Edizioni Pubblicità Italia

Eurocarni nr. 10, 2008

Rubrica: Libri
(Articolo di pagina 219)

Nuovi protagonisti nel mercato mondiale: Brasile, Cina e India

Le sfide per il sistema agroalimentare italiano

 

Nuovi protagonisti nel mercato

mondiale: Brasile, Cina e India

Le sfide per il sistema

agroalimentare italiano

Ismea, 2008

 

Introduzione

Gli equilibri economici del pianeta stanno cambiando in maniera irreversibile, anche in conseguenza dell’impetuoso processo di crescita di alcuni Paesi, tradizionalmente classificati in via di sviluppo. Ciò vale, in particolare, per il Brasile, la Cina e l’India, che, se da un lato ancora rientrano in tale classificazione, d’altro lato possono essere ormai considerati i nuovi giganti del mercato mondiale, già oggi in grado di giocare un ruolo da protagonisti nell’ambito del processo di globalizzazione e certamente destinati a diventare sempre più importanti. La ricerca realizzata dall’Ismea ha l’obiettivo di analizzare in modo approfondito la capacità concorrenziale dei tre nuovi attori nel sistema agroalimentare mondiale e di valutarne le conseguenze per l’Italia, soprattutto in termini prospettici.

Le determinanti competitive attuali di questi Paesi sono individuate attraverso un’analisi delle caratteristiche economiche generali e del settore agroalimentare, degli scambi commerciali e delle relative politiche, osservandone l’evoluzione nell’orizzonte temporale dell’ultimo decennio.

 

L’India è oggi considerata uno dei nuovi giganti del mercato mondiale.

 

L’analisi del sistema economico complessivo e del settore agroalimentare del Brasile, della Cina e dell’India, condotta facendo ricorso all’abbondante letteratura che negli ultimi anni è fiorita sull’argomento, è volta a contestualizzare la loro attuale fase di sviluppo e a metterne in luce le caratteristiche strutturali, facendo attenzione alle principali analogie e differenze.

In particolare, l’analisi dell’agricoltura e del sistema agroalimentare dei tre Paesi è rivolta ad individuare i fattori limitanti, i punti di forza e le potenzialità di sviluppo dei diversi segmenti delle filiere, derivanti anche dal modo con cui esse si relazionano, da un lato, al contesto socio-economico e ambientale e, dall’altro, ai processi di internazionalizzazione in atto.

La competitività del Brasile, della Cina e dell’India sui mercati internazionali è valutata in base ad un’attenta analisi del loro ruolo nel commercio mondiale e della loro posizione commerciale nei confronti dell’Unione Europea e dell’Italia.

Su quest’ultimo fronte, nonostante la rilevanza dell’interscambio agroalimentare dell’Italia con i tre Paesi sia attualmente piuttosto ridotta, si discute l’importanza che in prospettiva essi potranno assumere come concorrenti (sia sul mercato interno, che sui mercati dei partner privilegiati dell’Italia) e, viceversa, come mercati di sbocco potenzialmente dinamici per le nostre esportazioni.

L’importanza dei tre Paesi nel contesto globale dipende anche dalle loro politiche commerciali, nel quadro sia degli accordi multilaterali del WTO sia di una sempre più ampia rete di accordi preferenziali bilaterali. Anche su questi aspetti è stata effettuata un’analisi delle politiche attuali, ponendo particolare attenzione ai rapporti con l’Unione Europea, che si inquadrano nell’ambito dei regimi preferenziali da essa accordati a tutti i Paesi in via di sviluppo.

Sono discusse, inoltre, le prospettive evolutive alla luce delle posizioni negoziali che i tre Paesi hanno assunto nel Doha round del WTO, nel quale — a differenza del passato — stanno giocando un ruolo da protagonisti.

Il quadro che emerge dall’analisi dei dati relativi all’ultimo decennio lascia aperta una serie di interrogativi, in particolare riguardo al ruolo che tali Paesi potranno giocare nei mercati mondiali dei prodotti agroalimentari e nei rapporti con l’Italia negli anni a venire.

Su questo terreno, la ricerca tenta di offrire qualche risposta ad alcuni di questi interrogativi attraverso una serie di esercizi di simulazione relativi ai cambiamenti che potrebbero registrarsi nel prossimo decennio: a livello macroeconomico, ma anche in termini di nuovi orientamenti nelle politiche commerciali a seguito di un eventuale accordo WTO; o, ancora, sul terreno delle politiche agrarie, ad esempio a seguito della riforma della Politica Agricola Comune dell’Unione Europea.

L’analisi si svolge a due diversi livelli: in primo luogo, si analizza l’evoluzione dei mercati internazionali attraverso un modello di equilibrio economico generale globale; in secondo luogo, sulla base dei risultati ottenuti con il modello globale, si valutano più in dettaglio le conseguenze per l’Italia attraverso un secondo modello di equilibrio economico generale focalizzato sul sistema agroalimentare italiano.

 

Diversamente dall’opinione diffusa, lo studio mostra che la sostituibilità dei prodotti agroalimentari cinesi con quelli europei e, soprattutto, italiani, è bassa e non tale comunque da far pensare alla possibilità di una consistente erosione delle nostre quote di mercato.

 

La ricerca è stata condotta utilizzando una ricca fonte di materiale di documentazione e di analisi, sia qualitativo che quantitativo.

In particolare, per l’esame del sistema macroeconomico in complesso e del sistema agroalimentare dei tre Paesi si è fatto soprattutto riferimento alla letteratura esistente, con il supporto delle principali banche dati sul tema per le analisi quantitative (Fao, Banca Mondiale, Ocse, Eurostat).

L’esame del commercio internazionale dei tre Paesi è stato condotto attraverso una dettagliata analisi dei dati funzionalmente estratti dalla banca Comtrade dell’Unctad. Su tali dati si è provveduto a predisporre una classificazione ad hoc per i principali macrosettori produttivi e per il sistema agroalimentare in dettaglio, distinguendo il settore primario e di trasformazione, a partire dalle classificazioni internazionali dei prodotti per il commercio.

Per l’esame delle politiche commerciali, oltre alla letteratura, ai documenti ufficiali del WTO e dei governi del Brasile, della Cina, dell’India, dell’Unione Europea e dell’Italia in tema di accordi multilaterali, bilaterali e le misure e normative volte a incentivare gli scambi, lo studio è stato approfondito attraverso l’analisi dei dati dettagliati sulle tariffe doganali dei vari Paesi considerati, estratti ed elaborati da MacMap: è questo un data-set appositamente acquistato dall’Ismea per le finalità della ricerca, che fornisce specifiche informazioni sulle aliquote dei dazi doganali dei prodotti agroalimentari; con esso è stato possibile estrapolare una serie di interessanti informazioni sulle politiche tariffarie dei Paesi in esame e valutare in modo approfondito i diversi tipi di barriere tariffarie.

Per l’ultima parte, dedicata all’evoluzione futura dei rapporti fra l’Unione Europea e l’Italia e i tre Paesi considerati, sono stati utilizzati “a cascata”, il modello globale GTAP, sviluppato dal consorzio del Global Trade Analysis Project, per simulare possibili scenari futuri sui mercati globali, e il modello MEG-D Ismea per le simulazioni di maggior dettaglio relative al mercato agroalimentare italiano, realizzando un’importante integrazione di strumenti di analisi tra i più avanzati disponibili a livello internazionale e nazionale per le valutazioni delle politiche agricole e commerciali.

 

Struttura dell’opera

La pubblicazione è strutturata in quattro parti. La prima parte, riguardante “I Sistemi Agroalimentari del Brasile, della Cina e dell’India” è articolata in quattro capitoli, di cui i primi tre sono volti alla descrizione del quadro macroeconomico e dei sistemi agroalimentari di ciascuno dei tre Paesi, mentre il quarto capitolo è dedicato al confronto delle economie e dei sistemi agroalimentari dei tre Paesi. In particolare, nei primi tre capitoli si analizzano le caratteristiche economiche generali, con riferimento ad alcune questioni rilevanti, come il rapporto tra popolazione e risorse naturali, la distribuzione del reddito, le specificità del settore agricolo e delle relative politiche, l’industria di trasformazione, il sistema distributivo, i consumi alimentari.

La seconda parte, su “Il Commercio Internazionale”, è organizzata in tre capitoli, di cui il primo (cap. 5) è rivolto all’analisi di confronto dei dati sulla bilancia commerciale complessiva e per i principali macrosettori dell’intera economia dei tre Paesi; nel secondo (cap. 6), si analizza l’interscambio del settore agroalimentare di ciascun paese, in termini di struttura per prodotti, orientamento geografico, rapporti con l’UE. Il cap. 7 è interamente dedicato ai flussi internazionali da e verso l’Italia e alla valutazione delle performance commerciali. I dati della banca dati Comtrade dell’ONU sono stati rielaborati a diversi livelli di aggregazione al fine di calcolare un’ampia serie di indicatori quantitativi riguardanti la specializzazione, l’intensità di penetrazione delle esportazioni, la somiglianza dei flussi bilaterali. Gli indicatori utilizzati sono illustrati nell’appendice metodologica della seconda parte.

La terza parte affronta il tema de “Le Politiche Commerciali” in quattro capitoli. Il primo (cap. 8) è dedicato alla discussione dell’evoluzione delle politiche commerciali e delle posizioni negoziali nel Doha round.

Nel secondo capitolo (cap. 9), avvalendosi della base dati aggiornata sulle tariffe (MacMap), si analizzano in modo approfondito le barriere tariffarie di ciascuno dei tre Paesi, nonché tutte le altre misure di intervento distorsive degli scambi (barriere non tariffarie, imprese commerciali di Stato, investimenti diretti esteri, sostegno all’esportazione), descrivendo anche le dispute commerciali rilevanti per i prodotti agroalimentari.

Il cap. 10 fornisce per ciascuno dei tre Paesi un quadro delle aree mondiali di influenza e di interesse commerciale attraverso gli accordi preferenziali bilaterali o reciproci (multiregionali e con singoli Paesi) da essi stipulati o in fase di negoziazione.

Infine, nell’ultimo capitolo (cap. 11) la base dati sulle tariffe viene utilizzata per analizzare in dettaglio i rapporti di ciascun paese con l’UE, confrontando il livello di protezione tariffaria bilaterale, al fine di valutare il grado di accesso al mercato garantito di cui beneficiano, da un lato, Brasile, Cina e India e, dall’altro, l’UE ed in particolare l’Italia. A conclusione di questa sezione è riportato un glossario con brevi definizioni sui principali termini utilizzati e su alcuni aspetti tecnici in tema di politiche commerciali.

La quarta e ultima parte è dedicata a “Gli Scenari Futuri” ed è articolata in tre capitoli.

Nel capitolo 12 si definiscono dapprima gli scenari, illustrando le variabili chiave in grado di delineare le tendenze evolutive di fondo dell’economia globale e dei Paesi d’interesse e poi i risultati delle simulazioni sui mercati globali, effettuate attraverso il modello di equilibrio generale GTAP.

Nel capitolo 13 sono esposti i principali elementi degli scenari simulati con il modello MEG-D Ismea per l’Italia e i relativi risultati; mentre il capitolo 14 fornisce alcune riflessioni conclusive. Nell’appendice della quarta parte sono descritti i modelli utilizzati per le simulazioni e le ipotesi adottate negli scenari.

La ricerca ha prodotto risultati interessanti ed anche in qualche misura sorprendenti rispetto a quanto divulgato dalla pubblicistica corrente. Ad esempio, contrariamente alla diffusa opinione che l’Unione Europea attui politiche fortemente protezioniste dei propri mercati agricoli, ciò che emerge dallo studio è che le barriere tariffarie effettivamente applicate dall’UE nei confronti di Brasile, Cina e India, seppur elevate, consentono ampi margini di preferenza per le esportazioni dei tre Paesi. Essi, d’altra parte, mantengono livelli di protezione significativi nei confronti delle esportazioni agroalimentari europee ed italiane.

Ancora, relativamente all’opinione ampiamente diffusa che la Cina costituisca una minaccia dirompente per le quote di mercato che le imprese agroalimentari europee ed italiane detengono sul mercato interno e sui mercati esteri, lo studio mostra che la sostituibilità dei prodotti agroalimentari cinesi con quelli europei e, soprattutto, italiani, è bassa, e comunque non tale da far pensare alla possibilità di una consistente erosione delle nostre quote di mercato.

Viceversa, l’espansione del commercio agroalimentare cinese, ma anche brasiliano e indiano, conta fondamentalmente sulla crescita della domanda dei Paesi emergenti a basso e medio reddito, nei quali il miglioramento delle condizioni di vita di ampie fasce della popolazione incentiveranno soprattutto l’aumento della domanda di prodotti alimentari di base più indifferenziati, che tali Paesi sono in grado di offrire a costi competitivi.

In questo quadro, come confermano gli esercizi di simulazione degli scenari futuri, il sistema agroalimentare italiano, più che temere l’ascesa dei tre giganti, dovrebbe cogliere le enormi opportunità offerte dalle prospettive di crescita della domanda di prodotti agroalimentari di qualità proveniente dai segmenti più ricchi — comunque molto consistenti in valore assoluto — della popolazione di questi Paesi.

 

Gli autori

Il lavoro è stato progettato e seguito in tutte le sue fasi da Raffaele Borriello e il coordinamento operativo per l’Ismea è stato effettuato da Antonella Finizia. La ricerca, realizzata con il contributo del MiPAAF, è stata svolta da un gruppo di lavoro coordinato da Fabrizio De Filippis e Luca Salvatici, composto da Alessandro Antimiani, Giacomo Branca, Daniela Calabrò, Anna Carbone, Piero Conforti, Valeria Costantini, Antonella Finizia, Stefano Merciai, Giuliana Timpani. Il responsabile della ricerca è Ezio Castiglione.

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