo di essere in grado, come minimo se non di più, di raddoppiare le nostre esportazioni in Italia. E per incentivare questa notevole crescita siamo disposti ad investire su questo mercato. Perciò, se non avete ancora visto la carne inglese sui banchi delle macellerie e dei supermercati, state pur certi che nei prossimi 3-4 anni ne vedrete in abbondanza!
Jean-Pierre Garnier, responsabile export della EBLEX.

Sui mercati europei abbiamo consolidato una posizione sempre più forte, oltre che per la disponibilità di prodotto soprattutto per la nostra qualità costante nel tempo. Finora i nostri successi, notevoli in termine d’immagine, li abbiamo riscossi nel foodservice, settore in cui siamo riusciti a vendere ai distributori più qualificati d’Italia. Ora, con piacere, abbiamo iniziato ad allacciare dei rapporti proficui anche con la Distribuzione Organizzata: l’importante è che il dettaglio italiano sia alla ricerca di un prodotto dall’ottimo rapporto qualità-prezzo, quello che tecnicamente in inglese chiamiamo Value For Money. Ci rendiamo conto che il mercato italiano non è facile; non ci si trova di fronte ad un soggetto lineare, omologato, ma ad uno frastagliato e composto da diversi segmenti. Però, proprio in quest’ottica, noi proponiamo diversi prodotti per ogni fascia di mercato».

A questo punto — dopo aver parlato del bovino ed avere rimarcato la possibilità di EBLEX di essere presente in Italia con un prodotto di qualità, costante nel tempo e con le adeguate caratteristiche per ogni diverso comparto del mercato italiano, dall’Ho.Re.Ca. al Normal Trade, dalla Grande Distribuzione alle gastronomie di nicchia — Jean-Pierre Garnier è passato a tracciare un quadro dell’agnello, altra componente importantissima dell’export inglese. «Per quanto riguarda l’agnello — riprende Garnier — la situazione è diversa. Dall’Inghilterra mandiamo all’estero il 35% di tutta la carne ovina che produciamo. I prezzi sono cresciuti in tutto il mondo, di conseguenza anche in Gran Bretagna; d’altro canto riteniamo che avremo un aumento di produzione nei prossimi anni: si tratta di una novità assoluta, in quanto fino ad oggi la produzione era in discesa. Ribadisco che per noi il mercato italiano ha sempre rappresentato una grande opportunità, dal momento che assorbiva i nostri agnelli piccoli: purtroppo, questo tipo di produzione sta diminuendo, ma allo stesso tempo osserviamo che il dettaglio italiano è interessato ad un discorso sui tagli sottovuoto, cosa che ci fa parecchio piacere.

Altra cosa importante che voglio sottolineare è che il nostro modello di produzione è basato sul “prato”, l’erba, cosa che evita ai nostri produttori l’aumento del costo dei mangimi, che si sta verificando e che prenderà piede sempre più in questi anni, permettendo loro di vendere a prezzi più concorrenziali con una redditività maggiore. Per il futuro prevediamo di continuare a lavorare molto e bene con la ristorazione — dove abbiamo i due distributori più qualificati in Italia, Longino&Cardenal e Jolanda de Colò, che stanno facendo un ottimo lavoro con la carne “maturata” (frollata, Ndr) e Andrea Berton, lo chef stellato friulano, come testimonial della carne inglese in Italia, sia con quella bovina che con quella ovina — e di crescere di pari passo negli altri segmenti. Con le catene di supermercati, in particolare, vogliamo sviluppare un discorso sia come prodotto Value For Money, ma anche di marchio privato del supermercato, per quanto concerne l’agnello inglese, munito di tracciabilità e tutto quanto».

«Per la carne bovina — conclude Garnier — dobbiamo sviluppare un nostro marchio e con l’aiuto del ministero dell’agricoltura inglese saremo nelle condizioni di fare dei claims volti al consumatore sulla qualità e tracciabilità della carne: sia chiaro che tutti i discorsi di “mucca pazza” sono chiusi, cosa che credo sia ormai accettata dal mercato italiano. Anche il consumatore non ha più problemi a pensare all’Inghilterra come fonte di carne di qualità: ragion per cui prevediamo 3 anni a venire molto positivi, nei quali investiremo enormi risorse sul mercato italiano».

 

Marco Credi


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