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Eurocarni nr. 4, 2010

Rubrica: Fiere
(Articolo di pagina 115)

Fieragricola: superati i 130.000 visitatori

Un +7% di presenze rispetto alla passata edizione della rassegna, che si conferma la “piazza” del dibattito e dello scambio commerciale dell’agricoltura italiana ed europea.

Bilancio positivo per la 109ª edizione di Fieragricola, che si è conclusa lo scorso 7 febbraio a Veronafiere. La manifestazione ha superato quota 130.000 visitatori, aumentando del 7% le presenze rispetto al 2008. In particolare, sono cresciuti gli operatori professionali, i dealer, i contoterzisti e i visitatori esteri provenienti dai Paesi del Mediterraneo e dal Medio Oriente. La rassegna biennale, che si conferma il punto di riferimento a livello nazionale e internazionale del settore agricolo per formula organizzativa e numero di eventi (oltre 210 tra convegni e seminari e ben 20.000 m2 per prove dinamiche sul “campo”), ha ospitato quest’anno 1.321 espositori, il 4,5% in più nei quali il 15% proveniente dall’estero, su una superficie di 120.000 m2. «Il risultato è superiore alle nostre previsioni — afferma Ettore Riello, presidente di Veronafiere,  — ed è la dimostrazione che, nonostante il difficile momento del comparto, le imprese hanno voglia di reagire, di investire e di credere nel futuro. Fieragricola ha saputo rinnovarsi per dare alle istituzioni e alle aziende le risposte che cercano, contribuendo a costruire un percorso comune per il futuro della nostra agricoltura». «La manifestazione — ha aggiunto il direttore generale Giovanni Mantovani — ha accolto, oltre a 250 buyer esteri da 35 Paesi, anche un grande numero di operatori molto qualificati. Fieragricola è diventata, infatti, il luogo di incontro di tutti i professionisti del settore e questo la rende l’unica rassegna italiana ed internazionale che presenta l’intera filiera della domanda agricola. Il duro lavoro promozionale svolto in questi mesi, pur nel pieno della crisi economica internazionale che ha colpito anche il settore primario, ci permette di raccogliere adesso i frutti di un percorso iniziato nel 2004. Adesso guardiamo in particolare all’area del Mediterraneo e al Medio Oriente, fondamentali mercati di sbocco per i nostri prodotti. In tal senso abbiamo siglato un accordo con la Fiera di Damasco, che permetterà agli espositori di Fieragricola di essere protagonisti anche in questo strategico Paese».

Podio svizzero al campionato europeo della Bruna, mentre la “Bruna dell’anno” resta in Italia

La bandiera con la croce in campo rosso sventola così nel ring di Fieragricola per rendere omaggio alla “campionessa delle vacche” (Sturzenegger’s Gordon Belinda, allevata ad Heiden nella stalla di Ernst Sturzenegger), alla “campionessa riserva vacche” (Erna, allevata da Martin Wallimann di Alpnach Dorf), alla “terza assoluta delle vacche” (Zimmermann’s Internet Quora, bovina di Wendelin Casutt, allevatore di Falera) e anche alla “migliore mammella” della mostra (Mani’s Wurl Watchel di Fritz Mani). Eppure, la Bruna dell’anno, categoria di grande rilevanza per gli allevatori presenti in fiera, è stata assegnata a Lufer Gordon Beby, bovina allevata nell’azienda agricola di Palmino Ferramosca di Tramutola (Potenza). Predominio svizzero, dunque, in una manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre 200 animali, provenienti da diversi Paesi d’Europa. Elevatissimo il valore genetico degli animali, che hanno esibito valori produttivi medi non indifferenti sia per quantità che per qualità, con percentuali di grasso e proteine davvero considerevoli, rispettivamente 4,08% e 3,63%.

La mostra nazionale Anarb - Alla 42ª edizione invece della mostra nazionale di razza Bruna, organizzata come l’intera giornata sul ring di Fieragricola dall’Anarb, l’Associazione di categoria che vede il presidente Pietro Laterza e il direttore Enrico Santus anche ai vertici della Federazione europea, i premi sono rimasti questa volta nell’arco alpino e prealpino. La vittoria è andata infatti a Lana, bovina da latte allevata a Premia (Verbania) da Marco Giannoni. Galby Daria allevata da Alessandro Galbardi di Zone (Brescia) è la campionessa riserva. Menzione d’onore, invece, per Taverna Gerbera dell’azienda agricola Ciappesoni di Bulciago (Lecco). La migliore mammella della razza Bruna italiana è invece risultata essere Loca Clara Zeuss, allevata a Vedeseta (Bergamo) da Guglielmo Locatelli.

I giovani allevatori del Bruna Junior Club - Spazio sul ring, con molta emozione e soddisfazione per un proscenio così internazionale come quello di Veronafiere, anche per i giovani portatori di animali, del Bruna Junior Club. Muriel Castelli, allevatore di Palazzago (Bergamo), ha sfilato con Angelica, la campionessa delle manze e giovenche della Bruna.

L’agriturismo prova a sedurre nuovi clienti - Cene al buio, raccolte “libere” in campo (si va in prima persona sul terreno, si raccoglie il prodotto, poi si pesa e si paga), persino “corsi di sopravvivenza” per single convinti o di ritorno, che comprendono i più svariati pacchetti: dalla cucina coi prodotti di qualità fino all’arte, ormai desueta, del rammendo. Così l’agriturismo si reinventa. Ma non è per una questione di crisi, anzi. Le strutture dell’ospitalità rurale godono di buona salute, almeno se osservate sotto il profilo numerico. Si stima infatti, dai dati Istat e delle singole Regioni, che in Italia siano circa 18.000 le aziende agrituristiche, con un tasso di crescita medio negli ultimi anni di circa il 4% a livello nazionale (ma con punte che superano il 10-15%). Piuttosto, è un aspetto dell’agricoltura multifunzionale che offre nuovi spunti per sedurre, coccolare e magari fidelizzare un nuovo target di clientela. La parola d’ordine è appunto “originalità”. «I fondi dei Programmi di Sviluppo Rurale destinati all’agriturismo costituiscono solamente una parte delle molte opportunità» ha spiegato Marco Boschetti, direttore del Consorzio agrituristico mantovano e uno dei massimi esperti in Italia del settore, durante il workshop dedicato proprio alle misure dei PSR, organizzato da Veronafiere in collaborazione con L’Informatore Agrario. «L’ospitalità rurale deve attivare anche particolari leve di marketing e di comunicazione per distinguersi in un panorama sempre più vario». Diversificare, innovare e creare iniziative per pubblici specifici costituirebbero infatti le tre formule vincenti per competere in un mercato che rischia di diventare saturo. «Il mercato ha ancora prospettive di crescita e occorre attrarre nuovi ospiti facendo leva anche sugli aspetti emozionali e identitari del servizio agrituristico». Ecco allora che si può attrarre il consumatore proponendogli di venire a raccogliere frutta e ortaggi di stagione direttamente in campo. «Questa proposta soddisfa un duplice vantaggio — ha osservato ancora Marco Boschetti — perché, da un lato, gli ospiti, accedendo al campo in prima persona, hanno l’opportunità di scegliere liberamente i prodotti e la qualità migliore a prezzi vantaggiosi, mentre allo stesso tempo l’azienda agricola registra un risparmio di costi fino al 50%».

>> Link: www.fieragricola.com

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