Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 2, 2010

Rubrica: Indagini
(Articolo di pagina 121)

Indicatori del sistema agroalimentare nazionale: filiera animali e carni

Pubblicazione Ismea

Ismea ha reso disponibile il volume “Indicatori del sistema agroalimentare italiano”. La pubblicazione consiste di una raccolta completa ed aggiornata dei principali dati statistici relativi al settore agroalimentare italiano, articolata a livello regionale e di filiera. Allo scopo di rispondere adeguatamente alle esigenze informative del decisore pubblico e delle imprese operanti nel settore agricolo ed alimentare, tale raccolta comprende una serie di variabili in grado di cogliere meglio gli aspetti legati sia all’evoluzione della struttura (aziende, superfici, RLS, ecc…), sia alla dinamica delle principali variabili macroeconomiche (valore aggiunto, produzione, prezzi di scambio nelle diverse fasi della filiera, commercio con l’estero, consumi, ecc…).

Bovini

Il contesto internazionale

A livello mondiale, sia le consistenze di bovini che le produzioni di carne bovina hanno subito un leggero arresto su base annua. In particolare, tra i maggiori player, Stati Uniti, Australia e UE hanno registrato una riduzione del patrimonio, mentre in controtendenza è apparso il Brasile, che ha aumentato la propria mandria. Le macellazioni, invece, sono risultate in contrazione in tutti i principali paesi produttori. In Europa, nel corso del 2008 le macellazioni di bovini hanno registrato una ulteriore flessione su base annua (–1,5%), come conseguenza della contrazione dell’attività di abbattimento nei più importanti Paesi produttori. Sul fronte del commercio estero europeo, il 2008 è stato caratterizzato da un brusco rallentamento delle importazioni, a causa di due fenomeni: la parziale chiusura delle esportazioni da parte dell’Argentina, decise per calmierare i prezzi interni, e il blocco parziale degli acquisti dal Brasile, a causa di problemi sanitari.

Il contesto nazionale

Offerta – Il patrimonio bovino nazionale ha visto, nel 2008, una diminuzione dell’1,7%, in conseguenza di una sostanziale stabilità dei capi da latte (+0,3%) ma di una consistente flessione degli animali da carne. Anche il bilancio delle macellazioni di bestiame bovino resta negativo, poiché gli abbattimenti di capi hanno registrato, nel 2008, un calo complessivo del 3,5%. Il minor numero di bovini macellati ha comportato, in termini di effettiva disponibilità di carni, una flessione del 5,5%, con riduzioni più evidenti nella categoria dei vitelloni e dei vitelli.

Domanda – Gli acquisti domestici confermano nel 2008 una flessione, sia della quantità domandata, sia della spesa. A tale andamento ha contribuito esclusivamente la carne bovina naturale, ed in particolare la carne di bovino adulto, mentre i prodotti elaborati a base di carne bovina mostrano un incremento dei consumi e anche della spesa rispetto al 2007.

Scambi con l’estero – Da rilevare due concomitanti fenomeni: il calo consistente delle importazioni dei broutard dalla Francia, a seguito del blocco causato dalla Blue Tongue, insieme all’incremento delle importazioni italiane di carne, soprattutto dalla Francia, proprio a fronte di una diminuzione dei bovini ingrassati a livello nazionale. Sul fronte dell’export i flussi, circoscritti soprattutto alle carni fresche, hanno registrato un corso soddisfacente, con incrementi rispetto al 2007.

Mercato – Le aziende, nel 2008, hanno vissuto momenti di difficoltà, soprattutto legati all’aumento dei costi di produzione (aumenti che riguardano oltre i mangimi ed i foraggi anche i capi da ingrasso, i trasporti e gli interessi bancari), nonché alla mancata valorizzazione di alcuni sottoprodotti come le pelli, che rivestono un’importante voce per i macelli e che risentono della crisi in alcuni settori collegati dell’industria (automobilistica, arredamento e abbigliamento). Lo smaltimento dei sottoprodotti, sia scarti che prodotti secondari, che non trovano una collocazione sul mercato è una pratica molto onerosa, che aggrava le difficoltà del comparto bovino.

Suini

Il contesto internazionale

Sebbene a livello mondiale il 2006 abbia segnato, per la suinicoltura, un notevole incremento delle macellazioni, soprattutto ascrivibile alla Cina, primo paese produttore, l’UE ha registrato un lieve calo; le maggiori difficoltà si sono riscontrate nei Paesi dell’Est Europa, che hanno sofferto in particolar modo del rincaro dei mangimi. In merito al commercio europeo, ad un incremento notevole delle importazioni europee di carni fresche e congelate si contrappone un arresto degli acquisti per le preparazioni e i salumi. L’export dell’UE nel 2008 è risultato in crescita per entrambe le categorie di prodotti.

Il contesto nazionale

Offerta – Il patrimonio suinicolo italiano, superiore ai 9 milioni di capi, è rimasto sostanzialmente stabile nel 2008. L’analisi delle singole categorie, tuttavia, evidenzia un ridimensionamento del parco scrofe (–2,3%), segnale di una volontà di ridimensionamento dell’offerta per l’anno successivo. Le macellazioni nazionali si sono tenute sostanzialmente stabili; in particolare, è stato abbattuto un numero maggiore di capi leggeri, mentre le taglie pesanti, che rappresentano la percentuale preminente, sono rimaste invariate. Anche le cosce destinate alla produzione di prosciutti Dop, in particolare Parma e San Daniele, non mostrano sostanziali scostamenti rispetto al 2007, con una diminuzione inferiore all’1%.

Domanda – Gli acquisti domestici di carne suina e salumi mostrano, per il 2008, una crescita, sia della domanda, sia della spesa. Tale andamento è da imputarsi in misura maggiore ai salumi unbranded oltre che ai preaffettati e preconfezionati; al contrario, gli acquisti di prosciutti a marchio risentono di un calo della domanda. Per quanto riguarda la carne fresca, è apparso maggiormente penalizzato il prodotto naturale rispetto all’elaborato.

Scambi con l’estero – La bilancia commerciale del comparto suino, nel 2008, ha mostrato un miglioramento, dovuto sia alla diminuzione delle importazioni che ad una soddisfacente performance delle vendite. Per quanto riguarda gli animali vivi, mentre l’import ha subito un forte arresto, il flusso esportativo è stato particolarmente elevato grazie al livello alto dei prezzi esteri all’origine e alla contemporanea difficoltà del mercato interno. Le carni, sia fresche che congelate, e i salumi hanno conosciuto nel complesso una buona annata, mantenendo le vendite su livelli soddisfacenti e limitando gli acquisti rispetto al 2007.

Mercato – Gli attori della filiera suinicola si cono confrontati, anche nel 2008, con le difficoltà già osservate l’anno precedente. Segnatamente, l’elevato costo del petrolio e dei mangimi, seppure in calo rispetto al precedente anno, non hanno permesso agli allevatori di recuperare margine adeguatamente. Sul fronte dei prezzi, l’anno in analisi ha registrato una ripresa dei listini, che ha riguardato in misura maggiore i capi da macello e, in chiusura d’anno, anche i suinetti. Sul fronte dei prezzi al consumo, infine, si ravvisa un trend in crescita, quasi esclusivamente ascrivibile al segmento dei salumi e degli insaccati senza marchio d’origine e, in particolare, a pancette, mortadelle e würstel, elementi trainanti del mercato delle preparazioni suine.

Avicoli

Il contesto internazionale

Nel 2008, la produzione di carne avicola disponibile per il mercato mondiale ha registrato un incremento del 4,5% circa, ad opera di tutti i principali produttori; il trend in crescita ha fatto seguito alla ripresa iniziata già nel 2007, dopo la crisi aviaria che aveva provocato un forte e generalizzato arretramento del settore. A livello europeo, la produzione ha seguito la tendenza internazionale, con un aumento delle produzioni di carne avicola che ha interessato quasi tutti i principali paesi produttori, con la sola eccezione di Francia e Regno Unito.

Il contesto nazionale

Offerta – Per quanto riguarda la produzione italiana di carne avicola, nel corso del 2008 si è verificato un sensibile aumento del numero di capi destinati alle macellazioni (+5,7%). In particolare, sono cresciute le macellazioni di capi pesanti, cosi come quelle dei tacchini, mentre si è registrato un forte calo i volumi per le faraone, che pero rappresentano una piccola percentuale rispetto al totale dei capi inviati al macello.

Domanda – Gli acquisti domestici hanno mostrato un incremento delle quantità, soprattutto relativamente ai prodotti elaborati, dove la categoria che ha segnato la maggiore crescita è stata quella dei derivati del tacchino. Da rilevare come sia proseguita la crescita degli acquisti di uova anche nel 2008, confermando una tendenza già in atto da alcuni anni, in conseguenza dell’apprezzamento del consumatore rispetto alla funzione d’uso, alle caratteristiche nutrizionali e, non meno importante, al prezzo contenuto.

Scambi con l’estero – Sul fronte degli scambi internazionali il mercato è stato molto vivace, con un incremento sia degli invii, che ha contribuito ad un ulteriore miglioramento della bilancia commerciale, già in attivo. Gli invii hanno riguardato in maniera preminente polli interi, seguiti dalle preparazioni a base di pollo. Diversamente, i maggiori acquisti sono stati relativi ai petti di pollo, subito seguiti dalle carni preparate. Sul fronte delle uova, la bilancia commerciale ha segnato un miglioramento imputabile ai maggiori quantitativi esportati, prevalentemente uova in guscio, seguite da ovoprodotti.

Mercato – La redditività degli allevatori è risultata in calo, a seguito dell’aumento dei costi di produzione fortemente condizionati da livelli particolarmente alti dei prezzi di cereali e soia. I prezzi all’origine del pollo, segmento che da solo rappresenta il 70% circa delle carni avicole, hanno registrato su base annua un ridimensionamento del 7% circa. Anche le altre categorie, quali galline e tacchini, mostrano per il 2008 un andamento dei prezzi all’ingrosso al ribasso rispetto all’anno precedente. Tuttavia, è necessario precisare che i prezzi sono tornati su livelli “fisiologici” dopo un anno, il 2007, di quotazioni particolarmente elevate a seguito dello ripresa del settore dopo la crisi aviaria. A fronte di tale andamento, i prezzi al dettaglio hanno mostrato un lieve incremento per la carne di pollo e una sostanziale stazionarietà per i tagli di tacchino.

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