Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 4, 2010

Rubrica: Indagini
(Articolo di pagina 85)

Cosa mettono in tavola gli europei?

L’EFSA e le agenzie nazionali per la sicurezza alimentare sostengono progetti per un’indagine paneuropea sul consumo di alimenti

L’assunzione di additivi alimentari è sicura per tutti i gruppi di popolazione? I livelli di assunzione dei grassi sono in diminuzione nell’Unione Europea? I consumatori sono esposti, attraverso la dieta, ad alti livelli di metalli pesanti come il cadmio? Chi è più a rischio di carenze nell’assunzione di sostanze nutritive come ferro o acido folico? Quali alimenti concorrono maggiormente alle infezioni da Salmonella nell’uomo? Queste sono solo alcune delle tante domande cui i valutatori del rischio all’EFSA e negli Paesi Membri devono rispondere quotidianamente nel loro lavoro. L’accesso a informazioni e dati affidabili e confrontabili sul consumo di alimenti è fondamentale per dar risposta a timori eventuali sia nella sicurezza alimentare che nella nutrizione. Quando viene riscontrato un nuovo rischio nella catena alimentare — come, ad esempio, nei recenti casi di melamina trovata in vari alimenti o di contaminazione da diossine della carne suina — gli scienziati devono poter individuare in tempi brevi i soggetti che vi sono esposti, attraverso quali alimenti e a che livelli: questo per poter fornire una valutazione del rischio rapida e affidabile e assistere i gestori del rischio nell’adozione di azioni idonee a proteggere i consumatori.

Nel settore della nutrizione l’analisi dei dati sui livelli di assunzione alimentare è indispensabile per contribuire a fissare obiettivi per la salute pubblica su base scientifica, per valutare quanto tali livelli corrispondano ai livelli di assunzione raccomandati e per monitorare i progressi nel corso del tempo. Oggi gli scienziati negli Stati Membri e all’EFSA fanno affidamento su dati sul consumo alimentare raccolti a livello nazionale. Negli anni recenti si erano fatti passi avanti, sotto la guida dell’EFSA e del suo foro consultivo, per accorpare tali dati con la finalità di consentire una valutazione dell’esposizione a livello comunitario più efficiente e precisa. Tuttavia, permangono notevoli differenze nella raccolta di dati sul consumo alimentare, che ne compromettono l’efficace utilizzo per la valutazione del rischio a livello di UE. I membri del foro consultivo dell’EFSA, che riunisce al suo interno agenzie nazionali per la sicurezza nazionale dei 27 Stati Membri dell’Unione Europea, lo scorso febbraio hanno confermato il loro fermo sostegno alla realizzazione di un’indagine paneuropea sul consumo di alimenti detta EU Menu. Questo strumento, e insieme elemento decisivo per la valutazione del rischio, consentirà di raccogliere dati dettagliati e armonizzati sul consumo individuale di alimenti in tutta l’Unione. Il progetto, già discusso alla riunione del foro consultivo di Atene del 25 novembre 2009, è stato approvato dai membri come prioritario per la collaborazione scientifica tra gli Stati Membri e l’EFSA.

Dichiarazione del foro consultivo sull’indagine paneuropea relativa al consumo di alimenti “Cosa mettono in tavola gli europei?”

Indagine paneuropea sul consumo di alimenti (Siviglia, 11-12 febbraio 2010)

Premessa - La proposta per la prima indagine paneuropea sul consumo di alimenti da effettuarsi nell’Unione Europea (UE) è denominata “Cosa mettono in tavola gli europei?” (in breve “EU Menu”). La sua pianificazione verrà coordinata dall’EFSA e la sua concezione e messa in atto vedrà il forte coinvolgimento delle istituzioni nazionali interessate. Il valore aggiunto di questa raccolta di dati consiste nell’impiego di una metodologia unificata che renderà fruibile una quantità di informazioni confrontabili e dettagliate quanto basta per supportare la valutazione del rischio e rappresentativa di tutti i Paesi e le regioni dell’UE. Tale sforzo concertato messo in atto a livello europeo è frutto dell’evoluzione delle precedenti iniziative finanziate dall’UE. Si prevede di effettuare la raccolta dei dati sul consumo alimentare secondo un programma modulato dal 2012 al 2017, con una fase preparatoria nel periodo 2010-2011. Speciale attenzione verrà prestata all’obiettivo di garantire un elevato tasso di partecipazione in tutti i Paesi per favorire la raccolta di dati rappresentativi. La proposta è stata presentata in occasione della riunione del foro consultivo tenutasi ad Atene il 25 novembre del 2009, che l’ha appoggiata incondizionatamente come progetto prioritario di cooperazione tra gli Stati Membri e l’EFSA.

Testo integrale - Nell’Unione Europea, così come in molte altre parti del mondo, viene attribuita grande importanza alla necessità di incoraggiare uno stile di vita più salutare e sicuro. A tale riguardo, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) svolge un ruolo importante nella promozione di una raccolta di dati standardizzata e nel coordinamento di metodologie uniformi di valutazione del rischio come base per garantire un approvvigionamento alimentare sicuro e diete salutari in Europa. Attualmente non si dispone di informazioni armonizzate sul consumo alimentare a livello di UE. È, quindi, compito di carattere altamente prioritario raccogliere dati di fruibilità elevata sul consumo alimentare a livello individuale, con una metodologia standardizzata che prenda in esame tutte le fasce di età, dai bambini agli anziani, della popolazione UE. A un tale impegno è possibile far fronte solo in stretta cooperazione con tutti gli Stati Membri e le organizzazioni attive in questo settore. L’accesso a dati uniformi sul consumo alimentare in tutti gli Stati Membri è fondamentale per l’espletamento di diverse funzioni delle autorità europee incaricate della valutazione del rischio e di altri organismi e parti interessate. Oltre che per il monitoraggio dei pericoli esistenti per la sicurezza alimentare e per la valutazione dei rischi emergenti, la disponibilità di dati standardizzati sul consumo alimentare si rivelerà particolarmente utile sia per elaborare una nuova legislazione sulla sicurezza degli alimenti sia per aggiornare quella esistente. I dati saranno altresì di ausilio nella sorveglianza nutrizionale necessaria per la pianificazione, l’attuazione e la valutazione di politiche nutrizionali e di salute pubblica e nello sviluppo e nella valutazione di attività di prevenzione volte a contenere le epidemie sanitarie (per esempio, sovrappeso e obesità, diabete di tipo 2), oltre che nella ricerca sulle associazioni tra assunzione di alimenti e modelli dietetici e comportamentali legati alla salute e rischi di malattie acute e croniche. Migliorare l’esattezza delle valutazioni del rischio per la sicurezza alimentare, e pertanto limitare il ricorso a presupposti conservativi, può ridurre i costi di adeguamento per l’industria alimentare, offrendo nel contempo una protezione completa al consumatore: una situazione vantaggiosa per entrambe le parti. Una migliore conoscenza di ciò che mangiamo può offrire la base per politiche sanitarie a lungo termine volte a ridurre i costi di ospedalizzazione per la cura di malattie legate allo stile di vita.

A livello di UE non esistono attualmente requisiti omogenei per la raccolta a livello nazionale di dati sul consumo individuale di alimenti. Ciononostante, le indagini nazionali sulle abitudini alimentari vengono già effettuate in numerosi Paesi europei e mettono a disposizione preziose informazioni da impiegare nelle politiche nazionali e che sono fondamentali nell’ambito della sorveglianza nutrizionale. Tuttavia le metodologie impiegate non sempre consentono di ottenere dati sufficientemente precisi per la valutazione dell’esposizione. Inoltre, i dati nazionali sul consumo alimentare non possono essere posti direttamente a confronto a causa della diversità delle metodologie applicate in tutta la Comunità europea. La necessità di standardizzare i dati sul consumo alimentare è stata sollevata nell’ambito del compito SCOOP 4.1 e affrontata inizialmente in progetti come DAFNE, EPIC, il progetto FLAIR Eurofoods Enfant, COST Action 99 e altri. Facendo tesoro di tali precedenti attività, il progetto EFCOSUM finanziato dall’Unione Europea e il suo successore EFCOVAL hanno mirato allo sviluppo di un metodo per un’indagine europea sul consumo di alimenti che fornisca dati confrontabili a livello internazionale. Nel 2005 il comitato scientifico dell’EFSA ha pubblicato un parere sulla valutazione dell’esposizione in cui ha raccomandato di effettuare con urgenza una raccolta dei dati disponibili sul consumo alimentare a livello aggregato, facendo seguire una raccolta ampliata dei dati a livello particolareggiato. Come prima risposta gli Stati Membri dell’UE hanno collaborato all’istituzione della “Banca dati sintetica sul consumo di alimenti in Europa”, operativa dalla fine di febbraio 2008. Per la fine del 2008 l’EFSA ha avviato progetti mirati all’istituzione di una “Banca dati esaustiva sul consumo di alimenti in Europa”, facendo ricorso alle informazioni esistenti per adulti e bambini a livello particolareggiato. Si prevede che, una volta divenuta operativa la banca dati esaustiva nel corso del 2010, l’esattezza dei calcoli effettuati dell’EFSA in merito alla valutazione dell’esposizione verrà notevolmente migliorata. Tuttavia, la raccolta dei dati sarà ancora influenzata da rilevanti differenze di carattere metodologico, il che renderà i dati stessi non confrontabili tra diversi Paesi dell’UE.

La raccolta di dati precisi e armonizzati sul consumo alimentare a livello paneuropeo costituisce pertanto un obiettivo primario a lungo termine per l’EFSA. I membri del foro consultivo, riconoscendo l’importanza di dati paneuropei sul consumo di alimenti per consentire un’effettiva valutazione del rischio e nel sostenere incondizionatamente gli obiettivi generali dell’indagine “EU Menu” nel garantire ciò, approvano questa dichiarazione. Il foro consultivo chiede all’EFSA di sviluppare ulteriormente i piani particolareggiati per tale lavoro nel corso del 2010-2011, includendo le modalità in cui l’EU Menu si inserisce a livello nazionale nel complessivo contesto della sorveglianza nutrizionale. I seguenti membri del Foro Consultivo hanno sottoscritto la dichiarazione: Austria; Belgio; Bulgaria; Cipro; Danimarca; Estonia; Finlandia; Francia; Germania; Grecia; Irlanda; Italia; Lettonia; Lituania; Lussemburgo; Malta; Paesi Bassi; Polonia; Portogallo; Regno Unito; Repubblica Ceca; Romania; Slovacchia; Slovenia; Spagna; Svezia; Ungheria; Norvegia; Svizzera.

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.