Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 1, 2010

Rubrica: Razze
Articolo di Brandone C.
(Articolo di pagina 133)

Ottonese-Varzese: dal lavoro ai vitelli da carne

La Ottonese-Varzese è una razza bovina autoctona ligure a triplice attitudine, diffusissima in passato nella stragrande maggioranza della regione

L’Ottonese-Varzese è una razza bovina autoctona ligure a triplice attitudine, diffusissima in passato nella stragrande maggioranza della regione. Oggi, venuta meno la sua funzione legata alla produzione di latte ed allo sfruttamento per attività lavorative, è allevata per la produzione di vitelli che, ingrassati, forniscono buoni tagli di carne fine, magra e saporita. Insieme alla Cabannina, è stata allevata per la capacità di utilizzare le risorse naturali spontanee del territorio senza apporti integrati esterni. Questo tipo genetico è il risultato dell’evoluzione biologica legata a caratteristiche ambientali di estrema povertà, che rendono la razza capace di compensare, con le proprie riserve energetiche corporee accumulate durante la stagione più favorevole, la mancata produzione del territorio durante il periodo della siccità estiva.

Morfologia

Mantello: fromentino biondo uniforme con limitate variazioni di intensità. In particolare, la parte interna e inferiore degli arti presentano sfumature di colore più chiaro del mantello.

Statura e taglia: taglia media. Altezza al garrese nei tori 130-145 cm, nelle vacche adulte 120-135 cm.

Testa: distinta, mascolina, corta e di media grandezza nel tori; gentile, con fronte larga e solo leggermente concava, piuttosto corta nella vacca. Corna dirette verso l’alto e ripiegate all’indietro; di colore giallastro fino ai due anni, in seguito diventano di colore ardesia in punta con riflessi di madreperla.

Anteriore: collo ben unito alle spalle e al petto, nel toro, corto e con poca coppa, nella vacca mediamente lungo e leggero, giogaia poco pronunciata; garrese largo, muscoloso nel toro e piuttosto affilato nella vacca. Arti con ossatura leggera ma dimostrante solidità; articolazioni larghe e tendini ben delineati. Piedi robusti e ben conformati con unghielli scuri.

Linea dorsale: diritta e orizzontale; ventre capace, arrotondato e ben modellato.

Groppa: lunga e larga, non spiovente, spina sacrale non rilevata; coda piuttosto sottile con fiocco abbondante di colore simile o più chiaro del mantello.

Arti posteriori: coscia muscolosa ma senza convessità. Ben distesa con linea posteriore rettilinea; garretti larghi, piedi ben  conformati, serrati e compatti.

Distribuzione sul territorio

Sull’intero territorio ligure sono presenti solo due allevamenti a Ronco Scrivia: l’uno possiede 36 capi e rappresenta anche l’allevamento più grande in Italia, l’altro ne possiede solo 2. Altri capi sono presenti nelle province di Pavia, Alessandria e Piacenza. In passato, da questa razza si ottenevano i pregiati buoi rossi, molto richiesti e apprezzati per il tiro dei carri e per l’aratura. Ancora oggi diverse coppie di buoi vengono addestrate al tiro in coppia per scopo folcloristico.

Caratteristiche qualitative del prodotto

L’attuale produzione dei due allevamenti liguri è quella dei vitelli da ingrasso. Particolarmente interessante sarebbe la possibilità di sfruttare la sua discreta attitudine lattifera e la capacità di sfruttare le aree marginali più povere o incolte dell’Appennino, per la produzione di vitelli da latte allevati direttamente sul pascolo.

Obiettivi del lavoro di selezione

Sono quelli di mantenere le caratteristiche di rusticità presenti e di promuovere la valorizzazione economica, senza ingentilire i soggetti né migliorare l’aspetto quantitativo delle produzioni. I punti di forza di questo bovino sono la capacità di utilizzare mediante il pascolo superfici impervie, con i foraggi tipici delle aree montane liguri più povere. In particolare, la razza Ottonese-Varzese non rifiuta i foraggi secchi dei mesi estivi e, al contrario dei bovini da latte e delle manze al pascolo, riesce ad accumulare riserve corporee tali da superare l’inverno con la somministrazione di fieno locale ordinario.

Tecniche di allevamento

Il sistema di allevamento poggia sull’affidamento al pascolo in tutto il periodo corrispondente alla fase vegetativa del foraggio (aprile-novembre). Infatti, grazie alla sua corporatura leggera e snella, questo bovino ha una grande agilità che gli permette di accedere a luoghi impervi e scoscesi là dove altri bovini specializzati non possono giungere. Gli animali condotti al pascolo vengono controllati giornalmente e stabulati di notte nelle stagioni fredde o tutto il giorno in inverno. I parti avvengono in tutti i periodi dell’anno e sono solitamente assistiti anche se non sussistono particolari difficoltà. L’alimentazione è basata sui foraggi freschi reperiti direttamente al pascolo durante la stagione primaverile-estiva e sul fieno durante la stagione invernale per le vacche. Le manze e i buoi ricevono una modesta integrazione di cruscami soprattutto durante l’autunno e l’inverno. I vitelli ricevono tutto il latte delle madri fino al quarto-ottavo mese, quindi vengono ingrassati con farina di cereali e foraggi fino all’età di tredici-diciotto mesi.

Cristiano Brandone

Eurocarni
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Eurocarni:
Euro Annuario Carne
La banca dati Europea del mercato delle carni sempre aggiornata, utile strumento di lavoro per gli operatori del settore lavorazione, commercio e distribuzione carni.