Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 4, 2010

Rubrica: Sicurezza alimentare
(Articolo di pagina 103)

Sicurezza alimentare, criteri per i controlli

La sicurezza alimentare è uno dei fronti su cui il Governo sta investendo risorse ed energie, tentando di coinvolgere anche le regioni. Non a caso, la Conferenza delle Regioni del 27 gennaio scorso ha approvato un documento relativo ai criteri per il funzionamento ed il miglioramento delle attività di controllo ufficiale da parte delle regioni e delle province autonome in materia di sicurezza alimentare. Il documento “Criteri per il funzionamento ed il miglioramento delle attività di controllo ufficiale da parte delle regioni e delle province autonome in materia di sicurezza alimentare” ritiene “necessario disporre di una Autorità di controllo ufficiale riconosciuta al più elevato livello, dagli operatori della filiera alimentare e dai consumatori”.

Criteri per il funzionamento ed il miglioramento delle attività di controllo ufficiale da parte delle Regioni e delle Province autonome in materia di sicurezza alimentare

Il nuovo modello di sicurezza alimentare, contenuto nella legislazione europea a partire dal Regolamento 178/2002, si basa sull’applicazione di un metodo scientifico che prevede la valutazione, la gestione e la comunicazione del rischio. In questo scenario, le responsabilità prioritarie sono in carico alle imprese, mentre, al servizio pubblico, in qualità di “Autorità competente”, spetta, tra l’altro, la verifica dell’operatore della filiera alimentare, attraverso la implementazione di un sistema ufficiale di controllo. Il controllo ufficiale non si basa più su adempimenti a norme dettagliate, ma sulla valutazione che le azioni messe in atto dalle imprese (allevamento o industria) siano sufficienti al raggiungimento del livello di sicurezza atteso. Lo sviluppo di un armonico sistema di controlli ufficiali assicura ai consumatori un valido e trasparente livello di sicurezza degli alimenti ed alle imprese un valido sistema di relazioni; pertanto, i servizi pubblici vengono ad assumere il ruolo di parte “terza” tra il consumatore e gli operatori. È perciò necessario disporre di una Autorità di controllo ufficiale riconosciuta al più elevato livello, dagli operatori della filiera alimentare e dai consumatori; essa deve: essere “idonea” alla effettuazione di tali controlli; ispirarsi a criteri di efficienza in linea con le disposizioni nazionali in tema di pubblica amministrazione; ispirarsi ai principi di imparzialità ed efficacia per l’organizzazione e l’esecuzione dei controlli; non ingenerare, nell’effettuazione dei controlli, situazioni distorsive del mercato. A cinque anni dall’emanazione del Regolamento 882/2004, si è evidenziata una difforme applicazione dei contenuti del regolamento da parte del sistema della sanità pubblica italiana, così come evidenziato anche dai report delle ispezioni dell’FVO e di altre autorità sanitarie di Paesi Terzi. Risulta pertanto necessario definire una linea di indirizzo comune da parte delle Regioni e Province autonome in modo da poter espletare quanto previsto dagli obblighi comunitari, soddisfacendo i criteri di efficacia e imparzialità in un quadro di ricerca di efficienza da parte della pubblica amministrazione. Si sottolineano, inoltre, le problematiche riguardanti il funzionamento dell’Autorità competente regionale (DLgs 193/2007). Attualmente, infatti, le dotazioni organiche regionali sono condizionate dai vincoli sulle nuove assunzioni e sul reintegro del personale derivanti dalle leggi finanziarie e dalla disparità dell’inquadramento contrattuale dei dipendenti regionali rispetto a quelli del Servizio sanitario nazionale, generando migrazione continua del personale della Regione verso le ASL.

Da ciò ne deriva un potenziale indebolimento quali-quantitativo dell’Autorità competente regionale che si trova infatti ad operare con prevalenza di personale non di ruolo proveniente dalle ASL o da contratti temporanei. Questo continuo turn over limita lo sviluppo di solide competenze tecnico gestionali1. A tal fine, il coordinamento in materia di Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare composto dai Responsabili Servizi Veterinari (SVET) e Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione (SIAN) delle Regioni e delle Province Autonome individua un comitato tecnico a cui spetta l’elaborazione di documenti, indirizzi e protocolli operativi per: la diffusione e l’attuazione delle linee guida di funzionamento dell’Autorità competente di cui al Regolamento (CE) 882/2004; la formazione e l’addestramento degli operatori regionali e territoriali; la collaborazione/affiancamento alle Regioni e Province Autonome nel loro percorso di adeguamento al Piano; lo sviluppo di un sistema di verifica dell’attuazione del Piano. La proposta operativa sarà definita entro novanta giorni dall’approvazione del presente documento. Risultano obiettivi operativi: la progettazione, realizzazione e partecipazione ai corsi di formazione di primo livello per i formatori regionali che daranno attuazione al Piano presso le Regioni e Province autonome (docenti, discenti, missioni e spese organizzative); il tutoraggio solidale tra le Regioni e Province autonome; la gestione del sistema di audit interregionale. Le risorse necessarie elencate al punto precedente e le attività di formazione a ricaduta sul personale dei Servizi Veterinari e Servizi Igiene Alimenti e Nutrizione delle ASL territoriali sono garantite da ciascuna Regione e Provincia Autonoma.

Fonte: ANMVI – Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

>> Link: www.anmvioggi.it

Note

1. I criteri per il funzionamento ed il miglioramento dell’attività di controllo ufficiale per il raggiungimento degli obiettivi di cui al Regolamento 882/2004 in materia di sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria sono contenuti nell’allegato 1 al presente documento.

Norme di riferimento

Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l’Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare.

Regolamento (CE) n. 882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi a verificare la conformità alla normativa in materia di mangimi e di alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali.

Decisione della Commissione 2006/677/CE del 29/9/2006 che stabilisce le linee guida che definiscono i criteri di esecuzione degli audit a norma del Reg. CE 882/04.

DLgs 6 novembre 2007, n. 193 sull’attuazione della Direttiva 2004/41/CE relativa ai controlli in materia di sicurezza alimentare e applicazione dei regolamenti comunitari nel medesimo settore.

Articolo 115 del DLgs 31 marzo 1998, n. 112 recante conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni ed agli Enti Locali, in attuazione del capo I della Legge 15 marzo 1997 n. 59, come modificato dall’articolo 16 del DLvo 19 ottobre 1999 n. 143.

DLgs n. 502 del 30 dicembre 1992 “riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell’articolo 1 della Legge 23 ottobre 1992 n. 421” e successive modifiche ed integrazioni.

DLgs n. 286 del 30 luglio 1999, riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio e valutazione dei costi, rendimenti e dei risultati dell’attività svolta dalle amministrazioni pubbliche a norma dell’articolo 11 della Legge 15 marzo 1997 n. 59.

Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione, che individua la tutela della salute come materia concorrente tra Stato e Regioni.

Circolare Ministero della Salute prot. DG SAN 13/3/6238/P del 31 maggio 2007 avente per oggetto le Linee Guida Ministeriali per i controlli ufficiali ai sensi dei Regolamenti. 882/04 e 854/04.

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