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Eurocarni nr. 1, 2011

Rubrica: Lettere alla Redazione
(Articolo di pagina 22)

Lettere alla redazione

Gentile Direttore, 

ho letto con molta attenzione la replica del dott. Pizzagalli al mio articolo pubblicato su Eurocarni di ottobre e, con sua licenza, mi prendo la libertà di rispondergli direttamente.

 

“Egregio dottor Pizzagalli,

Le premetto che è lontana anni luce da me l’intenzione di aprire sterili polemiche destinate soltanto a lasciare il tempo che trovano, ed altrettanto lontanissima è ogni intenzione di “mettermi in fila” (anche se quelli che chiedevano a Lippi di portare in Sudafrica Cassano e Balotelli beh, tutti i torti non li avevano): mi permetta tuttavia di dire la mia. Nelle righe di apertura scrivevo che queste idee erano forse presuntuose; non affermavo che fossero Vangelo e neppure muovevo critiche al suo operato, mentre, invece, la sua chilometrica lettera mi dà l’impressione che lei voglia quasi giustificarsi: mi creda, non è il caso, ed eventualmente non con me! Anni fa dirigevo un salumificio e ho avuto occasione di partecipare a qualche riunione di ASS.I.CA.: so cosa vuol dire e la pazienza che ci vuole…

D’altra parte se lei fosse stato inefficiente non l’avrebbero rieletto per quasi tre mandati, anche se ogni volta il trovare un candidato è impresa ardua. 

 

GDO – È vero che è un problema europeo, ma chi l’ha lasciata crescere sino a queste dimensioni? Maiali da carne – Forse i danesi sono i più bravi, ma in giro vi sono speck e crudi che ogni tanto sanno di pesce: che alimentazione hanno avuto i “donatori” di queste cosce? E cosa aspettiamo a far mettere in regola i nostri allevamenti? Chi deve imporglielo? Perché non si fa? Prosciutto Parma – Come sarebbe la situazione oggi se tempo fa non avessero usato cosce destinate allo speck (con il timbro del macello tedesco stampigliato di proposito poco sopra l’anchetta in modo da poterlo togliere con la sgambatura?) e come sarà a San Daniele dove una sola azienda ne vuole produrre 300.000?

 

Import/export – È ipocrita chiedere dei seri controlli sui salumi stranieri, tipo i mezzi salametti spagnoli che rimangono rossi, o sul salame Milano affettato che arriva dalla Germania? Questo pregiudicherebbe davvero le nostre esportazioni?

 

Chi deve sollecitare l’ICE a promuovere e sostenere la nostra qualità nel mondo? (Dopo il mezzo “flop” del Sial, scioperi a parte, Lei sa di cosa sto parlando, vogliamo tirargli un pochino le orecchie?)

 

Egregio dottore, concludo questa mia, scritta mentre nevica a larghe falde (non sempre splende il sole o piove) ribadendo che l’articolo oggetto di questo nostro scambio epistolare voleva essere unicamente l’espressione delle mie idee e, per il valore che poteva avere, dare qualche spunto al nuovo Presidente.

Nella certezza di essermi spiegato e di non dovermi scusare con alcuno, spero di poterla una volta incontrare e stringerle la mano”.

 

Con mille ringraziamenti al Direttore per la squisita ospitalità.

 

Franco Lazzari


 

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