Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 2, 2010

Rubrica: Legislazione
Articolo di Moro A.
(Articolo di pagina 30)

Etichettatura delle carni bovine: rapporto sul monitoraggio dell’attività degli organismi di controllo

Gli organismi indipendenti di controllo per l’etichettatura facoltativa delle carni bovine devono comunicare al MiPAAF ed alle Regioni sia le inadempienze riscontrate nell’attività di verifica che i relativi provvedimenti

Il sistema di etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine, inaugurato dal Regolamento (CE) n. 1760/2000, costituisce il passaggio normativo da un sistema esclusivamente volontario di etichettatura ad uno misto in cui informazioni obbligatorie e volontarie risultano essere fornite congiuntamente. Il DM 30-08-2000 ha fissato termini e modalità di applicazione per consentire l’attività degli operatori e delle organizzazioni interessate al sistema di etichettatura facoltativa delle carni bovine previsto dal Regolamento (CE) n. 1760/2000. Con successivo DM del 13-12-2001 sono state impartite istruzioni alle organizzazioni in possesso di disciplinari di etichettatura e agli organismi indipendenti autorizzati a svolgere i controlli nell’ambito degli stessi disciplinari, al fine di una maggiore efficacia nell’attività di monitoraggio e di vigilanza sulla corretta applicazione della normativa in questione. Un disciplinare di etichettatura facoltativa rappresenta lo strumento con cui, le organizzazioni che fanno parte della filiera, assicurano ai consumatori finali elevati livelli di informazione, ovvero mettono a loro disposizione informazioni aggiuntive che contribuiscono a migliorare l’efficacia del sistema di rintracciabilità.

La standardizzazione delle modalità di raccolta dei dati e la realizzazione di un archivio informatico, rendendo possibile il confronto fra più anni (2003-2008), ha consentito, con il rapporto 2008, di monitorare l’impatto e la probabilità dei rischi, l’efficienza dei controlli sui singoli segmenti della filiera, nonché lo scostamento, sempre per segmento di filiera, dei controlli effettuati rispetto a quelli previsti dai piani di controllo predisposti dagli organismi indipendenti. I controlli effettuati nel 2008, da parte degli organismi indipendenti, hanno interessato 74 organizzazioni, 8.949 allevamenti, 142 mangimifici, 375 macelli, 280 laboratori di sezionamento e 3.112 punti vendita. Sul totale dei soggetti appartenenti ai vari segmenti di filiera, sono stati effettuati 1.517 controlli e riscontrato un ammontare totale di non conformità nella gestione del sistema di rintracciabilità pari a 139. L’incidenza delle non conformità sul totale dei controlli effettuati e degli operatori coinvolti evidenzia situazioni diversificate: dal 19% dei macelli al 3% dei mangimifici. È possibile chiarire la natura delle non conformità riscontrate nel 2008 in relazione ai punti critici sottoposti a controllo per i diversi segmenti della filiera. Permangono difficoltà, da parte delle organizzazioni, in materia di gestione della banca dati (44%) e di autocontrollo (33%).

Negli allevamenti si osserva ancora, anche se tendenzialmente in diminuzione, la presenza di non conformità per quanto concerne l’aggiornamento dei registri di stalla (22%) ed i protocolli di alimentazione zootecnica (22%). Relativamente ai mangimifici, risultando le non conformità di basso numero e non riferite al protocollo di produzione e qualificazione del fornitore, non ha senso analizzare la loro distribuzione per tipo. Circa la natura delle non conformità sui macelli, un peso non indifferente è rappresentato dal complesso di norme che attengono all’etichettatura delle carcasse (48%). Le non conformità messe a verifica per i laboratori di sezionamento riguardano essenzialmente la separazione ed identificazione dei lotti in fase di lavorazione (53%) e l’etichettatura delle carni (26%). Le irregolarità riscontrate nei punti vendita sono di diversa natura e riguardano, soprattutto, la gestione della documentazione (43%) e, a seguire, la stampa del documento informativo per il consumatore (19%). Il rapporto sull’attività di monitoraggio per l’anno 2008 analizza anche la pressione dei controlli da parte degli organismi indipendenti, evidenziando un numero di controlli effettuati inferiore a quello previsto. Il rapporto tra controlli effettuati e quelli previsti nel 2008 (26,9%) è in leggero miglioramento rispetto all’anno precedente (35,1%).

Il numero dei controlli effettuati, inferiore a quello previsto, può derivare dalla rigidità organizzativa con cui gli organismi di controllo fanno fronte alle variazioni, nel corso dell’anno, del numero di soggetti dei diversi segmenti della filiera. Va anche segnalato che molti disciplinari nel corso del 2008 hanno rivisto le frequenze dei controlli adeguandole alle nuove indicazioni ministeriali (Circolare n. 1/2008). Nel monitoraggio effettuato nel corso del 2008 si riscontra un generale aumento del numero di controlli effettuati, a fronte di una diminuzione di quelli previsti. Il trend crescente di adesioni da parte di nuovi soggetti alle organizzazioni che si caratterizzano per l’adesione ad un disciplinare in materia di etichettatura facoltativa evidenzia la volontà di adeguarsi a standard di gestione più rigidi, in linea con la domanda di prodotti sicuri e di qualità, scelta che contribuisce sia a valorizzare le produzioni e migliorare l’efficacia del sistema di rintracciabilità, che a tutelare il consumatore e costruire una immagine deturpata dalle recenti crisi che hanno coinvolto le produzioni di carne bovina.

Antonio Moro

Note

Il rapporto sull’attività di monitoraggio per l’anno 2008 è consultabile sul sito internet del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali all’indirizzo: http://www.politicheagricole.gov.it/SettoriAgroalimentari/Zootecnico/default.htm

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