Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 4, 2010

Rubrica: Sicurezza alimentare
(Articolo di pagina 95)

Relazione sul sistema di allerta comunitario sugli alimenti – Anno 2009

Tra le notifiche complessive, l’Italia ne ha effettuate 472, risultando, come negli anni 2008–2007 e 2006, il primo Paese membro nel numero di segnalazioni inviate. A seguire, Germania e Gran Bretagna

Per notificare in tempo reale i rischi diretti o indiretti per la salute pubblica connessi al consumo di alimenti o mangimi è stato istituito il sistema rapido di allerta comunitario (RASFF-Rapid Alert System for Food and Feed) sotto forma di rete, a cui partecipano la Commissione europea, l’EFSA (Autorità per la sicurezza alimentare) e gli Stati Membri dell’Unione. L’attività del sistema di allerta prevede il ritiro di prodotti pericolosi per la salute umana o animale. Ogni anno il Ministero pubblica una relazione, che riporta le irregolarità segnalate, distinte per contaminanti microbiologici, contaminanti chimici e irregolarità di altro tipo. Di seguito, riportiamo alcuni passaggi relativi alla relazione per l’anno 2009.

Sistema di allerta - Complessivamente, nell’anno 2009, sono state trattate 3.204 notifiche (3.040 nel 2008, 2.933 nel 2007 e 2.874 nel 2006), pervenute sia dalla Commissione europea, sia da parte degli uffici periferici e degli Assessorati alla sanità. La Commissione europea, a seguito di ulteriori valutazioni sul rischio da parte dei Paesi Membri, ha revocato 76 notifiche, che sono state escluse, successivamente, dal sistema e dal conteggio riportato in questa relazione. Tra le 3.204 notifiche, 557 sono state delle Alert notification e riguardano prodotti distribuiti sul mercato; 1.191 sono state delle Information notification, mentre i respingimenti ai confini sono risultati 1.456. Tra le notifiche del 2009, 2.813 riguardano l’alimentazione umana (2.858 lo scorso anno) e 201 l’alimentazione animale (182 nell’anno 2008). La Commissione ha, altresì, trasmesso 42 news seguite da 22 follow-up. Il numero delle news è molto calato rispetto allo scorso anno (123). Inoltre, sono pervenuti numerosi addendum relativi sia alle notifiche di allerta che alle informazioni, per un totale di 4.767 follow-up. Tra le notifiche complessive, l’Italia ne ha effettuate 472 (pari al 14,7%), risultando, come negli anni 2008-2007 e 2006, il primo Paese membro nel numero di segnalazioni inviate. Dopo l’Italia, per numero di notifiche troviamo la Germania (412) e la Gran Bretagna (333), seguite da Spagna, Olanda e Francia (Figura 1). Per quanto riguarda l’origine, i prodotti nazionali risultati irregolari sono stati 98, risultando il quarto Paese comunitario per numero di notifiche ricevute dopo la Germania, la Francia e la Spagna. Nell’anno 2009 l’Italia era risultato il terzo Paese, dopo la Germania e la Spagna. Considerando, invece, anche i Paesi Terzi, quello che ha ricevuto il maggior numero di notifiche per prodotti non regolari è la Cina seguita da Turchia, Stati Uniti e India. Per quel che concerne l’attività di vigilanza in ambito nazionale, sono giunte 137 segnalazioni dagli Assessorati alla sanità, dalle ASL, dai carabinieri per la sanità e da altre amministrazioni (118 nel 2008 e 107 nel 2007). In un caso si è avuta una segnalazione da parte di una associazione di consumatori. Gli uffici periferici del Ministero della Salute (USMAF, UVAC e PIF) hanno notificato 334 irregolarità (350 nel 2008 e 389 nel 2007). Questi uffici hanno inoltre effettuato, nel corso dell’anno, numerose segnalazioni agli Assessorati alla sanità delle regioni e province autonome di Trento e Bolzano, per l’adozione dei provvedimenti di competenza, sia a seguito di allerte comunitarie che hanno interessato il territorio nazionale, sia per prodotti italiani risultati non conformi e notificati da altri Paesi Membri. Sono state, poi, inviate alle suddette amministrazioni, numerose comunicazioni rinforzate per aumentare, in taluni casi, il livello di attenzione e di controllo. Oltre a queste segnalazioni di allerta, è stato effettuato un gran numero di solleciti e di comunicazioni per l’acquisizione di documenti necessari a garantire la completezza delle informazioni (in particolare modo i rapporti di prova dei laboratori di analisi, le liste di distribuzione dei prodotti, i provvedimenti adottati in ambito territoriale). La raccolta dei dati per l’elaborazione di questo report si è conclusa il 7 gennaio 2010.

Categorie di prodotti - Le notifiche ricevute nel corso dell’anno riferite alle diverse categorie di prodotti sono riassunte nella figura seguente. Le principali irregolarità sono state riscontrate nella frutta secca (principalmente per micotossine, attraverso respingimenti della merce ai porti), nei prodotti della pesca, seguiti da frutta e vegetali, prodotti per l’alimentazione animale e i materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. Nel corso del 2008 si è assistito praticamente allo stesso trend, anche se nel corso di quest’anno si è evidenziato una diminuzione delle segnalazioni per frutta secca e snack. Si è assistito, invece, ad un aumento significativo di notifiche per i prodotti della pesca e anche per integratori e dietetici.

Contaminanti microbiologici e biologici - In relazione alle notifiche pervenute, in Figura 2 sono riassunti i principali contaminanti microbiologici e biologici, spesso riscontrati contemporaneamente. Le frecce indicano il confronto rispetto alle segnalazioni dell’anno precedente. I maggiori contaminanti microbiologici riguardano la Salmonella (314 notifiche contro le 334 dell’anno precedente), la Listeria ed il riscontro di larve di Anisakis. Delle 314 segnalazioni riguardanti la presenza di Salmonella, 88 riguardano l’alimentazione animale (90 nell’anno scorso), come dettaglieremo successivamente.

Contaminanti chimici - In relazione alle notifiche pervenute, in Figura 3 sono riassunti alcuni tra i principali contaminanti chimici riscontrati. I contaminanti più frequentemente riscontrati sono micotossine, residui di fitofarmaci, metalli pesanti e migrazioni di materiali destinati a venire a contatto con gli alimenti. Si è comunque osservato una diminuzione della contaminazione da micotossine in prodotti alimentari, con un numero di notifiche inferiori rispetto all’anno precedente. Una diminuzione di notifiche di allerta ha riguardato pure la problematica della melamina (15 contro le 58 del 2008). Per quanto riguarda la presenza di alcuni additivi, si segnala in particolare la presenza di solfiti.

Altre irregolarità - Le altre irregolarità riguardano in modo preponderante merce con etichettatura non regolamentare dal punto di vista sanitario, assenza di certificazioni sanitarie, traffico illegale, presenza di corpi estranei o in cattivo stato di conservazione. Le principali irregolarità sono tutte in aumento rispetto al 2008. Tra queste notifiche si segnalano importazioni illegali di prodotti alimentari (10), immissione sul mercato di novel food non autorizzati e OGM non autorizzati (140 notifiche contro le 34 dell’anno precedente). Per quanto riguarda la presenza di corpi estranei, numerose segnalazioni riguardano principalmente il riscontro di parti di vetro e di metalli in prodotti alimentari, seguite anche da infestazioni di insetti e altri parassiti.

Sorveglianza e specifiche problematiche sanitarie per tipologia di alimenti

Prodotti della carne (escluso pollame) - Nel corso del 2009 le notifiche che hanno riguardato i prodotti della carne, escluso pollame, sono state 141, rispetto alle120 del 2008. La metà delle notifiche ha riguardato contaminazioni di natura microbiologica (70), principalmente Salmonella (48); le notifiche riguardanti i contaminanti microbiologici sono riportate in Figura 5. L’origine dei prodotti è varia, ma il Paese col maggior numero di segnalazioni, come per il 2008, è la Germania (15 rispetto alle 21 del 2008), seguita dalla Spagna (13).

Pollame - Nel corso del 2009 le notifiche che hanno riguardato il pollame sono state 92 rispetto alle 122 del 2008. Quasi tutte le notifiche si riferiscono a contaminazioni di natura microbiologica (68), con una netta prevalenza per Salmonella (60). L’origine dei prodotti è varia, ma il Paese col maggior numero di notifiche è la Germania (28), seguito dal Brasile (15) e dalla Polonia (13). Le notifiche riguardanti i contaminanti microbiologici riguardano principalmente la presenza di Salmonella, seguita da Campylobacter e Listeria.

Alimentazione animale - Per questa categoria di prodotto sono pervenute 201 notifiche, in aumento rispetto alle 182 del 2008. Circa la metà delle notifiche riguardano problemi di natura microbiologica (102), principalmente Salmonella (88) con origine varia, seguite da enterobatteriacee (13). Si segnala anche il riscontro di OGM non autorizzati (24 notifiche, quadruplicate rispetto alle 6 del 2008), presenza di micotossine (20), contaminazioni chimiche (15), presenza di corpi estranei (14). L’origine dei prodotti è varia. L’Italia ha effettuato 9 notifiche, più del doppio rispetto alle 4 del 2008. Il maggior numero di notifiche sui mangimi è stato effettuato, come negli anni passati, dai Paesi del nord Europa.

Allerta riguardanti i prodotti nazionali - L’Italia risulta coinvolta in 98 casi. Una ulteriore segnalazione si riferisce ad un alimento prodotto presso una ditta di San Marino. Inoltre, una notifica riguarda una vendita on-line, ma non si è ancora risaliti alla effettiva origine del prodotto. In particolare, 74 segnalazioni sono pervenute da altri Stati Membri, mentre le restanti allerta sono pervenute attraverso la vigilanza nazionale, trattandosi di prodotti ridistribuiti in ambito, europeo o extra europeo. La tipologia dei prodotti risultati irregolari è abbastanza eterogenea. Le maggiori notifiche hanno riguardato l’alimentazione animale, seguita dai prodotti della pesca, gelati e dolciumi, frutta e vegetali, cereali e derivati e dalla carne escluso il pollame. La tipologia del rischio è abbastanza eterogenea, con varie notifiche relative a problematiche di contaminazioni chimiche, microbiologiche e in particolare di allergeni non dichiarati in etichetta, con ben 13 segnalazioni. Per quanto concerne gli aspetti microbiologici, le maggiori notifiche hanno riguardato la presenza di Salmonella (20 segnalazioni) e di Listeria (7 notifiche), seguite da E. Coli con 5 segnalazioni. Per quanto concerne le restanti notifiche, sono stati segnalati il riscontro di micotossine (12 notifiche), di allergeni non dichiarati in etichetta (13) e anche corpi estranei (9). Tra le micotossine, la maggior parte delle segnalazioni riguarda le aflatossine (10), mentre le restanti due notifiche si riferiscono al riscontro di alti livelli di deoxyvalenolo e di patulina. In un caso c’è stata una notifica per OGM.

Conclusioni - L’analisi dei dati emersi nel corso dell’anno 2009 può essere utile per sviluppare in modo più efficiente la futura programmazione dei controlli. Se si effettua un confronto con il 2008, si assiste ad un aumento delle notifiche sui prodotti della pesca, alimentazione animale e dietetici ed integratori alimentari. Si è invece riscontrato un minor numero di notifiche relative alla frutta secca e snack, seppure elevata, soprattutto per riscontro di aflatossine. Per quanto concerne i maggiori contaminanti microbiologici si evidenzia un aumento delle segnalazioni per la Listeria (78). Ancora elevato è il riscontro di Salmonelle (314 notifiche), seppure in calo rispetto all’anno 2009. Per i contaminanti chimici si è assistito ad un incremento delle segnalazioni per riscontro di metalli pesanti, additivi e coloranti e ad una diminuzione di notifiche sulle micotossine. Inoltre, vi è stato un significativo aumento delle notifiche per contaminazione da OGM, soprattutto dovuto alle allerta riguardanti la contaminazione dei semi di lino. Un ulteriore aspetto emergente è rappresentato dalle maggiori segnalazioni su integratori alimentari, spesso contenenti principi ad attività farmacologia e venduti attraverso il canale internet. Sono state ricevute anche diverse segnalazioni di sospette reazioni avverse all’uso di alcuni di questi prodotti che sono risultati, in diverse occasioni, contenere sostanze anoressizzanti. Le notifiche sui prodotti nazionali, come avvenuto negli anni precedenti, evidenziano ancora il ricorrente riscontro di alcune irregolarità, in particolare la presenza di corpi estranei. Ciò evidenzia la necessità da parte degli operatori del settore alimentare di rinforzare i propri piani di autocontrollo. Si assiste, inoltre, ad un incremento dei pericoli di natura microbiologica notificati sui nostri prodotti. Mentre nel caso della Listeria, 4 notifiche sono relative a prodotti a base di latte, la contaminazione da Salmonella è avvenuta non solo sui prodotti di origine animale, ma anche sui vegetali, come nel caso della rucola, e nell’alimentazione animale. D’altro canto, va evidenziato che anche quest’anno, come già avvenuto negli anni precedenti, l’Italia è risultato essere il primo Paese Membro nel numero di segnalazioni inviate alla Commissione europea, dimostrando l’alta attività di controllo nel territorio nazionale. I dati riportati dovrebbero essere utilizzati per la programmazione dei controlli. Va tenuto presente, però, che, come disposto dal Regolamento (CE) n. 882 del 2004, tutte le attività di controllo rientrano nel piano integrato di controllo nazionale pluriennale (MANCP). Il piano ha lo scopo di illustrare in modo esauriente il sistema di controllo svolto dalle diverse amministrazioni coinvolte, ottimizzando le risorse economiche, l’organizzazione e la gestione dei controlli e le loro priorità in funzione dei rischi, permettendo di coprire così, in modo più efficace, tutte le fasi della catena alimentare.

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.