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Eurocarni nr. 4, 2010

Rubrica: Assemblee
Articolo di Credi M.
(Articolo di pagina 75)

Assemblea generale del Consorzio Tutela del Budello Naturale

Intervista a Ennio Budri, riconfermato presidente del Consorzio BN per la quarta volta, che ci parla delle nuove strategie di marketing

Si è tenuta lo scorso 26 febbraio a Modena, presso la Trattoria Paganine, l’Assemblea generale del Consorzio di Tutela del Budello Naturale, l’associazione di categoria che raggruppa ben 38 produttori italiani di budella, ovvero la quasi totalità del mercato. Oltre ai soliti adempimenti sociali, finalizzati all’approvazione dei bilanci “Consuntivo 2009” e “Preventivo 2010”, sono state elette, o meglio confermate, le cariche del consorzio. Per il quarto anno consecutivo è stato eletto presidente il giovane imprenditore modenese, figlio d’arte, Ennio Budri, che ha rivitalizzato il consorzio grazie alla sua dinamicità e voglia di costruire. A coadiuvare il lavoro di Budri, ci sono ben tre vicepresidenti, tutti riconfermati: il veneto Stefano Bailo, che vanta anch’egli una lunga tradizione familiare nel campo della budelleria; il modenese Marco Benati, imprenditore giovane e rampante; infine, Pierluigi Poles, romagnolo, uno degli ultimi budellai a gestire direttamente l’intera lavorazione del budello dal macello al salumificio. Presidente ad honorem è rimasto Giuliano Borsari, il quale ha guidato il consorzio fino al 2006, compiendo anche scelte molto lungimiranti, come la creazione del marchio “Insaccato in Budello Naturale”.

A supporto della presidenza, continua ad operare il consiglio direttivo; riconfermati anche i membri Angelo Alberghini e Franco Cavallo. È rientrato nel direttivo, dopo un anno di assenza, David J. Blanga, che ricopre pure la carica di presidente del Gruppo Involucri Naturali AIIPA e funge da “ufficiale di collegamento” con l’ENSCA (European Natural Sausage Casing Association). In antitesi con l’Italia gerontocratica, l’assemblea ha acclamato l’ingresso nel direttivo BN (Budello Naturale, Ndr) anche di due giovani imprenditori. Infatti, sono diventati consiglieri per la prima volta Luca Savonitto, friulano, che già si era distinto nel 2009 per aver realizzato alcune attività strategiche per il consorzio, e Paolo Varani, marchigiano, anch’egli figlio d’arte. Non si sono ricandidati invece i consiglieri uscenti Davide Marastoni e Paola Arosio, per l’accavallarsi di diversi impegni professionali e personali. I tre anni passati della presidenza Budri vantano un bilancio sicuramente positivo e non pochi successi. Dall’apertura di un tavolo di lavoro congiunto con la segreteria tecnica del Mipaaf e con l’Istituto Controllo Qualità, alla creazione di un perfetto allineamento strategico e operativo con i “cugini” del Gruppo Involucri Naturali dell’Associazione Italiana Industria Prodotti Alimentari, all’adesione all’ENSCA, la Federazione Europea delle Associazioni di Budellai. Tuttavia la scelta strategica più coraggiosa è stata l’istituzione, a partire dal 2009, di una “funzione marketing”.

Abbiamo chiesto al riconfermatissimo presidente Budri quali siano i punti fondamentali del suo Piano Programmatico 2010.

«Stiamo già lavorando con ENSCA alla stesura congiunta di una proposta di legge da far presentare al Parlamento europeo, relativa all’obbligo di indicazione nell’etichetta del salume della tipologia di involucro utilizzato» risponde Budri. «Ovviamente, correlata alla proposta di legge c’è la necessità di creare un rigido disciplinare di classificazione e lavorazione del budello naturale». Poi Budri aggiunge, con fare fiero e sicuro: «Tuttavia, voglio che in futuro la mia presidenza sia ricordata per l’istituzione della “funzione marketing” nel Consorzio. Abbiamo messo insieme un team di professionisti del marketing, tutti con esperienze professionali in multinazionali del largo consumo. Con loro ci siamo posti come primo obiettivo la creazione di una struttura di “operatori aggregati”, ovvero di salumifici e aziende di distribuzione che sposino la causa del budello naturale. E poi quello di aumentare la notorietà del marchio BN – Insaccato in Budello Naturale».

E come intendete farlo?

«Mi farebbe piacere che la domanda fosse rivolta ad uno di loro, ma rispondo lo stesso. In prima battuta, vogliamo parlare al consumatore finale. Lo faremo attraverso l’Official Partnership della 100ª edizione dei Campionati Mondiali di Pattinaggio di Figura ISU – Torino 2010 (23-28 marzo, Ndr). L’accordo prevede che all’interno della sede delle gare, possano essere somministrati solo salumi in Budello Naturale contraddistinti dal marchio “BN”. Saremo poi sponsor delle due auto Chevrolet Lumina RC8 del team Motorzone, che gareggiano nel Campionato Mondiale Superstar, una delle quali guidata da Johnny Herbert, il pilota inglese già vincitore di ben 3 Gran Premi di Formula 1 e di una 24 ore di Le Mans. Inoltre, sono previste diverse attività di degustazione e in-store promotion per sensibilizzare il consumatore ad acquistare solo salami in budello naturale».

Ma è un piano marketing molto strutturato?

«Sicuro. Ci sono poi tutte le attività di trade marketing che svilupperemo con alcune aziende di distribuzione che vorranno essere nostri partner».

E la distribuzione aderisce?

«Proprio in questi giorni stiamo iniziando a incontrare i primi buyer o category manager, i quali sono molto disponibili. D’altro canto, non è la prima volta che un’associazione di categoria sviluppa progetti di category management con la GDO. Pensate a quanto sta facendo AIA (Associazione Italiana Allevatori, Ndr) con Metro, il terzo retailer al mondo…».

Tutte queste attività avranno costi importanti?

«Certo. Per questo motivo sono venuto in assemblea a chiedere alle azienda di budelleria più strutturate di triplicare l’importo della loro quota associativa. Siamo fortunati perché il nostro consorzio è costituito da imprenditori lungimiranti, che hanno pienamente capito l’importanza strategica delle attività di marketing e la conseguente necessità di fare investimenti».

Non avete paura dei colossi che producono involucri sintetici?

«Spesso sono competitor molto strutturati, a volte multinazionali, con una dimensione maggiore del nostro singolo socio. Credo tuttavia che, se il nostro consorzio continua a muoversi all’unisono con attività mirate ad esaltare l’enorme differenza qualitativa tra un budello naturale ed un involucro sintetico, non temiamo alcun confronto. Le piccole e medie aziende italiane da sempre vincono battaglie “davidesche” contro colossi mondiali. Anche noi budellai possiamo difenderci molto bene usando soltanto la fionda».

Marco Credi

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