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Eurocarni nr. 4, 2010

Rubrica: Sicurezza alimentare
(Articolo di pagina 89)

Dalla terra al piatto

Arpa Piemonte e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZS), hanno dato vita ad un laboratorio unificato che si occupa del controllo delle diossine in campo ambientale e sanitario

Per la prima volta in Italia due istituzioni, Arpa Piemonte e Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (IZS), hanno dato vita ad un laboratorio unificato che si occupa del controllo delle diossine in campo ambientale e sanitario. Lo scorso 19 febbraio a Grugliasco (TO) si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di questo innovativo laboratorio analisi diossine.

Come nasce - Gli assessori alla Sanità e all’Ambiente di Regione Piemonte hanno promosso la nascita del “Laboratorio Analisi Diossine” per ricondurre a un’unica gestione le attività di prevenzione, realizzando un maggiore raccordo funzionale e operativo tra le strutture del servizio sanitario regionale e Arpa Piemonte. Questa collaborazione permette di: salvaguardare l’intera catena alimentare superando la rigida divisione tra l’analisi di alimenti di origine animale e quella di origine vegetale; ottimizzare l’uso delle risorse; promuovere lo sviluppo di nuove tecnologie analitiche per creare un riferimento di eccellenza non solo a livello piemontese ma anche nazionale.

Cosa prevede l’accordo - Arpa ha allestito, presso i locali della propria sede laboratoristica di Grugliasco, del Dipartimento di Torino, la linea preparativa per diossine e policlobifenili (PCB). La gestione delle attività di preparazione di campioni alimentari da destinare alle fasi di analisi compete al personale qualificato dell’IZS, in comando presso il “Laboratorio Analisi Diossine”, mentre l’analisi è effettuata da personale Arpa. Da gennaio 2009 l’IZS esegue analisi microbiologiche su tutti i campioni di alimenti che le ASL del Piemonte conferiscono ad Arpa. Provvede inoltre all’approvvigionamento del materiale necessario per l’esecuzione dell’attività analitica previsto nell’ambito della programmazione regionale e in seguito ad emergenze e allerte.

La novità - Utilizzando i locali del laboratorio di Grugliasco di Arpa Piemonte è stato realizzato un centro unico e comune per la ricerca di diossine e policlobifenili. Nello stesso laboratorio vengono preparati e analizzati campioni di alimenti di origine animale e vegetale. Per questo motivo l’attività relativa al controllo degli alimenti in campo microbiologico è stata concentrata presso le sedi di Torino, Novara e Asti dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale.

Gli aspetti positivi - La sinergia permette di affrontare, con un approccio integrato e innovativo, ricerca e controllo su ambiente e catena alimentare di sostanze altamente inquinanti, tossiche e pericolose come le diossine e i PCB. Questo metodo consentirà di effettuare un’indagine sistemica. La condivisione permette un risparmio di ingenti risorse economiche (i controlli sulle diossine sono onerosi) e una razionalizzazione delle risorse umane.

I costi - Sono stati investiti 160.000 euro per acquistare la dotazione laboratoristica necessaria per aumentare la capacità di controllo sulle matrici ambientali, per creare ex novo quella sugli alimenti e per rendere idonei i locali destinati ai laboratori. I fondi sono stati resi disponibili dalla Regione Piemonte e dalla fondazione CRT.

I campioni - Le matrici analizzate sono alimenti di origine animale, quali uova, latte, carni, formaggi, pesce, e ambientali, quali acqua, aria (qualità dell’aria), suolo, rifiuti ed emissioni industriali.

Gli attori - Per la Regione Piemonte, il direttore della Direzione Regionale Sanità dott. Vittorio Demicheli. Per l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta il direttore generale dott. Fernando Arnolfo, il direttore sanitario dott.ssa Maria Caramelli, il responsabile del laboratorio dott.ssa Maria Cesarina Abete. Per Arpa Piemonte il direttore generale ing. Silvano Ravera, il direttore tecnico dott. Enrico Garrou e il responsabile del Laboratorio dott. Giancarlo Cuttica. Riportiamo di seguito alcune dichiarazioni da parte dei relatori che hanno presenziato alla conferenza stampa.

Vittorio Demicheli, direttore della Direzione Regionale Sanità della Regione Piemonte: «Ricordo il principio e la filosofia su cui in questo quinquennio abbiamo cercato di arrivare all’organizzazione della nostra rete di servizi e che può essere sintetizzato con uno slogan, “Dalla competizione alla collaborazione”. Il tutto partendo da un’idea, che il piano sociosanitario sottolinea più volte, e cioè che la salute non è una merce ma piuttosto un bene comune, a cui si concorre collaborando. Per concorrere ad un bene comune ognuno deve fare la sua parte, coordinarsi e soprattutto, strumento essenziale, comunicare, perché riuscire a far sapere quello che si fa è fondamentale. La Regione Piemonte è ovviamente soddisfatta, non solo perché questa cosa già funziona ma anche perché è un tassellino di una collana di altre collaborazioni che riguardano in particolare queste due istituzioni. Pur essendo degli enti pubblici si possono creare sinergie e fare economie anche consistenti. In questo caso è importante trovare l’alleanza con dei professionisti perché stiamo parlando di analisi di laboratorio molto sofisticate, con operatori molto qualificati, i quali o trovano la squadra per collaborare o gli inviti della Regione e delle Direzioni fanno poca strada. In questo caso l’equilibrio ha funzionato e i risultati ci sono. Ricordo solo che c’è un grosso problema di salute dietro questa scelta: non siamo stati motivati né dalla sola filosofia della collaborazione né dalla filosofia del risparmio. Purtroppo ci sono particolari casi di inquinamento da diossina qui in Val di Susa, con conseguenti grossi problemi a livello della salute, e non riuscivamo a tenere il passo relativamente ai controlli necessari. Ringrazio chi ce l’ha fatta e la fondazione CRT che, con la sua donazione, ci ha consentito di sostenere una parte degli investimenti».

Fernando Arnolfo, direttore generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale: «Sono orgoglioso di essere alla conferenza stampa per illustrare un percorso iniziato due anni fa da più parti. Il primo input è stato lavorare insieme da parte di Arpa e IZS su una tematica che allora era ed è ancora oggi presente in Val di Susa. Attraverso questo lavorare insieme si sono tracciate linee di razionalizzazione delle attività che faceva IZS e Arpa e sono nate le esigenze di lavorare insieme. Siamo andati insieme dagli assessori competenti e loro hanno recepito le nostre proposte. Ricordo che Valpreda è stato uno degli artefici, insieme all’assessore De Ruggiero, di questa iniziativa e c’è stata collaborazione sia a livello tecnico che a livello politico. Sono contento e orgoglioso quando sento parlare di questa realizzazione come di un esempio che fa pensare, perché di esempi così ce ne sono pochi. Quindi dovremmo tutti insieme riflettere e stimolare momenti come questo. Per quanto riguarda l’IZS, questa è una delle strade che abbiamo intrapreso con tutti gli enti con cui è logico mettere in atto delle sinergie. Grazie a queste sinergie si è arrivati alla realizzazione di un laboratorio comune dove c’è una razionalizzazione di risorse umane, strumentali ed economiche. Se dovessimo fare dei conti approssimativi, il risparmio ottenuto nel mettere insieme questi due enti penso si aggiri nell’ordine di un milione, un milione e mezzo di euro. L’aspetto economico è quello che ci ha ispirato, anche se non prioritario. Grazie a tutti coloro che hanno reso possibile tutto ciò e mi auguro che tra qualche anno non saremo più gli unici ma diremo che noi siamo stati tra i primi perché questa è una strada che le istituzioni devono intraprendere».

Silvano Ravera, direttore generale Arpa Piemonte: «Riporto la soddisfazione per un importante risultato ottenuto. Abbiamo razionalizzato delle cose che erano in corso da tanti anni, specializzando una parte del personale dell’IZS sulla preparazione dei campioni e una parte di Arpa per il momento analitico. I locali sono di Arpa e ospitano entrambe le strutture. Il risultato è un aumento della possibilità di produrre dei risultati. Da qualche decina di campioni che eravamo in grado di produrre, oggi siamo, per alcune matrici, intorno ai 200 campioni. Ci sono diverse realtà che affrontano i temi ambientali, però compito di Arpa è individuare le cause dell’inquinamento. Le diossine sono prodotti molto pericolosi per la salute che derivano da una serie di attività umane o da combustioni. Sono inquinanti molto diffusi nell’ambiente, anche se a livelli estremamente bassi, quindi si cercano concentrazioni modeste, anche frazioni di nanogrammi, ma se superano certe soglie si entra in zone di rischio. Arpa persegue la finalità ambientale e IZS persegue la stessa finalità ma relativamente al mondo animale e agli alimenti che afferiscono al mondo animale e in parte a quello dell’uomo. Fino a ieri facevamo le stesse cose indagando aspetti diversi, ma i confini non erano tracciati. La nostra idea era che si trovasse una sinergia tra i due enti, pur mantenendo la specificità, garantendo un ambiente più salubre e maggiori certezze per la salute all’uomo. La diossina è presente in Piemonte. Siamo una regione, in questo senso, molto fortunata, perché conosce il problema della diossina. Molte altre regioni, infatti, ignorano questo problema. Non è che in Piemonte ci sia più diossina: la differenza con altre zone è che in questa regione la realtà “diossina” è conosciuta e sotto controllo».

Maria Caramelli, direttore sanitario Istituto Zooprofilattico Sperimentale: «Oggi prosegue un discorso avviato da tempo, un ponte tra ambiente e alimenti, tra i quali c’è un legame inscindibile. Gli effetti tossici delle diossine sono noti e importanti. Sono chiamate in causa patologie come l’endometriosi. La tendenza all’accumulo delle diossine nei prodotti di origine animale fa sì che l’esposizione dell’uomo ad esse sia nella stragrande maggioranza di origine alimentare; per questo motivo è assolutamente cruciale quello che stiamo facendo. L’approccio è innovativo, far camminare insieme ambiente e alimenti, perché non si può curare uno e trascurare l’altro. Facciamo controlli in sinergia con Arpa e con i servizi veterinari sia sugli alimenti destinati all’uomo che sugli alimenti destinati agli animali, che devono essere altrettanto sani e sicuri. Le indagini che stiamo conducendo danno per il Piemonte un quadro confortante rispetto al resto del paese. Le fonti di diossina possono essere tantissime, per questo è molto importante capire e caratterizzare che tipo di diossine sono presenti al fine di individuare le priorità di intervento e le misure. Un altro passo importante è che stiamo mettendo in atto un nuovo metodo di screening, che, attraverso nuovi procedimenti, consente di analizzare un maggior numero di campioni ad un minor costo. Potremo così dare alla Regione più informazioni per monitorare le aree più a rischio e per fare mappe di analisi del rischio che possano offrire maggiori garanzie sulla presenza di diossina».

Enrico Garrou, direttore tecnico Arpa Piemonte: «Il controllo delle diossine è nato nel 2000 qui a Grugliasco nell’attuale laboratorio di Arpa Piemonte. Siamo stati i precursori: infatti, la comunicazione europea è nata nel 2001. Un anno prima avevamo messo insieme un centro diossine che era un campo assolutamente sconosciuto. Sono stati fatti i primi studi a livello nazionale insieme a un laboratorio in Toscana, a Firenze, aprendo uno scenario estremamente importante. Le diossine sono sostanze chimiche molto persistenti nell’ambiente e hanno diffusione ubiquitaria ormai su tutto il pianeta. La comunicazione della Comunità europea del 2001 dice che la quantità di tossine tollerabile è di 70 picogrammi per ogni chilogrammo di peso corporeo e non deve essere superata al mese. Questo spiega la difficoltà dell’analisi, in quanto si va a lavorare su quantità infinitesimali. La nostra attività, prima dell’accordo, si fermava solo al campo ambientale, ma non andavamo a “toccare” l’uomo attraverso la via alimentare. Questa grande unione con l’Istituto Zooprofilattico è fondamentale perché siamo andati a colmare un gap».

Maria Cesarina Abate, responsabile del laboratorio per l’Istituto Zooprofilattico: «Abbiamo acquisito, in questo laboratorio, strumentazioni all’avanguardia automatizzate; il personale, che è stato affiancato da personale Arpa, ha fatto una formazione specifica. Ha iniziato a fare le prime analisi. Siamo pronti ad affrontare eventuali emergenze. I campioni non arrivano solamente da tutto il Piemonte, ma anche da fuori regione».

Giancarlo Cuttica, responsabile del laboratorio per Arpa Piemonte: «Collegare il mondo della ricerca degli inquinanti nelle matrici ambientali e in quelle sanitarie: questo era il nostro obiettivo. È un percorso tecnico complicato dal punto di vista della realizzazione delle analisi, in quanto lavoriamo su quantità infinitesime e occorrono strumentazioni raffinate e sensibili. L’attività su cui si è mosso il nostro sistema è ricercare i limiti che la normativa prevede nei camini, nei rifiuti, nel suolo e nell’aria. Questo studio ha permesso di avere, soprattutto in Piemonte, una base numerica di stato di contaminazione. Non ci sono molte realtà che studiano con questo sistema. Oltre alla verifica dei limiti noi indaghiamo i soggetti che possono determinare l’inquinamento ambientale e apriamo dei campi di ricerca come per le acciaierie, per la fusione del metallo. La ricerca in passato era finalizzata soprattutto allo studio dell’incenerimento dei rifiuti; in realtà si è scoperto che le fonti possono essere altre. Questo è un passo importante in quanto ha aperto la strada ad effettuare valutazioni a carattere preventivo, cioè mirate a modificare la tecnologia dell’impianto al fine di non produrre più questo tipo di inquinante».

 

Per maggiori informazioni:
Arpa Piemonte Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente del Piemonte - www.arpa.piemonte.it
IZS Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta - www.izsto.it

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